SULL'INAUGURAZIONE DELL'AUDITORIUM A L'AQUILA, IN AGGIUNTA A QUANTO SCRITTO DA STEFANO LEONE. VENERDÌ 5 OTTOBRE 2012 - 16:01
05/10/2012

Ho letto l'articolo dell'amico Stefano, che ricordo di aver visto l'ultima volta a Cassino, in uno dei giorni piu' tragici della storia dell'Aquila, non solo di quella sportiva.
Non ci sarebbe nulla da aggiungere, tanta è la precisione chirurgica con cui descrive la realta' aquilana del post sisma. E gia' parlare di post sisma da fastidio perche' son passati 3 anni e 7 mesi, durante i quali, a rischio di sembrare ingrati (ma di cosa e per cosa si dovrebbe essere grati ed a chi?) o pessimisti all'eccesso, non e' stato fatto quasi nulla per il ritorno a qualcosa di simile alla normalita'. Si e' riempita L'Aquila, una delle citta' d'arte piu' importanti del Paese, di una serie di ''contenitori'', disseminati qui e la senza logica, dai ''moduli ''del ''progetto case'', al mercato di Piazza d'Armi (chissa' com'è che intorno a tutti i supermercati a L'Aquila è pieno di ambulanti che vendono frutta e verdura?)con annessa chiesa, con annesse colate di cemento, alle casette prefabbricate sorte ovunque, senza autorizzazioni e senza logica. Contenuti zero. Intanto si sono miracolosamente risistemati fabbricati come quello che ospitava l'ISEF alla villa comunale, badando bene di destinarli ad usi diversi da quelli originari, mentre il centro langue ed i giovani che gli darebbero linfa vitale sono disseminati per tutto il circondario come foglie nel vento. Nel frattempo la recizione posta a fianco del muro di cinta della caserma Rossit cade a pezzi peggio del muro di cinta stesso. E poi eccoti l'auditorium. E che vuoi di piu' dalla vita? Escluso l'amaro della nota pubblicità, che' di amaro ne abbiamo le scatole piene, vorremmo ad esempio che il parco del castello che oggi brulicava di addetti alla pulizia, al taglio dell'erbaccia ecc. fosse pulito sempre e non perche' viene il presidente della repubblica con relativo seguito di presidenti di tutto cio' che c'è da presiedere, con tutte le scorte possibili per tutto cio' che c'è da scortare e con tutti quelli che entreranno a sbafo. C'è solo il rischio che 250 posti non bastino per ospitare tutti e mi meraviglia che a nessuno sia venuto in mente chesso', un mega schermo appiccicato sulle mura della Fortezza Spagnola, con relativo WC chimico a mezzo metro dalla stessa, tanto per ingentilire il panorama. E poi quella che a mio avviso è la cosa piu' fastidiosa. In mezzo a centinaia di alberi gia' defunti, a cordoli di cemento scriteriatamente posti a contornare le aiuole e puntualmente saltati per la forza della natura che grazie alle radici degli alberi li ha scalzati dal loro posto, a pezzi di muro di cinta ancora sbriciolati, eccoti il miracolo: davanti al dono della provincia di Trento due o tre aiuole in via di sistemazione, con tanto di erba tipo stadio olimpico (quella in rotoli per capirci) in via di collocazione e miracolo dei miracoli, anche qualche alberello con tanto di targhetta con nome, cognome ed indirizzo, per la serie ''le pulizie di Pasqua'' quando nelle case per accelerare i tempi vista l'imminente visita del prete, si buttava la polvere sotto i tappeti. Ora sono proprio curioso di vedere il ritmo delle pulizie dopo che tutti gli ospiti saranno ripartiti per Roma. Magari pero' la prossima volta andranno da un'altra parte, perche' la struttura dell'auditorium sta nel parco del Castello solo provvisoriamente!
Franco Taccia