L’ASSCIAZIONE CREDICI IN DIFESA DI LUCA DE SANTIS.
18/08/2012

L’Assciazione CREDICI, che tutela i diritti civili , ritiene doveroso fare chiarezza su questa vicenda e chiederà al Ministro degli Interni di analizzare con la massima attenzione il caso del mancato risarcimento che sarebbe stato doveroso per chi ha subito una palese discriminazione e, costretto a difendersi, ha trascurato il suo lavoro.

Una odissea che dura da sette anni tra caserme e aule giudiziarie
Sei “delinquente abituale e pericoloso per l’ordine pubblico”
Foglio di via obbligatorio a un marsicano con la fedina pulita
Questa e la storia di un ingiustizia conclamata, prima, e di una giustizia negata, poi è la storia di Luca de Santis di San Benedetto dei Marsi 41 anni destinatario di un provvedimento del Questore di Frosinone datato 8 febbraio 2006 precisamente di una ordinanza di rimpatrio con divieto di far ritorno a Sora (Fr) per un periodo di anni tre emessa sulla base di precedenti penali per furto ricettazione e truffa, e delinquente abituale pericoloso per l’ordine pubblico. Fin qui tutto normale, se non fosse che tale provvedimento notificato all’interessato il 14 marzo 2008 (….) risultava errato al punto che la prima sezione del TAR del Lazio, sede di Roma, all’udienza del 29 gennaio 2009, ha accolto il ricorso del De Santis proprio per il venir meno del più importante degli elementi su cui si fondava il provvedimento impugnato, costituito dall’assenza di precedenti penali.
Ma nel frattempo i guai non sono finiti: fermato nella notte tra il 19 e 20 gennaio 2006 il De Santis viene trattenuto presso la stazione dei carabinieri di Sora per accertamenti riguardanti quel famoso provvedimento che gli sarà notificato ben due anni dopo. Oltre al danno pure la beffa: il De Santis verrà imputato per danneggiamento ai danni dell’auto carabinieri (cosa assolutamente non fatta dal De Santis) il processo riprenderà il prossimo 12 febbraio 2013 innanzi al tribunale penale di Sora.
Ma la giustizia (o meglio l’ ingiustizia) continua a perseguitare il povero cittadino che verrà fermato e perquisito dai carabinieri in località Ortona dei Marsi poiché, si legge nel verbale, “sul conto del nominato figurano precedenti specifici in materia di sostanze stupefacenti ed armi”, la perquisizione, inutile dirlo, darà esito negativo, a questo punto il legale del De Santis, avv. Vito Calabrese del Foro di Roma inizia la battaglia per la tutela dei diritti del proprio assistito facendo istanza al Ministero dell’Interno Direzione Centrale della Polizia Criminale per la cancellazione immediata di tutti quei dati erronei esistenti negli archivi di polizia ed insistendo nel risarcimento di tutti i danni subiti. Il Ministero dell’Interno riconoscendo l’erroneità dei dati iscritti a carico del De Santis ha provveduto ad aggiornare la posizione dell’istante ritenendo inspiegabilmente di non aderire alla richiesta di risarcimento danni formulata in via stragiudiziale. L’Associazione per la tutela dei diritti civili CREDICI di Avezzano, di cui è presidente il prof. Pierluigi Palmieri, il Movimento per la Giustizia Robin Hood con sede a Milano, cui nel frattempo il De Santis si è rivolto e lo stesso avv. Vito Calabrese si sono già attivati per promuovere tutte le iniziative volte a riconoscere giustizia finora negata a Luca De Santis.