BISOGNA AVERE PAURA DELLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE
02/03/2020

Nessuno può pensare che le industrie farmaceutiche siano enti di beneficenza. L’industria guadagna sui vaccini proprio come su tutti gli altri farmaci, come d’altra parte fa chi vende un qualsiasi prodotto.
Se non ci fosse alcun profitto sui vaccini, nessuno li produrrebbe più, proprio come è capitato negli ultimi decenni con l’abbandono del settore degli antibiotici e della ricerca in questo campo, un fenomeno che ha contribuito alla diffusione delle gravissime infezioni resistenti che attualmente preoccupano le autorità sanitarie.
I cittadini cinesi sono indignati a causa della diffusione di alcune recenti rivelazioni, secondo le quali una delle più grandi aziende farmaceutiche nazionali avrebbe messo in commercio vaccini dalla qualità discutibile. Questo avvenimento rappresenta l'ultimo degli scandali che nell'ultimo decennio hanno visto coinvolta l'industria farmaceutica cinese.
Il problema è che molti ricercatori sono a libro paga di aziende farmaceutiche. Scienziati che studiano un farmaco, lo testano per anni e poi ne riportano i risultati su riviste di prestigio. Sistemi sanitari che approvano e rimborsano solo le medicine testate, titolate e controfirmate, seguendo i cosiddetti “criteri scientifici”.
Medici e pazienti -rassicurati da questa mole di studi- che si fidano, i primi prescrivendolo, i secondi credendo di curarsi. E invece salta fuori il conflitto di interessi. E l’azienda farmaceutica paga per farsi approvare i farmaci.
Negli ultimi anni le industrie farmaceutiche hanno trovato molti modi per mettere ingenti somme di denaro – in alcuni casi sufficienti a garantire a un figlio la frequenza all’università – nelle tasche di medici indipendenti che svolgono ricerche su farmaci in fase di produzione o commercio da parte di queste aziende. Il problema non riguarda solo imprese e ricercatori ma il sistema: istituzioni finanziatrici, laboratori, riviste specialistiche, ordini professionali e così via. Nessuno offre un metodo di controllo in grado di evitare conflitti di interesse”.
In tutti gli Usa ci sono scienziati che conducono ricerche finanziate dal governo e contemporaneamente prendono denaro dalle case farmaceutiche.
Ciascuno di noi ha il diritto di sapere che il sistema che ha approvato le sue terapie ha preso denaro, esattamente come un lettore ha diritto di sapere chi è l’editore del suo giornale.
proprio allo scopo di conquistare e di preservare il potere e l’ordine costituito.
Ricordo che qualche anno fa in Italia venne importata dall’Estremo Oriente l’aviaria, meglio nota come “influenza dei polli”, che suscitò timori assai spropositati, infondati ed isterici, prefigurando vari scenari apocalittici addirittura di stragi “pandemiche”. Invece il panico si rivelò assai più pernicioso della stessa patologia “ornitologica”.
L’aviaria si dimostrò essere una bufala. Già nel 1998/99 numerosi polli perirono a causa del contagio, ma i mass-media non ne parlarono e tutti continuarono a mangiare polli senza allarmismi di ordine sanitario. Lo spavento suscitato dall’aviaria in anni successivi, mise in ginocchio un’intera economia agricola, contribuendo ad incrementare i già colossali profitti delle multinazionali farmaceutiche. La vicenda conferma l’abnorme ruolo dei mass-media, la cui “influenza” è assai più deleteria di ogni virus influenzale.
Negli anni ’80, il virus HIV (l’Aids) seminò un’enorme psicosi nel mondo occidentale, ma fu presto scongiurato, tuttavia ancor oggi rappresenta una delle principali malattie infettive in Africa e nel Sud del mondo, un morbo assai più letale della tubercolosi e della malaria, che provocano stermini di massa. Mentre in Occidente il virus dell’AIDS è oramai debellato grazie ai risultati ottenuti sul versante della ricerca, nei Paesi del Terzo mondo esso uccide più di ogni altra malattia a causa degli esorbitanti costi dei vaccini, imposti dalle multinazionali farmaceutiche, che risultano potenti e totalitarie quanto lo sono le compagnie petrolifere e quelle legate all’industria bellica, per cui si configurano come i padroni assoluti ed incontrastati del nostro pianeta.
Le vicende relative al nuovo virus, il Covid-19, meglio conosciuto come il Coronavirus, temo che confermino il fatto che la paura è assai più subdola e più perniciosa di qualsiasi morbo epidemico, eppure, nel contempo può rivelarsi lucrosa per chi, in modo cinico e spregiudicato, riesca a trarne profitto. L’isteria collettiva generata dal nuovo virus, assai meno nocivo dell’influenza stagionale, è un fenomeno di proporzioni immani e spaventose. Secondo il mio personale punto di vista scrivo che le attuali campagne mediatiche di allarmismo e di terrorismo psicologico di massa, serviranno a giustificare e ad incentivare la corsa all’acquisto di milioni di dosi di vaccino ad un titolo preventivo e cautelativo, che farà la fortuna dei principali colossi farmaceutici multinazionali. Per questo affermo che bisogna avere paura delle Case Farmaceutiche.
Roberto BERARDOCCO 🍀🍀🍀... good luck

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