MEZZO SECOLO FA MORIVA MASSSIMO LELJ
21/05/2012

Il 24 Aprile us c'è stata la ricorrenza del cinquantenario della morte di un grande scrittore della nostra Vallata dell'Aterno:Massimo Lelj .A ricordarlo ci ha pensato il Prof.Carlo De Matteis con un bell'articolo a tutta pagina nelle pagine del Centro dal titolo:'' Lelj e la nostalgia dell'Abruzzo''.Il Sindaco di Tione degli Abruzzi ,paese dove è nato Lelj il 9 dicembre 1888,, ci ha promesso che nel prossimo mese di Giugno inviterà ,su nostra proposta, lo stesso Prof.De Matteis per tratteggiare la figura di un personaggio che è stato giornalista,scrittore,critico d'arte,saggista e storico.Il suo primo libro di prosa narrativa,fu pubblicato nel 1931''Stagioni del Sirente''e rievoca le operazioni e gli eventi più importranti del lavoro e della cultura contadina nel paese natale di Tione degli Abruzzi.Dopo aver iniziato la carriera di avvocato,Lelj si dedicò esclusivamente al giornalismo collaborando ad alcune fra le più prestigiose testate nazionali come'' Il Corriere della Sera'' e ''La Stampa''.Negli anni della maturità ,dopo la pubblicazione de ''Le Stagini del Sirente''-adottato nelle scuole medie dell'Aquila negli anni settanta-scrisse opere di narrativa come ''Via Gregoriana,''Mezzaluna grigioverde'' e il Volumetto ''Romanzetto del Tione''(1961)che, in forma di prosa lirica riprende i temi delle Stagioni:Lelj si interessò anche ai problemi dell'Italia postunitaria e del meridione:vanno ricordate in quest'ottica ''Discorsi scelti di Cavour''(1925'')Il Risorgimento dello Spirito italiano''(1928) e'' la Santa Fede''(1936)Noi conoscemmo Lelj nel 1961(da qualche tempo collaboravamo al Tempo dell'Aquila),un anno prima della sua morte e l'incontro fu favorito dall'amico e collega Insegnante Olindo Rosati che fu Sindaco attivo di Tione per varie legislature.Carlo De Matteis,scrittore e critico molto atttento e lucido,tra l'altro,scrive del mondo rappresentato da Lelj''Quel mondo è visto infatti con gli occhi stranianti ed ingenui di un fanciullo e il suo racconto acquista un sapore di favola antica intrisa di memoria personale e collettiva,reale e fantastica ad un tempo,grazie anche al dono di una scrittura che ha l'eleganza e il nitore di una prosa d'arte.Nelle Stagioni del Sirente,Lelj è rigorosamente documentario nel ripercorrere le operazioni della mietitura,trebbiatura,raccolta dello zafferano,lavorazione del formaggio,uccisione del maiale ecc e i momenti sociali più significativi(festività,carnevale,riunioni alle Pagliare)nei quali riesce ad essere nel contempo un saggio etno-antropologico e un socio-economico''. Molte tematiche della civiltà contadina sono sviluppate da un altro Grande dirimpettaio di Santa Maria del Ponte:Giovanni Titta Rosa che proprio nel suo splendido ''Giorni del mio paese''( Ed.SEI Torino 1940)mette in luce e analizza con una scrittura manzoniana i temi della civiltà contadina.Ma di Titta Rosa avremo modo di parlare in altra occasione.Ora ci interessava puntare i fari su Massimo Lelj additandolo ai giovani del territorio di Tione degli Abruzzi,Goriano Valli,Santa Maria del Ponte,Beffi,Succiano,Roccapreturo,Acciano e via via nella Valle Peligna.Attendiamo la convocazione del Sindaco di Tione Tullio Camilli che è sempre stato molto sensibile nel dare il giusto rilievo ad eventi culturali che onorano quel'' Paese ''che Luigi Volpicelli sapeva esaltare con il suo fiuto pedagogico-sociale. (Dante Capaldi )