NOTA UIL ABRUZZO SULLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2014-2020
25/10/2012

Dopo l’incontro tra il Ministro Barca e i Presidenti delle Regioni italiane
che rientrerebbero in un eventuale Obiettivo Transizione

Oggi si è tenuto un incontro tra il Ministro Fabrizio Barca e i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Molise e Sardegna, Regioni che, avendo un prodotto interno lordo compreso tra il 75% e il 90% della media comunitaria, si qualificherebbero come “in transizione” qualora la programmazione europea 2014-2020 prevedesse un Obiettivo Transizione oltre ai tradizionali Obiettivi Convergenza e Competitività.
Il Ministro ha ribadito la posizione che ci aveva già esposto in occasione dell’incontro che facemmo con lui come Consulta del Patto per lo Sviluppo lo scorso 17 aprile: l’istituzione dell’Obiettivo Transizione danneggerebbe l’Italia, che avrebbe uscite maggiori delle entrate essendo assai elevato il numero di tali Regioni “in transizione” di altri Stati Membri (tra cui la Germania), per cui il Governo intende evitare questa prospettiva e riconoscere con risorse nazionali alla sue Regioni “in transizione” il di più che verrebbe loro da un eventuale Obiettivo Transizione.
La posizione della Uil Abruzzo: è chiaro che non possiamo prescindere dall'interesse nazionale. Non possiamo però neanche dimenticare la storia travagliata del FAS 2007-2013, le centralizzazioni di Tremonti, il dirottamento di parte di quelle risorse in favore di realtà che non vi avevano titolo, l’uso fattone a più riprese per tamponare diverse emergenze, cause nobili e non, l'incertezza che a lungo ha gravato sull'effettiva disponibilità di quelle risorse. Per cui è giusto e necessario che l’Abruzzo, insieme alle altre Regioni interessate, chieda al Governo garanzie formali sulle tipologie di interventi finanziabili, sulla chiave di riparto rafforzata che ci dovrà essere riconosciuta, sulle quantità, e soprattutto sull'effettiva nostra sovranità su quelle risorse.
Per la Uil Abruzzo (Roberto Campo)