TUTTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI?...
17/03/2020

Quanti “prigionieri” per la non conoscenza del virus con la 👑 corona...
Sono Roberto BERARDOCCO
Fondatore, proprietario, presidente della Bera World Communications d.o.o. che opera a livello internazionale, con sede operativa in Slovenia Lublijana...
Sono assillato dalle domande dei miei colleghi sloveni che vogliono sapere della “tragedia” italiana di cui parlano e sparlano senza conoscere le vere situazioni.
Cerco di spiegare il mio punto di vista perché dico mi sento un researcher...
Sono figlio di una modestissima famiglia di contadini il Mio papà si chiama Enesio anche lui nel dopoguerra partito per necessità come tanti appena maggiorenni su un carro bestiame affollato di giovani in cerca di necessità per sopravvivere...
Dopo tre anni tra Belgio e Francia minatore di carbone, contrasse la purtroppo prevista malattia della silicosi e fu necessariamente rimpatriato per problemi di salute, rientrato in Italia Lui stesso riferì la sua malattia ma non fu creduto da nessuno, le autorità preposte si guardarono bene dall'attestare certificando la malattia...
In Italia e nel posto natio diventò Sifilide, assomigliava molto, per cui associazione logica...
Io dico sempre di aver avuto una vita meravigliosamente bella e meravigliosamente terribile...
Alla età di sei anni metaforachimente, ho perso il mio Grande e meraviglioso papà.
Per un banale errore sanitario, uno shock anafilattico, fu interpretato come sintomi di deliri e fu rinchiuso in manicomio di Lanciano (CH), purtroppo assistetti al suo forzato accompagnamento da tutti che volevano fare il Suo bene...
Dopo una eternità di soli quaranta giorni la persona che rientrò nella sua casa era a me sconosciuta.
Noi guardavamo la sera, dopo il suo faticosissimo lavoro, la tv su una trapunta rossa seduti per terra...
La persona che riabbracciai con gioia era fisicamente Mio Padre, ma non era più capace di dare amore verso un figlio che pendeva dalle sue labbra, per cui tutte le verità che uno speciale papà trasmette ad un figlio amato io non le ho mai avute...
Il mio vero l'ho dovuto sempre ricercare da solo tenendo per me le mie risposte, non per segretezza, perché un ragazzino, figlio di contadini, e con nonna analfabeta, veniva taggato come indiavolato o posseduto da poteri nefasti...
Ho sempre ricercato il mio vero chiamando ciò che mi veniva detto veritaà da titolati medagliiati e per necessità farne virtù ricercando nel rovescio, e al cento per cento, trovando il VERO...
Per necessità mi sono dovuto porre dei quesiti troppo grandi per la mia età...
Tornando al virus che indossa la 👑 Corona...
Il problema è che anche in Italia il virus con la corona non è conosciuto e moltissimi cittadini sono “prigionieri” in casa per Delle direttive, a volte strane, imposte dai nostri governanti che, troppo spesso, hanno dimostrato di non essere all’altezza del compito...
Nella mia veste di sentirmi researcher in Communications, editor publisher, ho interpellato, telefonicamente, diversi virologi e tutti hanno detto la stessa cosa: Il nuovo virus responsabile della malattia respiratoria (chiamato non in modus operandi previsto dalla scienza mondiale COVID-19) si potrebbe trasmettere
da persona a persona
come qualsiasi altro comune virus se si ha un contatto stretto con un soggetto infetto. Secondo la definizione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) con contatto stretto si intende: le situazioni in cui ci si trova “faccia a faccia” o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19; operatori sanitari o caregivers che assistono casi sospetti o confermati di pazienti con COVID-19 o personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni di SARS-CoV-2; aver viaggiato in aereo nella stessa fila o due file prima o dopo un caso sospetto o confermato.
Come si trasmettono tutti i virus?
Questa la risposta confermata da tutti i miei intervistati: La modalità di trasmissione principale è rappresentata dalle goccioline del respiro che possono passare da una persona all’altra attraverso uno starnuto, un colpo di tosse e contatti diretti personali, ma anche attraverso le mani che se non lavate possono essere contaminate e trasmettono i virus ad altri tramite il semplice contatto (si pensi a una comune stretta di mano: se il soggetto infetto ha le mani contaminate può trasferire il virus sulle mani dell’altro che può a sua volta infettarsi portando una mano alla bocca, agli occhi o al naso). Quindi è positivo non creare assembramenti di persone e chiudere, quindi, stadi, teatri, cinema ed altro. E’ altrettanto giusto chiede alle persone di stare il più possibile a casa ed evitare contatti diretti, ma una giornata è fatta di 24 ore e se stai a casa 20 ore e 3 ore le passi da solo a passeggiare sul lungomare,in un parco o in campagna come si può fare nella mia amata Montesilvano, o anche a Pescara e altrove, e prendi del sole e respiri aria buona salmastra e iodica, fai solo del bene a te stesso e non arrechi alcun danno agli altri che ti passano a distanza di rispetto chiesto dal decreto legge. Invece, una massa di persone incapaci di gestirsi, si è chiusa in casa in una sorta di “arresti domiciliari” e vive una vita di disagi che porta veramente ad ammalarsi per inedia, per mancanza di vera areazione, per dissidi che vanno crescendo ora dopo ora con gli stessi familiari conviventi. Tre quattro ore al giorno, tenendosi lontani dagli altri, potrebbe far vivere meglio questa situazione, in pieno rispetto delle regole anche perché, se leggete bene il decreto, ci sono molte possibilità di “libertà” di azione e di movimento, basta saper leggere e non adagiarsi da pecore alla vita di sequestrati. Inutile poi parlare di quelli che, soffrendo il disagio del “sequestro” non imposto realmente ma voluto, offendono coloro che sono liberi di vivere godendo aria e sole con una bella playlist di musica preferita che fa solo bene alla salute. Ripeto, Tre quattro ore al giorno e venti ore chiusi in casa si fa il proprio dovere...

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