PESCARA COSI’ NON VA DI RAFFAELE MORELLI
09/10/2012


Il tempo, si dice, è la migliore medicina, perciò meglio aspettare prima di ripensare ad un partita tra le più sciagurate di sempre. Bene, a distanza di 48 ore le impressioni sono sempre molto negative e, anzi, se possibile, anche peggiori di quelle a caldo. La febbre deve fare il suo corso e, in questo caso, l’infezione è soltanto all’inizio. Esistono alcune anomalie di fondo nella gestione di questo campionato che potrebbero, a lungo andare, condizionare gravemente le possibilità di salvezza dei biancazzurri. Parliamoci chiaro, Stroppa ha dichiarato più volte che i giocatori che ha a disposizione non li ha scelti lui e sembra evidente anche ai più ottimisti che, rispetto al gioco che avrebbe in mente, non corrispondono nemmeno lontanamente alle sue idee. La sensazione è quella di avere a che fare con un orologiaio che cerca disperatamente di far funzionare un meccanismo in cui mancano i pezzi fondamentali e, per quanto si sforzi di adattare quello che ha a disposizione, non c’è verso di risolvere il problema. I risultati, leggi la qualità delle prestazioni, sono quelli che sono. L’orologio non funziona e si vede. La Società non può continuare a fare spallucce e dire che abbiamo giocatori che dimostreranno le loro qualità. Che i giocatori abbiano qualità sarà pur vero, ma è altrettanto evidente che non riescono a sommarsi per trasformare le qualità del singolo in un apprezzabile gioco di squadra. Ora i casi sono diversi: se il problema sta nell’incapacità del tecnico di assemblare ciò che apparentemente appare inassemblabile, e la confusione del povero malcapitato, venuto a cercare grazia e evidentemente impreparato al pericolo di trovare giustizia, fa diagnosi da sola, che venga sostituito il tecnico; se invece dipende dalla effettiva capacità dei giocatori, senza che il tecnico possa fare miracoli, che si intervenga, in qualche modo ed al più presto, sui ruoli ancora scoperti; ma quello che sembra evidente ai più è che non si può mettere la testa sotto la sabbia continuando a ripetere che “tutto va bene madama la marchesa” perché così non è ed è inaccettabile farsi ridere dietro dai commentatori di mezza Italia. Questa situazione è frutto, lo dico in modo eufemistico, di una eccessiva fiducia nelle proprie capacità da parte di chi doveva fare delle scelte in estate. Ora che balza agli occhi che l’inesperienza si paga cara e la presunzione anche, non sarebbe sbagliato fare un bagno di umiltà e chiedere venia alla gente, che è poi quella che con la presenza e con il contributo economico, consente al giocattolo di funzionare.