L'AQUILA RUGBY FEMMINILE CAMPIONE D'ITALIA 2012
15/05/2012

Prima di tutto i loro nomi. Sono nomi importanti che rimarranno incisi nella storia del rugby aquilano, al femminile, e che faranno la concorrenza ai nomi di quelli che vinsero i cinque scudetti maschili, a partire dal 1967: Francesca Baglioni, Daniela Colagrande, Maura Di Marco, Alessandra Dell'Orso, Marta Silvestri, Stefania Mannucci, Claudia Musilli, Luna Nicchi, Paola Pasta, Delphine Rotellini, Giulia Rotellini, Vania Volpi, Eleonora Zugaro, Lucia Colapelle, Valeria Fattore.
Insieme a questo magico team ci sono i due allenatori Mario Di Giovanni e Giancarlo Silvestri che hanno plasmato un gruppo compatto e grintoso che dalle qualificazioni ottenute battendo Santa Maria Capua Vetere (30-0), sono pervenute alla finale nella quale hanno sconfitto il Casale Rugby per 15-10 e si sono cucite sul petto l'ambito tricolore, a sette femminile.
Un successo netto e perentorio che ha messo in luce la bontà del gioco delle aquilane che hanno riscattato così lo stop dello scorso anno, quando furono bloccate nella finale, proprio dal ''sette'' trevigiano con molti rimpianti.
L'iter che ha portato le Rotellini e compagne verso la conquista del grande risultato, ha visto già nella prima fase, le temibili avversarie di Torino, Livorno, Mantova, Santa Maria Capua Vetere e Jesolo.
Le aquilane hanno sbaragliato il campo vincendo a mani basse e mettendo la seria ipoteca al successo finale. Sicché, dopo aver vinto il girone B di qualificazione, le aquilane si sono imposte sul Mantova in un match altamente tecnico e spettacolare mettendo ko il Modena per 25-10.
Le mete della Nicchi,della Zugaro (definita la migliore del Torneo) della Mannucci, della Fattore e della Colapelle sono state tanti capolavori frutto di abilità e di particolare coesione e concentrazione.
Felici, al termine, i due tecnici che hanno speso giustamente parole di elogio nei confronti di un gruppo meraviglioso che dovrà essere preso ad esempio da tutti per il futuro.
Chiaramente i risultati tecnici non arrivano senza un'accurata preparazione atletica. E qui dobbiamo mettere in risalto il lavoro appassionato di Serena Chiavaroli che è risultata alla fine quello che viene definito il valore aggiunto. Perché grazie alla sua preparazione meticolosa e scientifica, la squadra ha avuto la possibilità di esprimersi a livelli atletici molto elevati, dando alla gara un ritmo che le trevigiane del Casale hanno sofferto. Ed infatti nel rush finale, quando il risultato era fissato sulla parità, la meta decisiva ha dato la svolta alla gara e alla conquista del Titolo italiano.
Brave tutte le aquilane. Meritano una menzione speciale perché hanno onorato lo sport dilettantistico e hanno dato visibilità all'Aquila dove, dopo il sisma, tutto è diventato ostico e difficile. Con questo scatto di revanche, invece, la Eleonora Zugaro e compagne hanno dimostrato che si può ottenere molto reagendo con orgoglio e caparbietà anche alle avversità della natura.
Un modo valido ed efficiente per farsi apprezzare e dimostrare come lo sport, in realtà, può essere considerato ''il palcoscenico della vita''.
Gli auguri per la conquista del tricolore sono venuti da più parti d'Italia. A cominciare dalle felicitazioni espresse dal Presidente del Comitato Regionale abruzzese Trombetta, il quale ha auspicato che, dopo i festeggiamenti per la conquista del titolo Tricolore, uno dei prossimi obiettivi da raggiungere dovrebbe essere quello di partecipare al Campionato italiano femminile di rugby ''a quindici''. E' un auspicio che potrebbe tradursi in realtà. Del resto le donne hanno sempre una marcia in più rispetto agli uomini. All'Aquila, poi, le marce sono doppie!
Dante Capaldi