SCRIVETE IN MODO SEMPLICE, SE POTETE
20/08/2012

Ascolto e leggo sempre con molta attenzione i colleghi delle varie testate perché sono profondamente convinto che ci sia sempre da imparare. Ma quando mi accorgo che con insistenza si usano dei termini a sproposito, non per vanità, ma per il sentito bisogno di non lasciare i giovani lettori confusi e dubbiosi sull’uso di certe espressioni, mi sento in dovere di fare delle precisazioni.
In questi giorni alcuni giocatori del Pescara non hanno potuto giocare contro il Carpi perché mancava il transfer e non il transfert come molti hanno detto e scritto.
Inoltre ho sentito spesso usati in modo errato i due termini pressing e forcing, così come ho notato che alcuni inventano delle espressioni di colore per fare colpo sugli ascoltatori e in particolare, in queste settimane, ho ascoltato definire “terra di nessuno” il centrocampo.
Orbene, chiariamo meglio questi cinque termini:
Il transfer: E’ una piccola formalità, in poche parole sarebbe il permesso di soggiorno, di solito il transfer arriva dopo 15 giorni. Il transfer é il nullaosta, il lasciapassare. La Federazione accerta che quel calciatore é in regola con i regolamenti sportivi della federazione e dopo avere accertato ciò dà il transfer o lasciapassare.
Il transfert: è praticamente una normale proiezione che può essere positiva (transfert positivo), con connotazioni di stima, affetto, amore per il partner della relazione, oppure avere una valenza negativa (transfert negativo) quando le emozioni che vengono messe in gioco dal transfert sono per lo più di competitività, invidia, gelosia, aggressività.
Il transfert può essere di diversi tipi, prendo in esame quello psicoanalitico e quello pedagogico.
Il transfert psicoanalitico è un naturale meccanismo psicologico per cui un individuo tende a proiettare (trasferire, vedere, leggere) nell'altro sentimenti, emozioni, intenzioni (positive e negative) che in realtà appartengono a se stesso.
Nel transfert pedagogico, e all'interno di una relazione educativa, emergono aspetti del profondo da parte dell'educando (e non solo) legati ad esempio al rapporto genitoriale e al suo vissuto educativo. Da qui la connotazione di pedagogico.
Centrocampo = terra di nessuno? Sciocchezza macroscopica, E’ a tutti noto che quasi nella totalità dei casi è a centrocampo che si risolvono, si decidono le sorti di una partita,ed è in quella parte di campo che si determinano gli sviluppi degli andamenti di una gara.
In quel settore del campo si delineano i movimenti, le manovre, i disegni tattici di un collettivo ed in quella zona si esalta e diventa protagonista, in base ai sistemi di gioco utilizzati, la figura del centrale di centrocampo, che individualmente non può fare a meno di conoscere ed applicare tutti i principi di tattica individuale delle due fasi: presa di posizione; intercettamento; anticipo; marcamento; contrasto; smarcamento; ricezione; passaggio; dribbling; tiro in porta; pressione… Altro che terra di nessuno.
Fare il forcing: nel calcio, azione pressante per realizzare una rete. Per estensione nel linguaggio comune sforzo intenso e prolungato. Comunque è una fase di attacco.
Fare pressing: Attuare il pressing indica mettere una pressione al portatore di palla opposto, affrontandolo, al fine di riconquistare il possesso del pallone e, con la collaborazione dei compagni, attuare un intervento d’aiuto, attraverso un’azione di contrasto, anticipo, intercettamento. Comunque è una fase difensiva.
Concludo con il consigliare, prima a me stesso, e poi a chi volesse accettare questa mia riflessione, che l’arte dello scrivere sta nello scrivere semplice. Un giornalista ha il dovere di scrivere semplice per farsi capire. Ma scrivere semplice non significa, di certo, essere banale, anzi, riflettete per esempio, sulle parabole di Cristo: sono semplici ma ricche di verità e ognuno ci trova tutto quello di cui ha bisogno, sia che si tratti di un colto, sia che si tratti di uno appena alfabetizzato.
Di certo è proprio vero che scrivere semplice è la cosa più ardua da attuare.
Gianni Lussoso