L’OPINIONE DI STELEO: BASTA CON IL FIORETTO, ORA SERVE LA SCIABOLA.
17/09/2012

Lo scrissi chiaramente dopo la partita a Torino contro i granata: Giovanni Stroppa è una brava persona, pacata, stimabile e cortese ma deve essere più “cattivo” e trasmettere anche alla sua squadra questo senso della battaglia altrimenti la società si sarebbe vista costretta a fargli mangiare il panettone altrove. Dopo la sconfitta casalinga di oggi, contro la Sampdoria di Ciro Ferrara alla ripresa del campionato, aumenta ancor di più la sensazione che ho espresso sul buon Giovanni. Poco cattivo. Intendo quella cattiveria sportiva, ovviamente, quella grinta, quell’essere agguerrito che non ti fa abbassare la testa ne contro la squadra di rango ne contro l’avversario alla pari. Questo non significa non avere rispetto per gli avversari o per le difficoltà che, un campionato di serie A inevitabilmente riserva, non vuol dire essere presuntuosamente boriosi senza senso, significa solo far giocare la squadra puntando su altre qualità, dal momento che competere sul piano dell’accademia calcistica diventa privo di senso, per una squadra poco esperta della categoria e poco abituata a palcoscenici come il “Meazza”, l’”Olimpico” o il “S. Paolo”. Il Presidente biancoazzurro Daniele Sebastiani, subito dopo la fine dell’incontro con i blucerchiati, a messo le mani avanti anticipando la domanda che si aspettava, dicendo che Stroppa non è in discussione. Ha detto di aver visto la sua squadra lottare e correre su ogni pallone e che, anche la fortuna non è stata amica visto le occasioni da goal sciupate. Però, ha osservato il Presidente, lo spirito è quello giusto. Congratulazioni al Presidente poiché interpreta degnamente il ruolo; con quanta efficacia lo vedremo in seguito, difende squadra e allenatore facendo così da volano fra la delusione serpeggiante nello spogliatoio e nell’ambiente e lo sforzo di tenere in piedi la baracca. Sebastiani torna con un accenno alla prestazione di due settimane fa a Torino dicendo che contro i granata si era perso giocando male, oggi invece è stato diverso. Presidente, cosa c’è stato di diverso? A Torino si è perso giocando male, oggi contro la Sampdoria si è perso giocando meglio. La differenza? Nessuna. I punti in classifica rimangono pari a zero. Ricordando che, lo scudetto del Pescara è centrare la salvezza, ma se in tre partite non si è preso neanche un punto e si sono incassate nove reti, bisogna giocoforza tirare fuori la sciabola; il fioretto non basta più. Come dice il Presidente - lo spirito è quello giusto - e allora fuori gli attributi e non si badi più all’avversario ma ci si prepari a digrignare i denti davanti a qualsiasi blasone.
Stefano Leone