L'ITALIA, IL PAESE DELLE ''MATRIOSKE'' E DELLE ''SCATOLE CINESI'' DI FRANCO TACCIA
18/08/2012

Sia il giocattolo russo che l'idea cinese (stavo per dire lo scherzo) hanno in comune il fatto che andando a ritroso, dal pezzo piu' grande al piu' piccolo, si trova praticamente il nulla.
Esattamente quanto avviene in Italia in qualsiasi campo o settore o attivita' che presupporrebbe il massimo della responsabilita' al vertice.
Invece da noi, tanto piu' elevato è il livello del personaggio che dovrebbe ''guidare il carro'' e quanto piu' elevata, per conseguenza, la retribuzione, tanto meno è percepibile la responsabilita' del medesimo, specie se le cose vanno male e cioe' quasi sempre.
Ci fosse qualcuno che dica una volta: è colpa mia, ho sbagliato e siccome non è la prima volta, tolgo il disturbo. La colpa è sempre degli altri e così se in un posto manca l'acqua si arriva a dare in testa a chi ne ha informato l'opinione pubblica, se si scopre una discarica abusiva dopo decenni di occhi, orecchie e naso chiusi, non si sa di chi sia la colpa.
Parliamo di terremoto? Nessuno è colpevole di nulla, anzi, l'unico che ha rischiato di brutto è stato il famoso studioso Giuliani trattato come fosse una ''strega'' ; poi escono le intercettazioni telefoniche dove si sente un ''qualcuno'' ed una ''qualcuna'' che parlano di comunicati per tranquillizzare la gente (mi sembra la pacca sulle spalle a chi viene buttato nell'oceano senza che sappia nuotare) e si parla pure degli imminenti ''giochi del Mediterraneo''.
Poi si scoprono deliziose casette in legno , tipo ''biancaneve e i 7 nani'' spacciate per rifugio dei senzatetto, utilizzate come ''bed & breakfast'', si cammina dalle parti della campagna a 50 metri dal fiume e vedi case, ville, villette, tutte poste in zone dove alla minima piena si allaga ogni cosa. Ma è possibile che nessuno le veda (malgrado il tricolore issato al completamento del tetto) prima che siano ultimate, abitate, magari dopo che il parroco piu' vicino è passato per la benedizione ?
O vogliamo parlare degli spazi verdi del ''progetto C.A.S.E. di Gignano,periferia di L'Aquila, o delle aree destinate a verde giacenti nei pressi delle varie lottizzazioni realizzate ovunque, dicendo che fanno schifo, che l'erba non viene tagliata da mesi, che i cespugli sono alti 1 metro. Non dovrei parlarne perche' qualcuno di quelli allocati nelle ''matrioske'' risponderebbe è colpa di tizio o di caio, che non è stata rinnovata la convenzione con la ditta Vattelapesc o il costruttore Cino Matton non ha rispettato quanto prescritto negli oneri di urbanizzazione e, pur avendo finito di costruire da anni ancora non provvede. Come si dovrebbe tacere della palizzata, o staccionata, o transenna posta a protezione (?) del muro di cinta della Caserma Rossi, sempre a L'Aquila, talmente malridotta che quanto prima c'è il rischio di vedere le transenne che proteggono la transenna.
Guai a chiedere come mai. La risposta sarebbe sempre: la colpa è di tizio o di caio, dobbiamo fare questo e questo ancora.
La mia risposta invece è ovvia e la ometto solo per eccesso di educazione.