IL SINDACO MASCIA SIBILLINO CONTRO LE EMITTENTI RADIOTV DI STEFANO LEONE
25/10/2012

Sono state dichiarazioni senza mezzi termini, in qualche modo anche apparse eccessivamente integerrime, quelle del Sindaco Arbore Mascia commentando le ordinanze emesse per lo spegnimento dei ripetitori sulle colline di San Silvestro, le alture a sud della città. Dichiarazioni che, quando sono dirette a radio, tv e organi d’informazione in genere, bisognerebbe che avessero sempre il senso della misura, non fosse altro perché a politici e non, piacciono molto telecamere, microfoni e tacquini, quando devono fare da cassa di risonanza per pareri o proclami. E non appaia una difesa d’ufficio di categoria, bene anzi benissimo il rispetto delle regole ma deve valere per ogni campo della vita sociale e non solo.
“Le ordinanze emesse per lo spegnimento delle antenne radiotelevisive di San Silvestro sono un atto dovuto, determinato da un’indagine chiusa dalla Guardia di Finanza che peraltro ha comminato anche multe elevate per l’assenza delle autorizzazioni da parte delle emittenti stesse, multe che, tranne un impianto, nessuno ha pagato. Peraltro la nostra amministrazione comunale crede nella necessità di delocalizzare gli impianti e con il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e i consiglieri regionali Pdl, primo tra tutti Lorenzo Sospiri, abbiamo lavorato con tenacia per ottenere, com’è accaduto, l’esclusione di San Silvestro dal Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze. La strada è ormai tracciata e non si torna indietro, dunque invito gli stessi titolari delle emittenti a evitare di continuare a cincischiare, andando ad appellarsi a destra o a sinistra, cercando di riaprire un discorso ormai chiuso. Le antenne devono andar via da San Silvestro, e invece di continuare a perdere tempo, chiedo l’impegno di tutti ad avviare le procedure per la delocalizzazione degli impianti, da attuare prima della fine di novembre, quando spegneremo le emittenti che non si saranno messe in regola”.
Questo l’esordio delle dichiarazioni del Sindaco di Pescara in replica all’iniziativa adottata dai titolari di alcune emittenti radiotelevisive, chiedendo udienza al Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano per tentare di riaprire la vicenda della delocalizzazione.
“Un’iniziativa quella dei titolari delle emittenti che mi ha sorpreso, ovviamente in senso negativo – ha commentato il sindaco Albore Mascia – visto che ormai c’è da mesi un tavolo tecnico regionale che sta, faticosamente viste le reticenze delle stesse emittenti, tentando di avviare le procedure per la delocalizzazione dalla quale ormai non si torna più indietro. E mi sorprende che le emittenti tentino di giocarsi la carta della Regione Abruzzo, forse dimenticando che la battaglia per la delocalizzazione delle stesse antenne da San Silvestro è una battaglia pescarese, ma anche del Presidente della Regione Abruzzo Chiodi che con me, con il consigliere Sospiri, con gli assessori Seccia e Del Trecco, e con i residenti del colle, è venuto decine di volte a Roma presso l’Agcom per perorare la causa dello spostamento degli impianti. Lo stesso Presidente Chiodi che ha personalmente commissionato alla Facoltà di Ingegneria de L’Aquila lo studio e il progetto per la delocalizzazione su una piattaforma off shore degli impianti. Uno studio peraltro già divenuto progetto-pilota che è piaciuto tantissimo all’Agcom e che ha consentito l’esclusione definitiva di San Silvestro dal Piano Nazionale di assegnazione delle Frequenze. Ma la piattaforma off shore, in realtà, è solo una delle possibilità di delocalizzazione alternativa ai 129 siti a terra altrimenti disponibili, tra cui le emittenti possono scegliere di trasferirsi. E la stessa Regione sta coordinando il tavolo tecnico che si sta riunendo una volta al mese e che con molta fatica sta cercando di indirizzare il discorso sempre sulla delocalizzazione, superando le obiezioni che di volta in volta vengono poste. Oggi addirittura i titolari delle emittenti vengono a dire che occorre ripetere le misurazioni delle emissioni di onde elettromagnetiche che non sarebbero aggiornate al passaggio al digitale; allora occorre loro ricordare che il nuovo Piano Nazionale delle Frequenze è stato varato tra febbraio e marzo 2012, ben sapendo che in Abruzzo a giugno ci sarebbe stato il passaggio al digitale, quindi evidentemente l’Agcom e il Ministero avevano comunque valutato la situazione in divenire, ma comunque hanno accolto l’istanza della città e delle Istituzioni e hanno deciso per l’esclusione dal Piano di San Silvestro. La verità è che probabilmente gli stessi titolari degli impianti non pensavano che, alla fine, saremmo giunti a passi e atti amministrativi concreti che vanno nella direzione dello spostamento delle antenne e del loro spegnimento. Peraltro va ricordato che le ordinanze di disattivazione che il Dirigente, e non il Sindaco, sta firmando in questi giorni, atti dirigenziali, dunque, e non politici, fanno seguito a un’indagine della Guardia di Finanza che ha certificato l’assenza delle autorizzazioni a operare a San Silvestro. E infatti nelle ordinanze imponiamo alle emittenti di pagare le multe comminate, e nei cui confronti sono ancora inadempienti, e a presentare un Piano di risanamento, ovviamente fuori da San Silvestro che non è più sito idoneo. Invito a questo punto i titolari degli impianti a non continuare a cincischiare sperando di prendere un tempo che non c’è più, è inutile andare a chiedere intercessioni a destra e manca. Oggi c’è un Piano delle frequenze e quello va rispettato, dunque le antenne devono lasciare San Silvestro”.
Bè, insomma, diciamocela tutta; qui ora bisognerebbe comprendere quale sia, oltre il fatto del rispetto di leggi e regolamenti, la differenza della quale parla il Sindaco fra “atto dirigenziale” e “atto politico”. Chi detta, se non la politica, le linee guida affinchè gli atti dirigenziali vengano applicati nel rispetto delle norme? E in quante altre occasioni, invece, si usa sostituire agli “atti dirigenziali” con “atti politici”? Sindaco, lo affermiamo senza che possa apparire un’opinione “ad personam” o per mera polemica ma, scandire la precisazione che la firma degli atti è del Dirigente e non del Sindaco appare come quel marito che, essendo lui a portare i soldi a casa poi dice pubblicamente che è la moglie, però, a spenderli al supermercato.