PARLIAMO DI FIDEJUSSIONI
20/06/2012


Si parla di costo abbonamenti e i tifosi sono incavolati per i prezzi perché, probabilmente non si sono resi conto delle difficoltà economiche della società che per gestire la Serie A dovrà accollarsi impegni non indifferenti.
Si parla della necessità di fare una squadra che garantisca la permanenza in A e non si tiene conto di quanto essa potrebbe costare e di come sostenere gli stessi costi e si pensa solo a quanto potrebbero rendere Verratti, Capuano e i diritti televisivi.
Vorrei ricordare ai miei giovani lettori (per gli altri non scrivo perché già sanno tutto) che per avere pieno riconoscimento del titolo sportivo, tra le altre cose, bisogna dimostrare di:
- di possedere un adeguato patrimonio e risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento degli
oneri relativi al campionato di competenza;
- di aver depositato, per le società professionistiche, dichiarazione del legale rappresentante
contenente l’impegno a garantire con fideiussione bancaria a prima richiesta le obbligazioni
derivanti dai contratti con i tesserati e dalle operazioni di acquisizione di calciatori. Il deposito della
fideiussione è condizione per il rilascio del visto di esecutività dei contratti.
Cos’è la fidejussione?
La fideiussione è una garanzia personale, in cui un soggetto impegna, a presidio di una determinata obbligazione, l'intero suo patrimonio e non un bene specifico come accade per le garanzie cosiddette reali (es. un immobile sottoposto a ipoteca in garanzia del mutuo, delle azioni poste in pegno a fronte dell'apertura di credito).
La fideiussione è una garanzia largamente utilizzata dalle banche per presidiare la concessione di crediti alla clientela.
Le fidejussioni del Delfino Pescara 1936 sono firmate dall’ex presidente Giuseppe Adolfo De Cecco, il quale, non essendo più in società, avrà chiesto, si pensa, di estinguere la stessa fidejussione.
Cosa accade se il fideiussore, dopo aver prestato una ''fideiussione omnibus'', decida di estinguere la fideiussione stessa di, come si dice con termine tecnico, recedere da tale contratto?
Come previsto per tutti i contratti destinati a durare a tempo indeterminato, la legge gli assicura la facoltà di ''uscire'' dalla sua obbligazione, ma, purtroppo, ciò non significa che egli verrà immediatamente liberato dal debito garantito; in altre parole anche dopo il recesso il fideiussore resterà obbligato in misura minore, ma, pur sempre obbligato.
Infatti i contratti delle banche recano clausole del tipo ''Il fideiussore può recedere dalla garanzia dandone comunicazione alla Banca con lettera raccomandata''. La dichiarazione di recesso si reputa conosciuta dalla Banca solo quando la lettera giunga ai suoi uffici.
Il fideiussore risponde, oltre che delle obbligazioni del debitore in essere al momento in cui la Banca ha preso conoscenza del recesso, di ogni altra obbligazione che venisse a sorgere o a maturare successivamente in dipendenza dei rapporti esistenti al momento su indicato.
In pratica quando il garante invia la raccomandata di recesso alla banca, quest'ultima, come prima cosa, valuta il contegno da assumere nei confronti del debitore principale nel senso che considera se cessare, o meno, il rapporto creditizio con lui. Infatti, accade spesso, che la concessione di credito poggia eminentemente sulla garanzia (data dall’imprenditore De Cecco) per cui, eliminando la garanzia, viene eliminato anche il credito.
Per quanto riguarda il garante che receda, il suo interesse sarebbe, com'è ovvio, essere liberato pienamente e immediatamente dai suoi impegni, ma, purtroppo, ciò non succede quasi mai. E' rarissimo, infatti, che la banca rilasci dichiarazioni liberatorie piene o rinunce alla fideiussione.
Esclusa l'ipotesi, quasi soltanto teorica, di rilascio di una liberatoria piena da parte della banca, la situazione per il garante non cambierà nel senso che resterà obbligato per il debito che sussisteva nel momento in cui ha esercitato il recesso o, meglio, nel momento in cui la banca ha avuto conoscenza del recesso.
Che significa tutto questo? Che, a meno che Sebastiani e i suoi soci non subentreranno nella fidejussione, gl’impegni saranno garantiti ancora da De Cecco e che lo stesso potrebbe rivalersi in vari modi per rientrare dei suoi impegni.
Al momento non si ha notizia che la Banca abbia avuto e concesso il cambio di fideiussore e pertanto è pensabile che la Delfino Pescara 1936 sia “sotto scacco” con De Cecco. Inoltre alcuni degli attuali soci si fanno forti del fatto di essere impegnati solo per il 5 per cento, o anche meno, e non si rendono conto, forse, che in una situazione quale quella che stiamo vivendo, un cinque per cento, potrebbe rappresentare un onere di forte impatto anche per dei discreti imprenditori quali essi sono.
Pertanto, i tifosi, prima di chiedere “la luna” farebbero bene a rendersi conto che questi signori del CdA sono dei coraggiosi, degli eroi, che sulla loro pelle, e con grandi sacrifici, stanno regalando alla Pescara sportiva un titolo di indubbio prestigio quale la Serie A.
Gianni Lussoso