SABATO PROSSIMO 23 GIUGNO, I TIFOSI DELLA NORD SI RIUNIRANNO.
22/06/2012

Il tuo posto in serie A. E' lo slogan scelto dal Pescara per lanciare la campagna abbonamenti 2012-2013, campagna che è cominciata lunedì 18 giugno. I prezzi fissati non sono stati graditi dai tifosi che fanno parte dello zoccolo duro, di quelli, cioè, che in tempi non troppo lontani, hanno contribuito, con la loro presenza, con il loro impegno, e con la loro fedeltà, a salvare il calcio pescarese, aiutando concretamente Giuseppe Adolfo De Cecco, ideatore del progetto “Rinascita” ad allontanare dalla società “moribonda” gli avvoltoi pronti all’ultimo banchetto. De Cecco con Caldora e Edmondo ha ridato linfa al calcio pescarese lasciando, poi, il testimone a Daniele Sebastiani.
Questa la nota storica.
Sabato prossimo 23 giugno, i tifosi della Nord si riuniranno in assemblea per portare avanti il loro progetto di “Rispetto del tifoso che non è un cliente.”
Tutto nasce da una infelice frase del socio Acciavatti che presentando la campagna abbonamenti ha parlato di clienti e di operazioni di marketing che propongono la Fidelity card e la Tessera del tifoso.
Fidelity card o Tessera? E’ questo l’amletico problema. Al Viminale, pare si navighi ancora in acque torbide e burrascose sulla rotta che fu disegnata da Maroni e destinata, attraverso la bussola della tessera, a condurre alla deriva l’idea del calcio soporifero in assenza della sua musica, il tifo.
Dalla prossima stagione calcistica, nei portafogli dei tanti tifosi che vorranno sottoscrivere l’abbonamento e seguire i propri beniamini in trasferta, dovrebbe esserci (il condizionale è d’obbligo) la nuovissima Fidelity card, una tessera equiparabile a quelle rilasciate dai grandi supermercati, con cui sarà possibile accedere a servizi (come facilitazioni e prelazioni nell’acquisto dei biglietti) offerti dalle società e fruire di sempre più agevolazioni nel delirante labirinto del marketing, su cui, oggi, il mondo del pallone riflette la propria immagine impallidita al cospetto della forza bruta del danaro.
I tifosi diventano, quindi, burattini in un sistema che li priva della loro naturale identità sociale, geneticamente estranea ai rapporti di fidelizzazione con le società. Quel che ne deriva, è una relazione aliena a quell’originario patto di sangue che da bambini si è fatto con la propria squadra. Sì, perché il tifoso non è un cliente, bensì un apostolo della passione per il calcio, il quale chiede, semplicemente, di poter professare la sua fede volgendo lo sguardo alle traiettorie di un pallone.
Chi sarà a “beneficiare” della nuova card?
Nonostante il direttore generale della Figc, Antonello Valentini, parli di “procedure snellite e di strumento meno di controllo e più legato alla responsabilità dei tifosi”, da quel che si apprende dalla determinazione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, cambierà ben poco rispetto a quanto già previsto dalla tessera del tifoso.
Coloro che sono soggetti a Daspo o che abbiano avuto condanne anche in primo grado per “reati da stadio” negli ultimi cinque anni, vedranno respinte le loro richieste al rilascio, il ché, inoltre, significa calpestare il sacrosanto principio della Presunzione d’innocenza sancito dalla nostra Costituzione, non essendo necessaria una condanna definitiva al fine di presuppore un motivo ostativo al rilascio.
Alvise Lunardi, Tecnico Supporti Magnetici alla Visa di Londra, precisa che in Gran Bretagna, nel settore marketing un progetto di questo tipo lo chiamano ‘loyalty marketing’ (marketing di fidelizzazione).
Funziona in questo modo:
Un istituto di credito si reca da un’azienda che si occupa di sondaggi e dice loro di ricercare intensamente e con tutte le tecniche a disposizione quali sono le abitudini dei consumatori in uno specifico settore di mercato. Non tutti sanno che uno dei beni di scambio più preziosi in questo momento nell’informatica commerciale è un database di clienti fidelizzati.
Le banche vendono il pacchetto clienti a tutte le realtà commerciali possibili e immaginabili dietro compensi o promesse che se detti esercizi dovessero iniziare una campagna di fidelizzazione lo farebbero con loro (i sondaggi e tutte le operazioni commerciali di cui sopra hanno costi importantissimi ma i ricavi sono spaventosi poiché la potenzialità del bacino di utenza è altissima.
Questi pacchetti di clienti cambiano di mano a prezzi astronomici.
Bene, tutto questo cosa c’entra con la Tessera del tifoso?
Semplice, quali sono gli Italiani più fedeli in assoluto ? Sono i TIFOSI, i ‘fedelissimi’.
Bene, il governo senza spendere una lira in sondaggi ha ora un database di potenziali clienti bancari per le banche emettitrici.
I tifosi sono stati venduti.
Sono stati costretti a diventare ‘potenziali clienti’ e lo hanno fatto sulla loro passione, sulla loro pelle.
Le società di calcio sono, per le banche, marchi straordinari. Responsabili del marketing di altri prodotti se lo sognano un marchio con lo stesso grado di ‘autenticità’ e ‘resistenza’. Hanno radici locali molto forti e una lunga storia, e questo conferisce loro autenticità. Inoltre si è tifosi di una squadra fin da bambini e il legame emotivo è talmente forte che resiste a tutto. Si può cambiare tutto, anche la fidanzata, o la moglie, ma difficilmente si cambia squadra.
La gente si lamenta se non vince da 2, da 5 o da 40 anni, però continua a tifare.
Riflettendo sulla passione, sulla fede, sulle motivazioni che spingono un tifoso a sopportare sacrifici immensi perla sua squadra, vedi i Rangers che hanno seguito il Pescara nelle trasferte più difficili o nelle “partite interne” giocate, per necessità sui campi di Lanciano e Vasto, è evidente che il concetto di “cliente” è un concetto che esce dalla testa bacata di qualche addetto al marketing che ritiene il tifoso, null’altro che un soggetto da spremere al fine di svuotargli il portafoglio.
Per chiudere, come sta andando la campagna abbonamenti?
Dal punto di vista commerciale, quindi della società, potremmo dire che va, anche se gli abbonati sono quelli dell’ultima ora, quelli che si sono fatti prendere dalla smania della serie A: dal punto di vista della fidelizzazione, del rispetto di chi ha seguito e sofferto per anni dietro le casacche biancazzurre, non sta andando… Anzi! E sabato prossimo ne sentiremo delle belle.
Gianni Lussoso