IMMUNO DEPRESSI PER LEGGE ???
24/03/2020

IMMUNO DEPRESSI PER
LEGGE😷...

Immunodepressi per legge “Si tratterebbe di un’influenza con un grado di patogenicità molto basso e i soggetti colpiti sono quelli già affetti da gravi patologie pregresse.” Lo dice il Dr.👨🏻‍⚕️ Stefano Montanari, bolognese di nascita (1949), modenese di adozione, laureato in Farmacia nel 1972 con una tesi in Microchimica, ha cominciato fin dai tempi dell’università ad occuparsi di ricerca applicata al campo della medicina. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica. Dal 1979 collabora con la moglie Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali. Dal 2004 ha la direzione scientifica del laboratorio Nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie. Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini. Cos’è la immunodepressione di cui parla Montanari?
L'immunodepressione, o immunodeficienza, è la condizione medica in cui il sistema immunitario di un individuo funziona meno efficacemente del normale o non funziona affatto. Esistono almeno due modi per classificare l'immunodeficienza e rendere più facile la consultazione delle cause scatenanti. Una prima classificazione usa, come criterio di distinzione, la componente affetta del sistema immunitario (immunodepressione in base alla componente affetta). Una seconda classificazione utilizza, come criterio distintivo, l'origine congenita o acquisita della condizione (immunodepressione in base all'origine). Esistono almeno due classificazioni dell'immunodepressione. Per una di queste due classificazioni, il criterio di distinzione è la componente del sistema immunitario che manca di adempiere alle proprie funzioni. Per l'altra delle due classificazioni, invece, il criterio di distinzione è l'origine congenita o acquisita della condizione. A prescindere dai criteri di distinzione, classificare l'immunodepressione ha permesso di semplificare la consultazione delle numerose cause scatenanti.

Per cercare di capirne di più sul problema del virus con 👑 corona abbiamo attentamente esaminato il pensiero tecnico del professor Stefano Petti professore al dipartimento di Malattie infettive e Salute Pubblica della Sapienza di Roma che decisamente afferma come l’isolamento non potrà fermare il virus con 👑 corona. “Trattandosi di un virus nuovo, è normale che vi sia tanta attenzione, soprattutto da parte degli addetti ai lavori. Ma non è proprio il caso di preoccupare. I virus a trasmissione aerea sono trasmessi anche dai ‘portatori precoci’ (ossia da chi si trova nel periodo dell’incubazione), è un fatto risaputo, perciò i cordoni sanitari sono una misura primitiva, di quando si ignorava il comportamento dei virus”. Se l’isolamento non serve, cosa si può fare? “Adottare le Precauzioni Universali, misure igieniche che si dovrebbero mettere in atto sempre. Perché sono centinaia di migliaia i microorganismi che ci possono colpire durante un’esistenza”. Per esempio? “Lavarsi le mani e arieggiare le stanze spesso. Buone abitudini da non trascurare, anche se fa freddo. Poi, è importante abbattere l’eccessiva umidità – almeno al di sotto del 65% – tipica delle palestre e delle piscine. Cercare di evitare le distanze ravvicinate, l’ideale è mantenersi ad almeno un metro dal proprio vicino o, comunque, limitare il contatto più ravvicinato al minimo indispensabile”. Le mascherine servono? 😷“Sì. Perché i virus viaggiano solo nei droplet (le goccioline emesse quanto si parla, si starnutisce o si tossisce)💦perciò non è importante che la mascherina non riesca a trattenere il virus perché deve fermare i droplet e questo lo fa😷.
Poi, il ricambio d’aria aiuta a diluire i droplet…”. Il virus con 👑 corona è aggressivo? “E’ un patogeno prevalentemente opportunista. Significa che deriva dagli animali e che, da poco, si è adattato all’uomo; che ha una letalità elevata che però riguarda solo le persone immunodepresse😭 (la letalità😇 è il rapporto tra numero di decessi e numero di malati, al momento è del 2% ma è destinata a diminuire nel prossimo futuro) Quindi non è rischioso per le persone sane.

I dati e l’esperienza ci confermano che le morti da patogeni opportunisti sono assai più frequenti negli immunodepressi”😭 Ma allora: tutto questo allarmismo?😲
“È allarmismo😲, infatti. E di questo è anche colpa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità👨🏻‍⚕️👨🏿‍⚕️👨🏼‍⚕️👨‍⚕️👩‍⚕️👩🏽‍⚕️👩🏾‍⚕️ che ha decretato il massimo livello di allerta per questo virus. L’infezione non si trasmette con un singolo microrganismo ma con un numero minimo, la cosiddetta carica minima infettante. Che, nel caso del virus con 👑 patogeno semi-opportunista, deve essere alta. Cioè per ammalarsi è necessario inalare molti microorganismi in un tempo relativamente breve. Se il nostro stato di salute è buono occorre un contatto assai prolungato per infettarsi”. Però si è lo stesso contagiosi? “Sì. I microrganismi patogeni per l’uomo tendono a mascherare i sintomi per potersi propagare meglio all’interno della popolazione. E’ un concetto noto come immune escape e si verifica in seguito all’adattamento del microrganismo alla specie che gli fa da serbatoio.
Per tutti i virus, non solo quelli a trasmissione aerea, succede sempre, ma accade anche con i batteri, i miceti, i protozoi, ecc.”. Se ci si ammala senza accorgersene e se questa è la situazione più frequente possiamo dire che le persone sane non dovrebbero preoccuparsi? “È così. Ricordiamoci sempre di migliorare il sonno, limitare lo stress e assumere tutti i nutrienti necessari quotidianamente perché questi elementi rinforzano la nostra immunità. Ma se vi sono regole generali di prevenzione e se i microorganismi che ci possono infettare sono milioni, che senso ha concentrarsi su un solo virus? “Non ha proprio senso. Ecco anche perché la vaccinazione, che si basa sul controllo di un singolo o a massimo tre o quattro microrganismi è un metodo primitivo di prevenzione delle malattie infettive”. A riprova di quanto detto dal professor Stefano Petti, ecco lo studio apparso sul New England Journal of Medicine. A partire dal 1 gennaio a Wuhuan, meno del 10% dei casi identificati è stato al mercato. Oltre il 90% si è infettato per via interumana. Ma attenzione: più del 70% dei casi non ha avuto contatti con persone che presentavano sintomi respiratori, è perciò assai probabile che in più del 70% dei casi la sorgente è stata un soggetto asintomatico.

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