STROPPA È SIMPATICO, GUASCONE QUEL TANTO CHE BASTA
11/06/2012

Gli appassionati di calcio sono presi, in queste ore, dal Campionato Europeo e probabilmente hanno messo in seconda linea il Pescara e la sua fantastica promozione in A, anche se attesa venti anni, e non si stanno ponendo problemi, né domande sul dopo festa.

E’ stata, a dir poco, una festa da sballo, migliaia di persone in corteo e ubriacatura finale da far scoppiare la testa.
Daniele Sebastiani, subito dopo la separazione da Zeman, anche se lui sapeva già da diversi giorni quale sarebbe stata la scelta del boemo, secondo la logica del chiodo schiaccia chiodo, ha chiamato subito in panchina Stroppa Giovanni, ex Milan, ex diverse squadre, con un blasone altisonante da calciatore e con un curriculum ancora da scrivere come allenatore.

Una scommessa voluta fortemente da Delli Carri che lo scorso anno ha azzeccato quasi tutto, con la supervisione di Zeman, e che si ripropone, in questa stagione, in veste di talent scout, senza un bastone di appoggio e con il rischio, calcolato, di essere chiamato in causa al momento dei rendiconti.

Stroppa è simpatico, guascone quel tanto che basta per accontentare chi, “tradito” da Zeman, si avventura subito in un altro amore per dimenticare…

E stroppa subito ha detto che bisogna dimenticare Zeman raccogliendo anche qualche applauso, non di consenso, ma di delusione non sopita.

Al suo posto, forse, avremmo evitato di toccare Zeman e la sua splendida cavalcata che ha fatto scalpore in questa stagione di B. Non si potrà mai dimenticare Zeman per le cose calcistiche che ci ha dato in visione e per i risultati raggiunti. Zeman, ormai, anche se a qualcuno non piacerà questa riflessione, fa parte della storia calcistica pescarese e nessuno potrà mai cancellare questa pagina, anche se è durata poco, e a questo capitolo non hanno fatto seguito altri, come i tifosi avrebbero voluto e sognato.

Sarà il campionato a dirci se ha ragione Sebastiani quando dice che “se l’Inter ha potuto prendere dalla sua squadra primavera Stramaccioni, il Pescara può ben prendere l’allenatore della Primavera del Milan…

Le situazioni, però, sono diverse in quanto Stramaccioni ha una squadra che il Pescara non ha, almeno fino a questo momento e pur nel rispetto dei valori economici che le due realtà presentano.

Certo è che se vai a vedere l’elenco delle squadre, i polsi tremano perché ti rendi conto che il Pescara sembra già una vittima sacrificale… Ma questo poco importa al presidente Sebastiani che, essendo un tecnico della finanza, ha fatto bene i suoi conti: faccio la Serie A con poco spesa stando bene dentro le somme che rientrano da diritti e premi vari. Anche se retrocede torno in B con un bel pacco di altri soldi e mi gestisco la serie B e per due anni sono coperto dal punto di vista economico. E se mi viene l’uzzolo giusto dalla B con una sana gestione posso anche tornare in A e con il gioco classico dello yo-yo faccio il pendolare per qualche anno tra poca A e molta B e vivo la mia stupenda stagione da dirigente.

Tutto giusto, a meno che non diventi il discorso di quella contadina che andando al mercato con un cesto di uova in testa aveva fatto tutto un programma di vendite e di acquisti che l’avrebbero portata a diventare una signora e qui, automaticamente, si fece l’inchino e ruppe tutte le uova mandandole in frantumi e, con esse, i suoi sogni.

Ora gustiamoci l’Europeo ma già dai primi di luglio cominceremo a vivere e soffrire per questa squadra che non vorremmo rivedere in B dopo solo un anno di quella Serie A attesa per venti lunghissimi anni.

Gianni Lussoso