NON ABBIAMO PAURA DI NESSUNO
24/04/2012

Ho visto oggi (martedì ore 13,00) Vincenzo Zucchini ed il discorso non poteva che vertere sulla Pescara Calcio e su Zeman. “E’ davvero un grande maestro, allenatore dentro e fuori del campo. Fa crescere i giocatori non solo dal punto di vista tecnico e fisico, ma anche dal punto di vista umano. Ho avuto tanti allenatori ma uno come Zeman non l’ho mai incontrato…”
Questo il pensiero di Zucchini sul mister e per quanto riguarda la squadra?
“Penso che andremo in serie A direttamente senza passare per i play off. Siamo in un buon momento di forma e avremo più forza e velocità degli altri. Sono certo che ce la faremo”.
Frasi che danno fiducia anche se ad analizzare bene i vari risultati e le situazioni delle squadre tipo Gubbio, Sampdoria e Torino, c’è di che stare con le orecchie dritte visto che tutte hanno bisogno ancora di punti e che i nostri avversari, chi per un motivo, chi per un altro, non sono in condizioni di fare concessioni di sorta.
E allora sentiamo il Mister cosa ne pensa: “Ho solo paura del Pescara. Solo noi possiamo farci del male lasciandoci condizionare dalla poca esperienza di alcuni giocatori importanti. Se i miei ragazzi continueranno a giocare divertendosi pensando solo a costruire azioni senza farsi condizionare da pensieri di classifica o di altro, non hanno paura di nessuno e possono battere chiunque offrendo anche calcio di alto livello come fatto contro il Padova che, ribadisco, è apparso poca cosa ma il merito è tutto nostro e non suo demerito come alcuni hanno voluto dire.”
Una freschezza atletica invidiabile quella del Pescara.
“Il lavoro duro si fa in allenamento è lì che bisogna superare i limiti della resistenza e della sofferenza fisica, poi in partita tutto diventa più facile. Non puoi allenarti a ritmi blandi e poi pretendere di fare sforzi eccessivi in partita senza pagarne le conseguenze.”
E che dire dei fatti di Genova?
“Ci sono le leggi e le regole, basta farle rispettare. I delinquenti vanno puniti e non bisogna permettere che lo stadio sia considerato una zona franca. Le colpe sono degli ultras che esagerano ma anche di coloro che hanno permesso loro di organizzarsi in tal modo”.
Riflessione del vostro cronista: Molti presidenti dovrebbero recitare il “mea culpa”. Prima hanno sostenuto il tifo organizzato strumentalizzandolo per i loro fini e utilizzandolo come braccio “armato” per portare avanti le loro battaglie personali e alla fine hanno consentito una nuova professione, quella del “tifoso a pagamento”, e alla fine si sono ritrovati ostaggi di coloro che prima hanno aderito alle richieste dei presidenti e poi hanno capito che potevano aumentare le loro richieste e le loro pretese tanto da diventare, in alcune città, padroni della situazione, guadagnando fior di euro con la organizzazione delle trasferte, con le coreografie e a volte anche con il commercio legato agli articoli del tifo.
Tornando al calcio giocato, la splendida prova di Padova ha ridato slancio ai tifosi che ci credono ancora di più e che si stanno organizzando per la prossima gara interna contro il Vicenza,visto che in trasferta, ormai, è difficile andare.
Gianni Lussoso