CIAO MORO, SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI
17/04/2012

Questa volta lo slogan americano ''Lo spettacolo continua''è stato stoppato. Dopo la tragedia di Pescara nella quale Piermario Morosini è stato fulminato da una fatalità, Federazione e Lega hanno deciso di fermare tutti i Campionati per onorarne la memoria e per una pausa di riflessione. Anche se il break ha avuto poco durata, visto che dopo qualche ora, i soliti spocchiosi interessi di bottega di alcuni presidenti di serie A, hanno ripreso ad avere il sopravvento.
Il fatto è che oggi il calcio non è più un gioco, bensì un business, che per motivi di cassetta è diventato spietato, al punto che tutti i valori morali ed umani vengono brutalmente calpestati. Di questa macchina infernale faceva parte pure il centrocampista del Livorno Morosini che aveva faticato non molto per affrontare e superare tutte le varie difficoltà della carriera e della vita.
LA CARRIERA: Il ragazzo, di una bontà incredibile, dovunque andava veniva additato come leader. Segnato da sfortunate vicende famigliari (aveva perso la mamma a tredici anni e il papà Aldo due anni più tardi) aveva cominciato a tirare i primi calci alla Parrocchia di Monterosso (Bergamo) e a sette anni si era già imposto all'attenzione come un ''pulcino''di grandi speranze. E, in effetti ,l'Atalanta lo prelevò e lo valorizzò, tanto che vinse uno scudetto con gli Allievi. Lo tenne a battesimo anche un nostro allievo dell'Isef dell'Aquila, Francesco Rocca, (ex CT della nazionale) che lo fece giocare con la nazionale under 15 e che di lui ha detto:''un ragazzo dolce e delicato. Sognava. Aveva saputo superare difficoltà famigliari di grande portata. La morte dei genitori e di suo fratello,la malattia grave di sua sorella lo avevano segnato: Ma lui aveva saputo reagire.
Nel calcio voleva trovare lo scopo della sua vita travagliata ''Morosini andò a Udine, Bologna,Vicenza, Reggina, Padova. Di nuovo con l'Udinese, sino allo scorso gennaio , per passare, ancora in prestito, con il Livorno. Aveva giocato l'Europeo 2009 in Svezia con la under 21 di Ciro Ferrara e il suo sogno nel cassetto era quello di andare, un giorno, a prendere il posto di Pirlo nella Nazionale maggiore di Prandelli. Lo aveva confidato ad alcuni amici più stretti .E le numerose esperienze maturate in tutte le società che abbiamo ricordato stanno a dimostrare che il suo curriculum di giocatore lo ponevano in pool position per le ambizioni che nutriva. Senonché il destino beffardo era lì a soffocare e a cancellare quella volontà che un giovane di 26 anni portava dentro la sua anima.
Quando il Direttore di questo giornale ci ha chiesto di scrivere un pezzo su questo ragazzo che conoscevamo e seguivamo da tanto tempo, abbiamo avuto un sussulto .Perchè si trattava di raccontare ancora di una tragedia, di un giovane che prematuramente ha chiuso la vita terrena su un campo di calcio. Ti chiedi il perché accadono simili drammi ,ti chiedi se si poteva evitare questa ennesima sofferenza. Non ci sono risposte a tali interrogativi. Il Fato ha deciso così. E allora rivedi questo meraviglioso atleta mentre cade a terra e tenta di risollevarsi per tre volte. Il suo carattere e la sua voglia di vivere sono condensati in queste immagini strazianti. Rivedi i medici, infermieri, massaggiatori compagni accorrere per prestare soccorso. Rivedi il dottor Paloscia che si è dannato l'anima per far ripartire quel cuore che ormai aveva cessato di battere... Rivedi la spietata morte in diretta. Per saperne di più l'autopsia dirà ulteriori particolari dopo i necessari approfondimenti. Ad una prima analisi sembra che la morte non sia avvenuta per arresto cardiaco, né per aneurisma celebrale. Ci sono altre cause. Magari un male oscuro si era infiltrato nel fisico del povero Piermario. A Pescara, così, in un pomeriggio uggioso e piovoso di sabato 14 aprile, sono irrimediabilmente tramontati suoi sogni. Quelli di riscattare una vita sfortunata e dolorosa, quelli di potersi fare una famiglia con la sua Anna Vavassori che avrebbe condotto a breve sull'altare. Quelle immagini terribili hanno sconvolto tutti gli sportivi italiani e di tutto il mondo che non le dimenticheranno facilmente. Anche noi, caro Piermario, ti porteremo per sempre nei nostri cuori.
Dante Capaldi