SCRIVONO, PARLANO E DICONO IL NULLA.
16/10/2019

Scrivere è un'arte sublime ed è sempre servito per dire qualcosa. Per insegnare, informare, correggere, esaltare, educare, e tante altre cose utili ancora, comunque si scrive per dire qualcosa.
Scrivere è un'arte, e come tale necessita di estro, talento e tecnica. Non si può pensare che basti essere amico del padrone e avere il suo consenso per credere di aver scritto bene e fatto, soprattutto, il proprio dovere di giornalista.
Nei salotti sportivi si parla molto. Parlare bene ed eloquentemente è una gran bella arte, ma è parimenti grande quella di conoscere il momento giusto in cui smettere. (frase non mia, ma di Mozart, e la faccio mia perché credo in questa verità).
Quando ci sono le partite, si fa la cronaca, la cosa più semplice che, una volta, si faceva fare ai ragazzi appena arrivati in redazione con l'idea di fare il giornalista; qualcuno riempie i suoi spazi riportando solo le dichiarazioni dei giocatori e dei padroni della società; pochissimi cercano di dire qualcosa facendo della critica sportiva correndo il rischio di essere additati dai tifosi che accettano tutto da chi regge le sorti societarie, purché possano gridare il loro entusiasmo in curva; e che sono, naturalmente, ''puntati'' da chi vuol fare e disfare secondo personali interessi, fregandosene delle realtà vere di una società che dovrebbe sempre puntare al miglioramento dei risultati sportivi e al rafforzamento del patrimonio calcistico.
Quando non ci sono le partite e, quindi, bisogna metterci del proprio per soddisfare le esigenze del lettore e dell'ascoltatore che vuole sempre essere aggiornato e stare sul pezzo come tutti hanno imparato a dire, scrivono e parlano confermandosi molto bravi nello scrivere e parlare molto senza dire nulla. Ma lo fanno molto bene, attenti a non scontentare chi dà loro la pacca sulla spalla.
Appena c' una interruzione del campionato, pare come se avessero staccato la spina che dovrebbe portare energia al cervello e si ha la sagra delle ''fregnacce'' oppure la esaltazione di notizie che tali non sono o che dovrebbero essere relegate in poche righe nel fondo della pagina.
Hanno dato un daspo ad un cretino per una frase ''razzista'' e hanno scritto colonne intere e parlato per ore per non dire nulla...Probabilmente non c'erano temi da trattare, mi sussurra il buonista di turno.
Taccio, e mentalmente penso, ai troppi giocatori infortunati: al perché siamo la seconda peggiore difesa del campionato; perché abbiamo svenduto una marea di giocatori che stanno brillando in altre società anche della nostra stessa categoria; mi chiedo perché debbano esaltarsi per una vittoria e inventarsi tutte le possibili difese per una sconfitta evitabile.
Ora ci sono due partite in casa. Una contro una squadra nel fondo della classifica e una contro una grande. Quattro punti sono alla portata e vedrete quanti fiumi di inchiostro saranno utilizzati in caso di due risultati postivi e quante giravolte faranno per giustificare il mancato raggiungimento del risultato.
Io spero che quelli che scrivono e parlano di calcio, si accorgano di essere manipolati.
Spero veramente, non per me che a ottant'anni - non me ne può fregare di meno, forte della mia libertà di espressioni - ma per quelli che si agitano in salotti più o meni eleganti e raffinati, che purtroppo guadagnano all'ora meno di una badante rumena, e per alcuni che sono disposti anche a pagare per esserci e, ormai, si fa veramente tutto per il proprio piccolo orticello e per apparire. (Gianni Lussoso)