(RI)PARLIAMO DI VERRATTI DI FRANCO TACCIA
12/08/2012

Ieri sera, rinunciando alla cena, ho deciso di guardare l'incontro P.S.G Lorient.
Diciamo la verita', volevo vedere Verratti.
A rischio di passare per fissato o per incompetente, non mi offendo in nessuno dei due casi, e chiedo il Tuo parere di ''vecchio'' amante del bel calcio e della ''pelota'' in genere, affermo che Marco Verratti ha ribadito sul campo di essere un fenomeno.
Oltre tutto, e puo' sembrare un paradosso, gioca si in mezzo a grandi campioni (in alcuni casi sarebbe piu' esatto dire a grandi nomi, perche' i campioni sono altro) ma in condizioni difficilissime.
Intanto nel calcio francese c'è prevalenza di atleti provenienti dall'Africa, pertanto dotati di grandi mezzi fisici, di gran corsa ma a mio avviso e salvo casi rarissimi, con una idiosincrasia congenita per tutto cio' che è tattica, ragionamento, rapporto con la palla basato sulla docezza del tocco e non sul dominio fisico del pallone.
Verratti a volte sembra essere fornito di un filo invisibile che gli consegna la sfera dove lui la desidera ed allo stesso tempo gli permette di inviarla a chi preferisce, sempre a volo, sempre nel centimetro giusto. Ha giocato un numero ridotto di palloni ma non ha sbagliato un lancio, malgrado l'atteggiamento, non so se dovuto all'essere carogne o ad incapacita', di molti compagni che, avendo preso il campo per una pista da corsa, si affannano nei lanci lunghi e spesso lo ignorano. A questo proposito, Ancelotti lo ha sostituito perche' probabilmente si è reso conto che per raddrizzare l'esito della gara serviva gente che al posto dei piedi e della testa ha una clava. Ma si sa che alla lunga la classe ha il sopravveneto.
Lo ha schierato volutamente e direi quasi con ostentazione davanti alla difesa, a immediato ridosso del centrocampo, una sorta di centromediano metodista moderno insomma, un Pirlo piu' difensivo e meno attaccante, se mi passi il paragone.
Continuo a pensare che la naturalezza con cui sta in campo, senza il minimo sforzo nell'approccio con il pallone, gli consentirebbe di stare alla pari con i fenomeni del Real o del ''Barca'' o del Manchester UTD.
E sarebbe il presupposto per il suo inserimento in pianta stabile in Nazionale, senza aspettare che compia trent'anni!
Franco Taccia