L’AQUILA CALCIO: DOCCIA SCOZZESE AL FATTORI
10/09/2012

Lo stadio Tommaso Fattori è stato teatro di un'autentica quanto inattesa doccia scozzese per il buon pubblico accorso sugli spalti per assistere alla prima assoluta, in casa, dei Rossoblu di Archimede Graziani; i tifosi aquilani l’avrebbero evitata volentieri, nonostante il pomeriggio piuttosto caldo.
Sin dalle prime battute di gioco si è capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto con un'Aquila contratta, poco brillante e spesso in balia di un centrocampo avversario tanto dinamico quanto manovriero. Tra l'altro il Pontedera, squadra molto giovane con un paio di elementi di spicco come Arrighini e Grassi, è scesa in Abruzzo per giocarsi la partita a viso aperto, senza innalzare barricate, come qualcuno erroneamente aveva ipotizzato, e riversandosi spesso nella metà campo aquilana con il piglio della squadra che vuole far male.
Cosicché il primo tempo scivola via veloce registrando un paio di giocate di Ciotola, la prima all'11', quando il trottolino Rossoblu si incunea centralmente nella difesa granata, con un paio di dribbling ubriacanti e manca il gol di un soffio e la seconda quando l'ex Casale in semi rovesciata si vede togliere il pallone dal bravo estremo difensore toscano. L'Aquila del primo tempo è tutta qui, ferma sulle gambe, con i tre centrocampisti sempre in inferiorità numerica rispetto agli avversari e con il tridente mai innescato in maniera veloce e pericolosa.
La logica conseguenza di tanta pochezza di idee è il goal del vantaggio toscano agevolato da un'uscita avventata di Testa che viene punita dall'arbitro con un rigore, realizzato da Grassi e, quel che è peggio, con l'espulsione, forse eccessiva, dell'estremo difensore Rossoblu. L’estremo difensore aquilano viene sostituito da Nicola Modesti e ad uscire dal campo è il centrocampista Menicozzo, una mossa un po’ avventata che immobilizza ancora di più il gioco della formazione di mister Graziani.
Dopo l'intervallo, memori della metamorfosi cui avevamo assistito in quel di Salerno, ci attendevamo un cambio di ritmo ed un'intensità di gioco diverse da parte dell’Aquila Calcio, sia pure in inferiorità numerica. Invece la ripresa è trascorsa sulla stessa falsariga dei primi quarantacinque minuti e anche l'inerzia della gara non ha subìto sussulti, con i toscani padroni del campo e protagonisti di rapide e pericolose ripartenze e gli atleti aquilani sempre più innocui comprimari. Senonché si era presentata anche l'opportunità per strappare via l'ameno un punto, frutto più di un caso fortuito che di un pressing ben orchestrato, grazie ad un sacrosanto rigore decretato dal direttore di gara al 28’ minuto della ripresa, per fallo su Thomas Albanese. Ma è proprio a questo punto che al Fattori va in scena una strana legge del contrappasso di dantesca memoria, allorquando un'Aquila momentaneamente in nove uomini per l'uscita dal campo di un acciaccato Carcione, subisce un inopinato quanto evitabile contropiede, a nostro avviso frutto di quella presunzione che sette giorni prima era stata fatale alla Salernitana a parità di condizioni, trasformato nel goal del raddoppio da un Grassi in gran forma che suggella in questo modo la bella gara del Pontedera e chiude i conti definitivamente.
Senza fare drammi per una sconfitta che può anche starci ad inizio stagione, quando i meccanismi di gioco non possono essere ancora assimilati dagli interpreti, c'è da dire che alcune scelte del tecnico sono state perlomeno discutibili, come l'ingresso del neo acquisto Albanese al posto di Ciotola che, discontinuità a parte, era stato l'uomo più pericoloso dei suoi e forse meritava di rimanere in campo più a lungo ed il mancato utilizzo di Colussi, giocatore in forma smagliante che all'Arechi, sette giorni prima, era stato protagonista assoluto.
Una lezione, per concludere, quella impartita dal Pontedera, di cui far tesoro per evitare ulteriori passi falsi, a cominciare dalla prossima gara di Aprilia in un cui è lecito attendersi un immediato riscatto.
Anna Maria Maurizi