13/07/2012

Antonio Giammarino


Antonio Giammarino è un fotografo, un ricercatore, uno storico dell’arte della decima Musa. Tr l’altro è anche insegnante di laboratori arti figurative.
Antonio Giammarino, già fotografo professionista, è noto cultore, storico e studioso oltre che uno dei più grandi collezionisti di macchine fotografiche d’epoca. Molti sono i riconoscimenti conferitigli in diplomi e attestati di merito.
Ha realizzato oltre trenta mostre tra personali e collettive in varie città d’Italia, è socio onorario di diverse associazioni fotografiche, culturali e d’arte.
Il 20 febbraio 2006 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, onorificenza conferitagli da Carlo Azeglio Ciampi come riconoscimento per l’alto impegno umano, sociale e professionale dimostrato nelle molteplici attività che da anni svolge con passione e trasporto emotivo.
Antonio con questa mostra di Cecina ti sei tolto qualche sassolino dalla scarpa?
Senza dubbio sì. Ho proposto varie volte ai nostri amministratori di organizzare una mostra dei miei pezzi pregiati ma ho trovato sempre un freno quasi che stessi chiedendo loro un favore e non stessi io facendolo alla città.
Al di là della vena polemica, la tua attività, negli anni, ti ha consentito di avere molti riconoscimenti?
Senza dubbio, l’unico rammarico è che questi mi sono giunti da Paesi e da Amministrazioni diverse dall’Abruzzo dove ho svolto, invece, gran parte del mio lavoro, sia come ricercatore, sia come fotografo, sia come insegnante.
Ci ricordi qualche data importante della tua vita professionale?
Nel 1977/78: Qualifica di ottico conseguita presso l’Istituto “Calvi” di Bergamo.
1981 (28/29 Aprile): Seminario “La fotografia di matrimonio e di moda per catalogo”, organizzato dalla Fotocolor S.p.A. di San Severo con la partecipazione della Kodak Italia.
1983-1984-1989: Seminari “Il ritratto fotografico” organizzato dalla Kodak S.p.A. di Milano.
1996: Partecipazione al Convegno Internazionale svoltosi presso l’Università di Messina “Avanguardia: linguaggi e prospettive nell’era telematica”, con l’intervento dal titolo “Tempo Macchina”, pubblicato successivamente sulla rivista “Bérénice”, diretta da G.-Aldo Bertozzi.
2000: Partecipazione all’XI Congresso Nazionale Fotografico U.I.F tenutosi a Pescara con l’intervento dal titolo “L’immagine nella memoria” ed esposizione di macchine fotografiche d’epoca della propria collezione privata; gli atti del suddetto sono stati riportati sul Periodico di Arte Fotografica della U.I.F., n°2 del 2000.
2003: Conseguimento del diploma rilasciato dalla Confcommercio di Pescara per la partecipazione al “Corso all’uso del Computer e Internet”.
2007: Qualifica di Maestro della Fotografia Artistica, riconoscimento conferito dalla U.I.F. sezione nazionale.
Hai avuto un’attività lavorativa molto intensa?
Ho iniziato giovanissimo l’attività lavorativa: dal 1972 al 1980 sono stato impiegato presso la Magis Color S.p.A. di Roma con varie mansioni inerenti la fotografia, nell’ambito delle quali l’impegno e la serietà dimostrata mi hanno valso l’assegnazione di una medaglia d’argento; successivamente ho rivestito il ruolo di capo-area Abruzzo per conto della Technicolor S.p.A. di Napoli.
Dal 1980 al 1993 sono stato anche titolare di uno studio fotografico professionale: sono stati anni di lavoro intenso e di grande crescita non solo professionale, ma anche umana. Sono proprio le esperienze dirette con le diverse realtà sociali connesse al lavoro di fotografo che hanno fatto maturare in me una diversa visione della vita e mi hanno spinto a lasciare lo studio fotografico per dedicarmi profondamente, e in maniera più coinvolgente, a progetti didattico-sociali in cui l’aspetto umano, emotivo e psicologico prendono il sopravvento su quello meramente lavorativo. I nuovi soggetti del mio lavoro diventano quelle realtà troppo spesso dimenticate, ma che invece fanno parte della nostra quotidianità: il carcere, i portatori di handicap, gli anziani.

Hai organizzato molti corsi scolastici?
Nel 1988 ho personalmente ideato e realizzato il primo corso di fotografia sperimentale, attuato presso la scuola materna Zanni-Santa Filomena. Il riscontro ottenuto da parte degli insegnanti e, in particolare, dagli alunni coinvolti nel programma è stato lo stimolo a proseguire in questa direzione e, al tempo stesso, lo spunto per una serie di progetti a carattere didattico-sociale-culturale che oggi vengono realizzati con grande successo.
Infatti dal 1988 ad oggi ho realizzato corsi di fotografia analogica, digitale, computerizzata, fotogiornale, cineforum nelle scuole di ogni ordine e grado della regione Abruzzo. Il contatto costante con gli studenti e il loro totale coinvolgimento hanno fornito idee per progetti sempre più innovativi, come il gemellaggio effettuato nell’anno scolastico 2004/2005 tra l’Istituto “E. Ravasco” di Pescara e il carcere di Pescara nell’ambito del progetto “Carcere e scuola oltre i cancelli”: attraverso dibattiti, proiezioni di film a tema, incontri con figure professionali operanti nell’ambito del recupero sociale, si sono creati profondi spunti di riflessione che hanno oltretutto contribuito a generare un forte momento di socializzazione tra persone appartenenti alle più disparate realtà sociali.
Nel 2006 ho realizzato progetti scolastici in collaborazione con la comunità montana Vestina nei comuni di Montebello di Bertona, Penne, Loreto Aprutino, Civitella Casanova e Collecorvino: ho personalmente organizzato cineforum a tema per sensibilizzare gli studenti su argomenti quali l’ambiente, la legalità, la diversità, la società multirazziale, l’intercultura.
Molte anche le tue attività sociali?
Da diversi anni sono impegnato nel campo del sociale con programmi miranti a focalizzare l’attenzione del pubblico su realtà spesso dimenticate. Al tempo stesso i progetti realizzati hanno, tra l’altro, lo scopo di coinvolgere i cosiddetti “emarginati” in un programma di recupero sociale e culturale al fine di favorire uno scambio attivo tra le diverse realtà sociali.
Nell’ambito dei progetti che si inseriscono nel filone del recupero sociale della realtà carceraria si pone anche la partecipazione al progetto Internazionale di gemellaggio tra il carcere “S. Donato” di Pescara e quello di Lubango in Angola.
L’iniziativa di ultima realizzazione, di cui sono ideatore e curatore, ha come titolo “Carcere e scuola oltre i cancelli”, e si pone come un progetto unico nel suo genere mirante a coinvolgere gli studenti in un programma di interscambio con i detenuti del carcere di Pescara. Il percorso (che prevede, tra le altre cose, visite guidate presso la Casa Circondariale, il Museo Criminologico di Roma, la scuola per la formazione del personale di Polizia Penitenziaria a Sulmona, cineforum, dibattiti con detenuti e figure professionali operanti all’interno del carcere, situazioni di confronto tra le diverse realtà sociali), si pone l’obiettivo di invitare tutti i partecipanti ad una profonda riflessione su diverse questioni, in particolar modo sui ruoli istituzionali del carcere e della scuola, inquadrati in un’ottica di crescita sociale, culturale e di recupero umano e psicologico. La prima edizione di questo progetto-percorso è stato proprio il gemellaggio tra i detenuti del carcere “S. Donato” e gli studenti del College “Ravasco” di Pescara, avvenuto nel 2005, in cui allievi e detenuti hanno dato vita a situazioni di profonda socializzazione e crescita umana ed interiore.
L’altro settore in cui ti impegni con forte trasporto emotivo è quello della formazione di ragazzi portatori di handicap…
Nel 2004 ho partecipato al campus-scuola realizzato dal Rotary Club d’Abruzzo dedicandomi alla formazione, nel campo della fotografia, di 95 ragazzi diversamente abili. L’impegno profuso, la disponibilità e la sensibilità di cui sono caratterialmente dotato mi hanno permesso di stabilire subito con i ragazzi un rapporto di fiducia e collaborazione, riuscendo così non solo a comunicare nozioni tecniche relative il campo della fotografia, ma anche a instaurare un clima di serenità e allegria con persone particolarmente sensibili e dotate di profonda interiorità. A testimonianza dell’impegno profuso nel progetto, il Rotary Club d’Abruzzo mi ha conferito un attestato di merito per le doti umane e professionali dimostrate con sincera partecipazione.
Hai anche realizzato prodotti editoriali?
La creatività e l’innata propensione alla comunicazione fotografica si sono con il tempo evolute, spinte dall’esigenza di misurarmi in altri settori comunicativi atti ad integrarmi con le precedenti esperienze. In quest’ottica l’editoria è stato lo sbocco naturale di un percorso di ricerca e di rinnovamento che mi ha al tempo stesso permesso di operare scelte miranti l’utilizzo di uno stile narrativo semplice e diretto.
Numerose riviste, rotocalchi e quotidiani hanno richiesto non solo le mie prestazioni di fotografo professionista, ma mi hanno commissionano anche specifiche rubriche sulla fotografia. Ho collaborato in qualità di fotoreporter con il mensile a diffusione nazionale “Katana – Culture e discipline orientali”. Tra gli interventi editoriali recenti ricordo il “Corso di fotografia a puntate” pubblicato sulla rivista “La mia città”, a diffusione locale, e su “L’eco di San Gabriele”, a diffusione internazionale; ho curato personalmente l’introduzione al libro-album “Immagini di vita in Abruzzo” del gruppo fotografico la Genziana (associata U.I.F.).
Sono autore del libro “L’immagine nella memoria”, edito in due edizioni, la prima (dicembre 2000) con la presentazione di Gabriele-Aldo Bertozzi, allora Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Pescara, e la seconda (novembre 2001) con la presentazione di Puccio Corona, noto giornalista RAI-TG1.
Sono coautore del libro “Album di famiglia” (novembre 1999), pubblicato dall’Istituto Nostra Signora di Pescara, alla realizzazione del quale ha fornito anche la consulenza tecnica e fotografica.
Tra le pubblicazioni ricordo “Tempo macchina”, estratto del convegno dal titolo “Avanguardia e modernismo” svoltosi a Messina dal 24 Maggio al 5 Giugno 1996 e pubblicato su “Bérénice” n° 7, rivista di studi comparati e ricerche sulle avanguardie, diretta da Gabriele-Aldo Bertozzi, ed. Asso.
L’ultimo lavoro editoriale (dicembre 2007) concernente la fotografia reca il titolo “Plico fotografico”, edito da NOUBS Chieti, una raccolta di articoli, aneddoti e nozioni tecniche sulla storia, l’evoluzione e i campi di applicazione della fotografia, ancora una volta con la presentazione del giornalista RAI Puccio Corona.
E’disponibile “Detenuto libero”, il libro-diario nel quale vengono raccolte le esperienze delle attività svolte nel corso di questi anni con i detenuti del carcere di Pescara: il libro, oltre a fornire uno squarcio di vita penitenziaria, si configura anche come una ricca fonte di spunti di riflessioni inerenti argomenti di estrema attualità.
Durante questi anni hai avuto molte interviste importanti?
Sì, sono stato, tra l’altro, intervistato da Maurizio Costanzo, Luca Giurato, Puccio Corona, Rodolfo Baldini, Paola Saluzzi, Massimo Giletti, Vittorio Introcaso, Simone Socionovo, Caterina Balivo.
Tante le mostre che è impossibile ricordarle tutte in questa sede però possiamo ricordare i tanti viaggi…
L’attività di fotoreporter mi ha portato a viaggiare in svariati paesi, come l’Inghilterra, l’Olanda, l’Austria, la Germania, la Francia, la Grecia, la Russia, il Medio Oriente. Tuttavia questi viaggi non hanno avuto solo carattere professionale, ma si sono arricchiti di valenze culturali, storiche e umane perché, oltre a fornire materiale fotografico, mi hanno permesso di documentare realtà che spesso non consideriamo perché sentiamo troppo lontane ma che invece ci riguardano direttamente. E’ il caso del viaggio effettuato in Albania, durante il conflitto dei Balcani, per consegnare, tra le altre cose, banchi per gli alunni di una scuola locale gestita dalle suore dell’ Istituto “Nostra Signora”.
Nel 1977 sono stato chiamato per svolgere attività di fotoreporter al XIX Congresso Eucaristico svoltosi a Pescara presieduto da Sua Santità Paolo VI: il contatto con una moltitudine di fedeli e il contesto fortemente spirituale hanno generato momenti di grande e profonda riflessione umana oltre alla consapevolezza di partecipare ad un evento carico di simbolismo religioso, storico e sociale.
Chiudo qui questa intervista ad un uomo che della fotografia ha fatto una missione ed un motivo di costante ricerca e che ha saputo, attraverso le foto, trovare se stesso in una dimensione non solo umana ma spirituale.