A TU PER TU CON FRANCO TACCIA,UN INNAMORATO DELLO SPORT
13/06/2012

Franco Taccia è un personaggio molto noto nell'ambiente sportivo aquilano, specialmente nel mondo dell'Aquila calcio. Ex bancario,la sua passione è stata sempre legata alle vicende dell'Aquila calcio di cui è un cultore, facendo riferimento al suo idolo preferito dell'epoca Adriano Grigoletti, dieci campionati disputati con la maglia rossoblù senza saltare una partita. Franco è figlio d'arte. Il papà Giacomo è stato un grande sportivo che viene ricordato in questi giorni per essere stato uno dei tedofori che portò la fiacccola alle Olimpiadi di Londra nel 1948.
Con Franco facciamo un revival sul suo papà e sul momento calcistico abruzzese.-
Intanto presentati ai nostri lettori:
''Dovrei iniziare dicendo non è mai troppo tardi...visto che alla mia età di 62 anni, ho l'onore di essere intervistato dal decano dei giornalisti sportivi. Sono nato nel 1950, i miei genitori sono siculi, e per questo motivo le mie due figlie hanno sempre sostenuto che sono un aquilano di origine araba. Forse alludendo al fatto che ad onta del cognome Taccia, ho una certa predisposizione alla'' chiacchiera''.
Ricordo, a tal riguardo, che nelle Olimpiadi di Roma del 1960, all'Aquila, si disputarono tre gare internazionali. E in quell'occasione vidi giocare l'Ungheria, la Danimarca e l'Arabia Saudita. Ecco, per la circostanza, mi fecero un regalo gli arabi e porto nel cuore simpaticamente quell'episodio.
-Parlaci di tuo padre Giacomo:
''Come tutti i papà di quella generazione era vissuto in tempi difficili. Era della classe 1914, nativo di Caltagirone il paese di Don Sturzo e delle ceramiche. Si era arruolato volontario nell'esercito. Combattè a Gondar nel 1941, fu prigioniero in un campo di concentramento inglese, vicino Ceylon, dove tra una ciotola di riso e l'altra, dava sfogo alla sua passione sportiva giocando al calcio nel ruolo di ala sinistra. Era fortissimo nella velocità. Una dote ripresa da mio fratello Claudio, medico, che eccelleva anche nel nuoto, ma che purtroppo giovanissimo ci ha lasciati. La notevole velocità di mio padre gli valse l'appellativo di ''leone volante''.
-In quali specialità eccelleva?
''Oltre nella velocità pura, il suo fisico asciutto lo avvantaggiava nel praticare ogni tipo di corsa, anche più pesanti come il fondo e il mezzofondo.-
Per questo fu scelto come tedoforo nelle Olimpiadi di Londra?
''Esatto.Ma voglio fare ancora alcune precisazioni. Finita la guerra, nonostante le traversie innumerevoli, chiese ed ottenne di essere mandato a Montelepre dove partecipò alla cattura di un luogotenente di Salvatore Giuliano, tale Tinervia Salvatore e questo fatto gli procurò una licenza premio. Venne trasferito a Roma e, dopo il matrimonio nel 1949, all'Aquila, come Maresciallo. Aveva un'amicizia speciale con Pino Dordoni che lo venne ad omaggiare proprio all'Aquila in occasione di una manifestazione sportiva, organizzata dalla Libertas di Gildino De Felice, con arrivo al Viale Duca degli Abruzzi. Fu in quella circostanza che io e mio fratello Claudio stringemmo la mano al grande olimpionico che aveva un feeling particolare con mio padre.
-Quella medaglia che fu data a tuo padre per essere stato prescelto come tedoforo per Londra che cosa rappresentò?
''A mio parere l'epilogo più normale per un uomo che aveva fatto sport per puro diletto ed infatti non ho mai sentito papà vantarsene più di tanto attribuendone il merito che, essendo militare, era stato prescelto per le sue qualità eccellenti .Per me questa è stata l'eredità più bella. Averci fatto innamorare dello sport solo con il suo Esempio meraviglioso.
-In passato ti sei cimentato per dare una mano all'Aquila calcio. Ricordiamo un tuo interessamento per Cerasani ribattezzato''il lupo'' dal Rag Lalli.
''E' vero.Anche se a qualcuno quella mia collaborazione diede fastidio...
-Il tuo idolo sportivo abruzzese?
''Giovanni Cornacchia. Un esempio per i tanti giovani abruzzesi.
Un tuo saluto e un augurio al calcio abruzzese.?...
'' Volentieri.Al Pescara che è tornato in serie A (grazie anche al nostro Zanon) e al Lanciano che è salito in B grazie al nostro Luca Leone. Peccato per il Chieti (andrà meglio la prossaima volta). L'Aquila? sempre nel mio cuore. Spero che il nuovo Presidente Corrado Chiodi dia una svolta a tutto il movimento facendo in modo da iniziare un ''nuovo Corso'' con una saggia programmazione, visto che non possiamo vivere solo di ricordi...(.alludo ai tempi della nostra serie B...).
Dante Capaldi