ZEMAN IL SAGGIO
16/05/2012

Con quell’aria sorniona, con il suo viso abbronzato e segnato dalle vicende della vita, con quella sorta di sorriso che devi riuscire a captare nell’increspatura del labbro prima che sparisca, e con quella voce ritmata che è tipicamente zemaniana, ha liquidato ogni discussione e qualche accenno di delusione da parte di quei tifosi che troppo facilmente avevano pensato ad una “remontada”, con poche parole: “Meglio festeggiare in casa dopo la gara con la Nocerina”.
Il Pescara non ha potuto scardinare in sessanta minuti la difesa ad oltranza del Livorno e il suo tecnico ha ribadito a chiare lettere che non si sarebbe minimamente dispiaciuto se lo avessero accusato di aver fatto un catenaccio a doppia mandata perché aveva necessità di punti per salvare la sua squadra e lasciava a chi è più forte della sua di fare gioco e spettacolo… Alla faccia della sincerità. Il Livorno ha fatto quello che doveva fare e altrettanto si può dire del Pescara che ha colpito un palo, creato diverse occasioni da rete anche se è stato meno brillante del solito. Ma che cosa si poteva pretendere dopo la gara combattuta e vinta poche ore prima contro il Torino?
Solo i tifosi occasionali, come li definiscono quelli che fanno parte dello zoccolo duro, potevano pretendere che il Pescara facesse sfracelli in quei sessanta minuti non capendo che l’ansia, la necessità di fare l’impresa storica, e il trovarsi sotto di due reti, e non capire che questi motivi sarebbero stati condizionanti in negativo. Se il Pescara avesse potuto giocare i sessanta minuti senza la “necessità” di recuperare, avrebbe anche potuto segnare diverse rete (Padova insegna).
Il fatto è che troppo spesso ci si dimentica che di fronte ci sono anche degli avversari che hanno necessità di fare la loro partita e che per il Pescara questo è un campionato di altissimo livello spettacolare e che bisogna avere anche la pazienza di seguire lo svolgimento del campionato nella sua reale dimensione e difficoltà.
Al Pescara servono tre punti per la promozione diretta e può conquistarli già con la Samp ma nel caso non fosse possibile non c’è da rammaricarsi più di tanto, perché cis arà lo scontro in casa con la Nocerina. E non è detto che anche questo sia di facile soluzione perché anche la Nocerina avrà le sue necessità di classifica… quindi lasciamo lavorare tranquillamente Zeman e i suoi ragazzi e non soffochiamoli chiedendo il tutto e subito. Saranno giorni intensi e pesanti per dei giovani atleti che chissà quante volte staranno con il pensiero sulle due partite rimaste.
Zeman il saggio sdrammatizza e lascia correre le tante parole dette e scritte in questi giorni da cronisti che sembra parlino di partitelle a biliardino, piuttosto che di un campionato duro e tecnicamente elevato che solo la gran classe dei pescaresi è riuscito, finora, ad addomesticare.
Fuori luogo presentarsi ora, “togliendo” anche il posto allo stadio a chi lo meriterebbe per la passione espressa in tempi duri e difficili quando tutti questi “appassionati” erano in tutt’altre faccende affaccendati, e “pretendere” di sfogare una gioia anzi tempo senza che si completino le procedure ufficiali… La vittoria finale va conquistata e sudata sul campo e le facili previsioni sono solo alla portata di chi non conosce quanto costa effettivamente una vittoria…
Onore ai tifosi biancazzurri “datati”, benvenuto anche ai tifosi “occasionali”, e che la festa sia per tutti, quando essa sarà la logica conclusione di un campionato finito e vinto.
Gianni Lussoso