DIMOSTRERÒ CHE ZEMANLANDIA NON È FINITA.
09/04/2012

“Dimostrerò che Zemanlandia non è finita.” Poche parole dette con decisione il giorno in cui ha smesso il suo personale silenzio stampa. Ha accusato gli arbitri di aver tolto, con i loro errori, almeno otto punti al Pescara e ha fatto intendere che la guerra sottile contro di lui continua e che a Pescara sta vivendo lo stesso clima vissuto e subito a Foggia.
I tifosi lo hanno ascoltato come si ascolta un oracolo: con attenzione, con fede, e con partecipazione. Sei uno di noi, gli hanno gridato in coro, resta con noi e fai grande il Pescara. Poi gli stessi tifosi se lasono presa con Sebastiani perché, come vice presidente della Lega, non ha saputo difendere gl’interessi del suo allenatore e della società.
Un clima surreale che ha trascinato i tifosi e che ha lasciato interdetto il presidente quando ha sentito la precisazione di Zeman che non era d’accordo nel far giocare la partita in casa dopo la morte di Mancini, dato che lo stesso Sebastiani in sede ufficiale aveva detto che tutti erano d’accordo nel giocarla la gara che poi risultò una sconfitta interna dolorosa.
Zeman fa rumore sempre, sia se tace sia che parli. Ora tutti sono in attesa di vedere la reazione sul campo di quelli che una volta chiamavano ”giacchetta nera” e che, ora, per la loro policromia, qualcuno definisce l’arbitro “pulcinella”.
A Varese ci sono stati errori arbitrali contro il Pescara, ma anche qualcuno a favore, e allora è lecito parlare di complotto contro Zeman e la sua squadra o non è invece più giusto parlare di livellamento in basso della classe arbitrale, visto che tutte le società hanno lamentele da portare avanti nei confronti dei direttori di gara?
Il fatto certo è che il Pescara, al momento attuale è nei play off ma con la possibilità di riprendersi il secondo posto e, quindi, la promozione diretta. A suo favore ci sono i passi falsi del Verona e del Sassuolo, e che si è in attesa del responso finale della gara del Torino che si è fermato sull’uno a zero in suo favore. E sempre a favore c’è la considerazione che, se il Pescara ha dei problemi anche le altre non ne sono esenti.
Ma, parlando del rendimento sul campo, Zeman assolve i suoi e dice che non c’è stata crisi tecnica, né tantomeno crisi fisica ma solo nervosismo accentuato dall’arrogante comportamento degli arbitri. I suoi ragazzi, ha detto, sono giovani e hanno risentito fortemente dell’atteggiamento ostile degli arbitri e il risultato ne è uscito penalizzante…
I tifosi hanno subito adottato questa tesi e sono pronti a far sentire la voce del loro dissenso contro gli arbitri già da sabato contro il Livorno.
Chi ha ragione? Zeman che assolve i suoi e accusa solo gli arbitri, o i tecnici che hanno visto sì delle manchevolezze arbitrali ma anche quelle della squadra? La risposta la darà, come sempre, il campo. Certo è che la presidenza della Pescara calcio prega per una promozione in A che salverebbe e annullerebbe molti problemi gestionali, perché, statene certi, se il Pescara dovesse, in un modo o nell’altro, non farcela, assisteremmo ad una fuga generale dei tanti soci dell’un per cento con una serie di grattacapi per il presidente Sebastiani che, finora, ha saputo tenere la rotta giusta con le sue alchimie finanziarie.
Gianni Lussoso