E' TUTTO ORO?
10/11/2019

Il Pescara batte l'Empoli sul suo terreno con merito e con sofferenza: il merito se lo è guadagnato nel primo tempo con una ricchezza di gioco che poteva far pensare anche ad una goleada. Con sofferenza nel secondo tempo quando, l'Empoli, rivitalizzato dal gol di Dezi (netta posizione di fuori gioco del calciatore empolese) ha sciorinato una serie di azioni che hanno fruttato solo un palo e tante emozioni e che ha fatto vedere un Mancuso stranamente allergico a centrare la porta nonostante le diverse occasioni capitategli.
E' tutto oro il Pescara?
Se dovessi giudicarlo solo dal primo tempo, direi di s'. ma nel secondo tempo ha sofferto troppo per potermi indurre a espressioni di giubilo.
La partita ha messo in evidenza i due soliti eccelsi giocatori di centrocampo Machin (peccato sia un prestito del Parma) per la tecnica e per la visione di gioco, e Memushaj per la grinta e la capacità di lottare su ogni pallone, a volte, anche al limite della cattiveria agonistica.
Attorno a questi due ''super'' hanno giocato con impegno ed anche con bravura Galano (sperando duri la sua forma ed anche la sua fortuna), Bettella (peccato sia in prestito dall'Atalanta), Palmiero (prestito del Napoli), Brunori (prestito del Parma) che ha saputo guadagnare dei buoni calci piazzati dando respiro alla squadra,.
Mi chiedevo se è tutto oro, visto il primo tempo confermo il sì, anche se sarebbe opportuno che tutti capissero che la partita dura novanta minuti e oltre.
Se guardiamo la squadra e quindi l'operato della società in vista solo del l'uovo oggi, diciamo che tutto va per il meglio, se dovessimo guardare la gallina di domani dobbiamo rammaricarci solo del fatto che i migliori in campo non sono di proprietà del Pescara che sta valorizzando giocatori per altre società che daranno solo il contentino del premio di valorizzazione.
Ma anche questa è una politica societaria che va accettata, sapendo già che per il prossimo anno il Pescara dovrà ricorrere ancora una volta ai vari prestiti per allestire una formazione dignitosa. Ma tant'è e non possiamo che prenderne atto. (Gianni Lussoso)