TANTO PUÒ LA PASSIONE...
02/10/2019

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. Questo scriveva un grande poeta del nostro tempo, appassionato di calcio, Pasolini.
Tanto può la passione che, chi ama la sua squadra, fa qualsiasi sacrificio per seguirla, sostenerla con il suo tifo e si sobbarca anche a delle spese non indifferenti, togliendo la sua presenza in casa per moglie e figli, ancorché amati... ma la squadra è tutta un'altra cosa.
Anzi, a dirla tutta e in piena franchezza, una moglie si può anche tradire, ma la propria squadra no.
In questo rapporto passionale entrano di forza alcuni elementi che, però, appaiono nemici agli stesi tifosi appassionati: i giornalisti, che non capiscono nulla e che sono dei ''giornalai'' fino al momento in cui, pur facendo il proprio lavoro con grande professionalità, la pensano in modo diverso dal tifoso appassionato. Salvo poi esaltarne la bravura se esprime pensieri pari ai suoi.
Un altro elemento ''nemico'' è il dirigente che non fa quanto dovuto per soddisfare la passione del tifoso. Tutto questo se il dirigente svolge la sua attività solo in lunazione dei bilanci e del guadagno mentre appare in tutt'altra veste se anche lui, tifoso ed appassionato della squadra, investe, spende, si sacrifica, corre dei rischi per rendere la rosa idonea alle attese del tifoso.
Un altro nemico, e questo è classico per la mentalità del tifoso italiano, è l'avversario settimanale. In questo rapporto si assiste a delle scene che, a volte, sono preoccupanti e danno adito ad atti di violenza, non sempre solo verbale, e a ritorsioni che rendono il clima insopportabile per chi ama il calcio.
La riflessione dovrebbe portare a considerare gli avversari, tali, e non nemici da abbattere. In definitiva essi sono come voi, appassionati del calcio, innamorati, però, della loro squadra. Sarebbe utile, bello ed educativo se si imparasse a tifare PER la propria squadra e non CONTRO gli avversari.
Ma questo è un assurdo impossibile per la mentalità dei nostri tifosi.
Stiamo per andare ad Ascoli e allora i nemici di cui sopra vengono presi di mira: Ascoli diventa Pascoli, gli ascolani... meglio soprassedere; il giornalista che incensa ambiente e società e dice che si vincerà perchè la squadra è forte e che un nuovo modula farà il miracolo, è uno che ne capisce. Il giornalista che mette in guardia e dice che la situazione attuale è figlia di una gestione non sempre all'altezza delle attese dei tifosi, è un gufo.
Il dirigente che guardando il bilancio e opera senza investire ma cercando, se mai, di far cassa con articolati movimenti, è un furbo che ci sa fare e beato lui che ha scoperto come arricchirsi con il calcio.
L'allenatore che soffre per avere una squadra incompleta, è un asino che farebbe bene a dimettersi.
Tanto può la passione da rincretinire anche quelle persone che cretine non sono e che, in altri settori professionali, dimostrano una validità eccezionale...
Ma questo è il calcio, questa è la passione che muove migliaia di persone che, con la loro fede. fanno la fortuna di chi questa passione sa trasformare in euro. (Gianni Lussoso)