SAPER SOPPORTARE ASINI E FURBASTRI
17/09/2012

Gli anni, se non ti danno la vera saggezza ti aiutano, però, a sopportare con tranquillità (cioè senza incazzarsi) gli asini e i furbastri: gli asini sono quei tifosi e quei dirigenti che mi dicono (sollecitati e con telefonate di comodo, vedi la trasmissione con Sebastiani e Rocchi) che ora basta con le mie critiche, che sono anni che critico e dimenticano che criticare significa giudicare e discutere e, quindi, se se ne ha la capacità, cambiare e migliorare.
Quando criticavo Galeone per le sue inopportune concessioni tattiche, che ci portavano a subire sette reti a zero (!), i suoi estimatori mi offendevano, salvo poi farlo uscire in cellulare dallo stadio…
Ora critico l’inopportunità di presentare in serie A una difesa che in serie B è stata bocciata con 55 gol subiti, e gli amici prezzolati di Sebastiani cercano di impormi in qualche modo il silenzio, salvo poi, essere costretti, dalla realtà del campionato a dire, come dicevano e hanno detto per tanti anni, questo Lussoso, alla fine ha ragione.
Posso dirvi, con estrema franchezza che, di aver ragione a uova rotte, non me ne frega niente. Gli anni, ho precisato prima, non danno la vera saggezza, ma ti fanno capire quante cose rappresentano solo e soltanto la vanità e di queste posso fare tranquillamente a meno, così come faccio a meno delle pacche sulle spalle dei padroni di turno e delle testimonianze di amicizia dei padroni di turno, dato che amo solo e soltanto il mio lavoro, che mi dà da vivere, e che mi consente di essere libero. Tanto libero da non richiedere nemmeno il pass per lo stadio di cui ho, anche legalmente, pieno diritto. Seguo e studio le partite che commento da uomo libero e non da servitorello sciocco.
Detto degli asini, parlo adesso dei furbastri. Due in particolare: Sebastiani e Delli Carri. Sebastiani è un uomo esperto di soldi e di come reperirli. Questa è stata la chiave che lo ha portato nella Pescara Calcio e che gli ha consentito, poi, di far fuori quelli più forti potendo contare sul tesoretto rappresentato dalla vendita di Verratti e, quindi, dalla considerazione che poteva fare a meno della presenza dei pezzi forti. In accordo con Delli Carri, che ha vissuto di luce riflessa sfruttando le scelte di Zeman, tutte vincenti, ha fatto una campagna acquisti puntando su dei giovani e guardando solo ed elusivamente il proprio tornaconto e non gli interessi dei tifosi. Infatti, badate bene, hanno comperato talenti stranieri i cui prezzi conoscono soltanto loro e sui quali con le plusvalenze potranno operare al meglio, inoltre hanno puntato su giovani, consenziente il mister che non aveva troppa voce in capitolo, facendo questo discorso (non ai tifosi, badate bene): Abbiamo i soldi di Verrati, anche se a rate: ora se di questi ragazzi un paio crescono bene, potremo fare un buon mercato successivo mentre, intanto, saranno buoni per la eventuale serie B che, inoltre, ci frutterà un altro rimborso dalla Lega. Quindi, mentre i tifosi sperano, dopo venti anni di attesa, di mantenere la categoria, i mercanti pensano come fare una serie A per far crescere i loro acquisti, farci la serie B garantita e rivenderli realizzando altri tesoretti.
Il principe dei furbastri, Sebastiani, fa finta di credere nella esplosione della sua squadra tanto da fargli guadagnare la serie A che, badate bene, dice essere stata la sua conquista personale, avallato da alcuni cortigiani, ma dimentica che fu De Cecco a portare Zeman, che fu De Cecco con Edmondo a fare determinati acquisti importanti, lui non ha fatto altro che bere l’acqua portata da altri, prendendosene il merito. Volgarmente direbbero che “ha fatto il f….o con il c..o di altri!”
Ma a me, giornalista tifoso, sta bene tutto, quelli, infatti, sono problemi loro, e se De Cecco si è fatto scippare società e meriti, è un fatto da addebitare al suo carattere che lo porta a “scascettare” ma mi interessa molto il fatto che possano essere vanificati venti anni di attesa ed una promozione fantastica dalla grettezza di chi opera in termini di soldi e non di fantasia e di entusiasmo.
Il top lo raggiunge il presidente furbastro quando dice: “Vi ho portati in serie A e scusate le l’ho fatto…” Ella, signor presidente, non ha portato in A nessuno. Ha avuto solo il grande merito di stare al posto giusto nel momento giusto e ringrazi il carattere “fumino” di Peppe De Cecco che glielo ha consentito.
Il suo Acciavatti, che fa tanto il nobile, da lei sostenuto e difeso, dimenticandosi che siamo a Pescara e che ci conosciamo tutti, nel bene e nel male, non dica ciavattate, ha sbagliato tutta l’operazione marketing creando casini a non finire e oltraggiando, anche economicamente, la tifoseria più vicina da anni al sodalizio.
Le dice di aver fatto due scommesse, sui giovani e sull’allenatore, ed è certo di vincerle. Per il bene del Pescara le auguro di avere davvero fortuna. Per ora, intanto, ci teniamo una squadra incompleta, una difesa non idonea, e dei punteggi, al momento, che fanno paura.
Gianni Lussoso