AQUILANI, IN CASO DI TERREMOTO ATTENTI A COME REAGITE! DI FRANCO TACCIA
18/10/2012

I terremoti sono una sciagura e questo lo sanno tutti. Quel che molti non sanno o almeno non sapevano è pero' che oltre ai danni che producono si portano dietro un seguito di ''giudizi'' sui terremotati, espressi a vario titolo e da piu' persone, con il terremoto che offre lo spunto per considerazioni che toccano tutto, dal gusto artistico dei terremotati, che quasi sempre è censurabile, alle abitudini quotidiane, ovviamente da cambiare dalla a alla zeta, per finire o per cominciare con il modo di ''reagire'' alla calamita'.
Siamo passati quindi per pazzi furiosi quando qualcuno, ben piu' di uno forse, diceva che la citta' dovesse tornare com'era e dov'era ed infatti abbiamo visto che la prima cosa fatta velocemente è stata quella di costruire qualcosa di simile a quartieri dormitorio sparsi ovunque, purche' lontani dal centro, così velocemente da far pensare o all'opera di un mago (magari anche bravo col pianoforte) o ad un qualcosa di gia' confezionato, come i cibi ''precotti'' degli asili.
Poi siamo arrivati alla ''querelle'' dell'auditorium, con la quale intanto si è cercato di mistificare alla grande, tirando sempre in ballo il genio dei ''maestri'' ideatori o ispiratori del progetto, che non è mai stato messo in dubbio da alcuno, poi arrivando addirittura a definire l'opera, che' certamente di opera si tratta, come un ''fratello minore'' della Fortezza Spagnola. E qui mi si permetta solo di osservare, pur non essendo esperto d'arte ma solo osservatore di quanto accade nella ''MIA, anzi NOSTRA CITTA''', che sinceramente e con tutto il rispetto, non riesco a vedere nessun tipo di parentela (osando sperare che l'affermazione non fosse dovuta al riferimento che il materiale con cui è realizzato l'auditorium è il legno, meraviglioso per natura, come lo erano gli alberi del parco, quando c'era un parco).
E per finire le dichiarazioni del dott. Gabrielli, capo della protezione civile. Siccome avrebbe detto che gli Emiliani hanno reagito meglio degli Aquilani, sostengo che se e' vero che lui ha il diritto di esternare quel che pensa, gli Aquilani hanno il diritto di non condividere. Ed io in particolare, ignorante qual sono,oltre a non condividere ho cercato di documentarmi, così, alla buona, per capire se, a parte il giudizio di Gabrielli, abbiamo reagito ''male'', ed ho scoperto, sempre grazie ad INTERNET, che esiste addirittura un libro il cui titolo e' ''Reazioni umane alle catastrofi- Di fronte ad un disastro naturale causato''. Detto che mi sa tanto che noi Aquilani con quanto scritto nel libro c'entriamo alla grande, aggiungo che gli autori sono il Prof. Massimo Cuzzolaro, ovviamente pschiatra ed il Prof. Luigi Frighi gia' professore ordinario di Igiene Mentale alla ''Sapienza'', poi membro del Royal College of Psychiatrists. Pare che questo libro venga considerato come una sorta di Vangelo quando si argomenta delle reazioni umane alle catastrofi. Sintetizzo, anche perche' trattasi di materia delicatissima, specie per i profani, come me ad esempio, dicendo che nel libro si dice che oltre alle vittime reali di un ''disastro'', naturale o provocato, ve ne sono altrettante che sono da considerare vittime del trauma psicologico derivante dall'evento, con risvolti che toccano aspetti epidemiologici, clinici ecc. Per la serie, detto molto elementarmente, ognuno reagisce in modo diverso, anche perche' se col terremoto non si muore quanto meno si rimane scioccati, a seconda delle circostanze, del proprio ''vissuto'' del contesto e di tante altre cosette.
Non so perche' ma leggere queste cose mi ha riempito di dubbi. Spero di non essere il solo ad averli.
Franco Taccia