LA DOCCIA SCOZZESE CALCISTICA CONTINUA
30/10/2019

Continua la doccia scozzese calcistica, un risultato freddo e poi uno caldo: Crotone freddo, Ascoli caldo, Spezia freddo, Benevento caldo, Juve Stabia freddo, ora tocca al Pisa a darci il gettito di acqua calda (risultato positivo).
Mi viene da pensare che il calcio è un gioco semplice, di cui tutti parlano, ma che pochi capiscono.
Il primo a non capire è il presidente che, con la sua politica legata agli affari e che quando vende e compra non bada ai fatti concreti che diano crescita alla società per il raggiungimento di successi sportivi ma agli affari e alle operazioni di ''comparaggio'' per acquisire guadagni personali.
Il secondo è Zauri perché, dopo aver avallato le scelte del ragionier Sebastiani, ora dice che i traguardi sono di normale amministrazione e legati alla salvezza e che nessuno gli ha chiesto di vincere il campionato.
Poi, nel suo dilettantesco modo di gestire la squadra, non ha ancora capito, pur avendo giocato a livelli superiori, che il primo, assoluto, inderogabile punto dio arrivo di una squadra allenata bene sul piano fisico è di avere giocatori che arrivino prima degli avversari sul pallone,
Ricordo una lontana intervista con l'allenatore Juan Carlos Lorenzo, quando ero inviato del Messaggero di Roma: Juan Carlos Lorenzo sedette per 185 volte sulla panchina della Lazio. Fu allenatore preparatissimo tecnicamente, molto attento alla tattica e astutissimo. Seppe ricavare il massimo da ogni giocatore e fu maestro nel motivare i suoi atleti. Pur privilegiando il gioco offensivo, sapeva adattarsi alle caratteristiche dei suoi uomini e degli avversari che studiava maniacalmente prima di ogni gara.
Nel ritiro di Pieve Pelago parlando per lunghe serate di calcio mi diceva: il segreto è arrivare prima sul pallone: Se il tuo avversario è più forte, non può dimostrarlo perché gli togli l'uso del pallone, se è più debole lo surclassi. Quindi bisogna correre, correre e correre...
I biancazzurri, a Castellammare di Stabia, stadio Menti, hanno subito sempre per tutta la partita, la maggiore freschezza atletica degli avversari e sono arrivati sempre secondi sul pallone.
Questa è la chiave di volta per capire il perché della sconfitta. Che poi ci siano degli ''episodi'' a cui attaccarsi per nascondere le magagne tecniche e tattiche, è un altro discorso. Alcuni colpevolizzano l'arbitro, altri l'assenza di Memushaj, non ricordano che Forte si è fatto parare un rigore da Kastrati, che avevano di fronte la formazione più debole e più perforata del campionato.
Per fortuna il Pescara ha dei ragazzi importanti, calcisticamente parlando, come Machin, Palmerio, Masciangelo, Bettella, Borrelli (che deve imparare a dare del tu al pallone), Di Grazia, Pavone, ma ha, disgraziatamente, alcuni giocatori che devono per forza fare il numero di presenze per accontentare '' I compari''.
La doccia scozzese continua e si spera, ora, che sia la volta calda contro il Pisa. Ma si ricordino tutti della Pescara calcio che prima di ogni cosa bisogna imparare a correre, correre e a farlo bene perché devono riuscirci con un pallone tra i piedi. (Gianni Lussoso)