CLAUSOLE VESSATORIE...
20/03/2020

LE FAMOSE CLAUSOLE
VESSATORIE...

Ci impongono un nuovo modo di vivere e ci chiediamo se sia sempre giusto. Analizzando i vari decreti e i vari comportamenti degli agenti chiamati a farli rispettare, ci rendiamo conto che in violazione palese della legge e della Costituzione, ci fanno vivere in stato di soggezione, di stress e di paura anche quando non si violano le disposizioni in materia di contenimento del virus con la 👑...
Ormai in nome del virus con la 👑 si invocano, veri e propri abusi di potere. E non è improbabile che, a breve, le autorità potranno definire alcuni situazioni, anche se non suffragate da scienziati, come degne del loro intervento e si giustificherà qualsiasi violazione dei diritti della persona come accade in qualsiasi dittatura. Il panico lo stato di paura è l’ingrediente base per l’affermarsi di un autoritarismo o, peggio, di un sistema totalitario. Non si vuole qui minimizzare la gravità della situazione sanitaria legata alla diffusione del coronavirus, anche se ci sarebbe da ragionare, numeri alla mano, su quanto il problema sia la letalità del virus e quanto l’inadeguatezza del sistema sanitario, quanto la colpa delle polveri sottili da addebitare alle case automobilistiche, quanto sia colpa delle Industrie farmaceutiche che si stanno arricchendo in modo spropositato. Non vogliamo mettere in discussione alcune misure restrittive che si sintetizzano nello slogan “restate a casa”. In caso di necessità si deve essere anche pronti a qualche sacrificio per il bene di tutti. Ma allo stesso tempo non tutto può essere giustificato in nome dell’emergenza, soprattutto quando certe restrizioni e cambiamenti hanno tutta l’aria di non essere temporanei. E nel frattempo ci si abitua, ad esempio, a un presidente del Consiglio che vara provvedimenti con lo strumento del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, quello usato per stabilire la chiusura di luoghi pubblici ed esercizi commerciali. Si tratta di uno strumento di infimo rango normativo, una forzatura dal punto di vista costituzionale eppure sta diventando un normale strumento di governo. In questo modo si sono bloccati gli spostamenti delle persone, anche da comune a comune, si sono bloccate le scuole e le università, i concorsi, si sono chiusi tutti i luoghi pubblici e sospese tutte le manifestazioni, chiusi negozi e attività varie. C’è da dire che alcuni governatori vorrebbero misure maggiormente restrittive, chiudere qualsiasi attività lavorativa, in una gara a chi vuole proibire di più. E la massa non solo accetta e subisce ma chiede, presa letteralmente dal panico, misure sempre più dure al punto che molti si sono trasformati in delatori ai danni di vicini che escono di casa o si intrattengono a parlare con altri. È un altro elemento questo che ci fa interpretare l’attuale periodo di emergenza non già come una parentesi temporale destinata ad essere superata a virus vinto, quanto a un passaggio in un processo che vede rafforzarsi la tendenza a superare la democrazia e restringere le libertà personali. Ne è un elemento fondamentale anche il ruolo della scienza, che assurge a ispiratrice e giudice ultimo delle scelte. Gli scienziati in realtà hanno idee diverse, ma ben presto viene tappata la bocca a coloro che non si allineano alla narrazione ufficiale. È un film già visto, il problema è che ci stiamo abituando a vivere in stato di emergenza, una situazione in cui diventano accettabili misure e provvedimenti a cui un uomo libero non darebbe mai il suo consenso. Forse lo abbiamo dimenticato, ma appena si allenterà l’emergenza coronavirus, ritornerà prepotente l’emergenza climatica nella quale stiamo vivendo ormai da anni e in virtù della quale stiamo accettando la distruzione delle nostre società industrializzate. Ricordiamo che appena prima dell’epidemia di coronavirus, nel dicembre 2019, la Camera dei deputati ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica; l’Europarlamento lo aveva già fatto poche settimane prima, e in Italia lo hanno fatto anche sei regioni e un centinaio di comuni. Anche qui c’è sempre la scienza che dice cosa fare, e gli scienziati non allineati messi a tacere con le buone o con le cattive. E un flusso enorme di fondi viene distolto dai servizi essenziali per finanziare un fallimentare business verde, ovviamente a spese dei contribuenti che, in stato di emergenza, sono ormai disposti a subire di tutto. Tante cose stanno avvenendo in questo periodo che ci fanno capire che c’è già ormai la base culturale per una svolta illiberale della nostra società...
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