RICORDANDO GIACOMO TACCIA DI DANTE CAPALDI
10/06/2012

Quando all'indomani del terribile terremoto Giacomo Taccia, aquilano di adozione, ma siciliano verace (nativo di Caltagirone) ci ha lasciati per sempre, nessuno si è ricordato delle sue imprese sportive. Soprattutto quando faceva il servizio militare negli anni Trenta. Fu in quel periodo, infatti, che il buon Giacomo, atleta che amava la regina degli sport (ed eccelleva nelle gare di fondo), fu un tedoforo che portò la fiaccola alle Olimpiadi di Londra del 1948.
Ora che la nuova edizione sta per iniziare nella capitale londinese, ci piace ricordare questo simpatico personaggio siculo-aquilano che, con cipiglio ed orgoglio, si distinse in quell'impresa.
Lui che era in feeling con il grande olimpionico Pino Dordoni che venne ad omaggiarlo all'Aquila con la sua presenza in una gara podistica che organizzò la Libertas l'Aquila.
Noi ricordiamo quell'evento, giovanissimi (scrivevamo per Momento sera) e ci piace ricordare che Dordoni, insieme ad un altro grande presente all'Aquila, Pamich e all'abruzzese Bomba, davanti la fontanella che sale per porta Roma, davanti la Chiesa di San Silvestro, alla curva, rallentò per bere un sorso d'acqua e abbracciò un suo fervente sostenitore che l'incoraggiava a spron battuto.
Quel sostenitore era appunto Giacomo Taccia, amico fraterno di Dordoni. Sono passati 64 anni da quell'Olimpiade di Londra e quest'anno la storia si ripete. Il nostro caro Giacomo è volato in cielo dove sta correndo altre maratone, ma noi lo vogliamo ricordare, dopo esserci commossi davanti alla Medaglia che ci ha fatto vedere suo figlio Franco, giorni fa all'Aquila, allorché siamo andati a riepilogare ai tanti giovani presenti la storia degli 85 anni dell'Aquila calcio.
Davanti a quel cimelio ci siamo commossi e abbiamo ripensato a tutta la storia di questo brillante atleta ed amante dello sport che il CONI dovrà ricordare. Perché anche lui fa parte di diritto della Storia dello sport italiano.