13/09/2019

Iannascoli Sebastiani
ieri alleati oggi avversari


Stupidamente, alcuni, leggendo i miei servizi e seguendo le mie trasmissioni televisive, invece di stare a seguire il dettato delle varie situazioni della Pescara calcio, si preoccupava di segnarsi su un notes tutte le volte che citavo Sebastiani e Iannascoli ed esaminava i vari aggettivi per definirmi nemico di Daniele Sebastiani e amico di Danilo Iannascoli.
Preciso, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che io , proprio per la mia dimensione giornalistica, racconto i fatti e non prendo posizione per questo o quel personaggio pubblico, ma sono i fatti stessi a giudicare e a dare la dimensione di coloro che entrano nella mia sfera professionale.
E' chiaro che l’aspetto psicologico del personaggio può dipendere da quello fisico o esserne influenzato, ma non necessariamente.
Il carattere può suggerire una bontà d’animo del personaggio (può essere affettuoso, generoso, cortese o modesto), oppure delle particolarità negative (come la freddezza, la testardaggine, la prepotenza o la scortesia).
Il temperamento si può dire che indichi l’umore costante del personaggio che può essere un tipo allegro o depresso. Può essere un personaggio attivo sempre in movimento oppure pigro, un tipo calmo, nervoso o volubile. Ciò permette di capire in che modo si comporterà nelle varie situazioni.
Non è detto che il nostro personaggio sia intelligente. Potrebbe anche essere, stupido, pazzo o molto lento, o ancora un tipo furbo o sciocco, distratto o attento, maturo o ingenuo, riflessivo o istintivo. Un’idea, se proprio volessimo esagerare, potrebbe essere di indicare il numero del suo quoziente intellettivo.
Un personaggio possiede paure ma anche principi in cui crede e sui quali si basa. Tutti i personaggi hanno bisogno di un valore che può essere l’amicizia, la fedeltà verso un superiore, la religione, l’amore o qualunque cosa lo convinca ad andare sempre avanti. Un valore può essere rappresentato anche da un oggetto che il personaggio porta con se e rappresenta qualcosa di molto importante per lui. Potrebbe rientrare nel carattere, ma è qualcosa di molto rilevante ed è quindi da considerare un elemento a parte. Non è detto che il personaggio in questione sappia qual è il valore più importante per lui, e può darsi che questo sia rispettato inconsciamente.
Conoscere il passato di un personaggio ci permette di sapere se c'è stato qualche elemento che ha cambiato la sua vita
Ed ecco perché mi accingo a fare una piccola cronistoria del Pescara e dei due personaggi in questione.
Lunedì 5 gennaio 2009, alle 10, dinanzi al notaio Grazia Buta, è nata ufficialmente la società Delfino Pescara 1936. Soci fondatori Peppe De Cecco e il figlio Adolfo Maria.
In quell'occasione avemmo modo, tutti, di vedere la compattezza dei tifosi che riuscirono ad evitare che degli sciacalli potessero sfruttare la situazione e lo stesso fallimento della vecchia Pescara Calcio consentì a De Cecco e ai suoi collaboratori di rilevare all'asta la vecchia società fallita che costà anche delle condanne a Gerardo e Francesco Soglia e Massimiliano Pincione
Quindi, nel 2010-11, c'era il presidente De Cecco e nel consiglio di amministrazione (CDA) tra gli altri c'era Daniele Sebastiani.
Bastarono pochi mesi, approfittando del carattere ''superficiale'', caratteristica delle persone molto ricche che fanno delle cose quasi per gioco, che portò De Cecco a ''stufarsi'' e a non divertirsi più con il ''giocattolo biancazzurro'', il 29 novembre del 2011, Sebastiani concluse la sua scalata e diventò il presidente del Delfino 1936.
Da qui, con un impegno davvero ammirevole, ha saputo conquistare posizioni importanti con la presidenza di B Futura, (con possibilità di costruzioni di impianti sportivi), con la nomina di vice presidente della Lega di Serie B; riesce ad avere il Pescara per due anni in Serie A, insomma, un percorso di sicuro interesse, che dovrebbe far gridare agli evviva da parte di chi ama il Pescara e invece, nei miei servizi, sono apparse tante di quelle discrepanze, o se volete manchevolezze di stile, che hanno fatto ribassare e di molto il valore del personaggio.
Cosa, in ultima analisi si poteva rimproverare a Sebastiani?
L'incapacità di gestire i suoi rapporti con la stampa e con i tifosi; la sua facilità nel dire bugie ai tifosi, i suoi atteggiamenti spocchiosi e a volte troppo arroganti nei riguardi di chi non la pensava nella sua stessa maniera; il presentare progetti altisonanti per distrarre la tifoseria e per vederli finiti nel nulla; il fatto di aver fatto entrare nella vita del sodalizio personaggi molto chiacchierati; di non aver saputo realizzare un patrimonio sportivo considerando che il Pescara ha pochi giocatori di proprietà e moltissimi prestiti; il fatto di aver puntato molto (e pericolosamente) sulle plusvalenze; l'aver dimostrato in più di una occasione che non ha particolare amore per il calcio ma solo per gli affari che con il calcio può fare. Il fatto di non aver reinvestito a favore della società i milioni di euro incassati con le tante cessioni; aver disperso un possibile patrimonio calcistico svendendo giovani talenti che avrebbero potuto dare molto di più alle casse sociali e via di questo passo che, a elencare tutte le ''manchevolezze'' di Sebastiani non basterebbe un articolo ma ci vorrebbe un libro bianco.
In contrapposizione c'è la figura di Danilo Iannascoli che è un dirigente esploso a livello anche europeo con il Calcio a5 ma che ha vissuto di pane e calcio da sempre. I suoi familiari, il papa Valter e gli zii per decenni hanno alimentato con la loro passione il calcio giovanile a Pescara. La sua passione non poteva che farlo arrivare alla Pescara Calcio dove da ragazzo aveva svolto compiti di speaker allo stadio solo per seguire i suoi genitori che avevano la concessione degli spazi pubblicitari all'Adriatico.
Danilo Iannascoli è, inoltre, un imprenditore attivo in più comparti produttivi dall’agroalimentare al settore mangimistico passando per la logistica integrata. Ha raggiunto ottimi risultati nelle diverse attività che segue da anni come amministratore. La Sagem (dove ricopre anche il ruolo di direttore generale), il colosso degli alimenti zootecnici del Centro-Sud; della Dasco, società leader nel settore agroalimentare in Abruzzo, Molise, Marche, Lazio e Campania; della Cimmav, che si occupa di logistica integrata per le aziende.
Ma a noi interessa come dirigente della Pescara calcio di cui è stato amministratore delegato fino all'ottobre 2015. All'interno della società si fece apprezzare sia per i suoi rapporti aperti e costruttivi con la tifoseria, sia per le sue idee che fecero scalpore, tipo gli abbonamenti gratis di curva Sud per i tifosi disoccupati residenti in provincia di Pescara. Ma le differenze caratteriali dovevano esplodere per forza: al mercantilismo di Sebastiani faceva riscontro la sportività di Iannascoli, e nel 2015 fu costretto a dimettersi da amministratore delegato e numero due del Pescara e da consigliere della società, restando come semplice socio, e alla base della decisione ci furono dissidi con il presidente Daniele Sebastiani proprio per la differente cultura calcistica e imprenditoriale.
Nel 2017 fu presentata da Danilo Iannascoli un'offerta per rilevare il 70% delle quote azionarie del Pescara Calcio facenti capo al presidente Daniele Sebastiani e al gruppo da lui capeggiato. Ma, dopo che Sebastiani aveva detto di aspettare un'offerta e di valutarla, e aggiunto che ''essendo il proprietario delle quote in oggetto, di valutare a chi vendere e a quale prezzo vendere'', ben sapendo che nulla poteva sostituire la gallina d'oro che gli consentiva di arricchirsi e di annullare il flop della sua attività primaria di leasing, che fu costretto a chiudere, e disse testualmente: ''Non parlerò da oggi più di cessione del Pescara. Il discorso per quanto mi riguarda è chiuso. Per me l'operazione vendita delle quote a Iannascoli si chiude qui. Non sono interessato e non lo sono più.''
Nel braccio di ferro ci fu anche un ricorso riguardante i bilanci del 2015 e 2016 ma le sentenze del Tribunale delle imprese dell'Aquila, dettero ragione a Sebastiani con la motivazione che c'erano state, sì, delle irregolarità, ma che le stesse erano state appianate negli esercizi successivi, una sentenza che fece scalpore negli ambienti giudiziari e qualcuno scrisse anche che la legge è uguale per tutti ma per qualcuno di più.
Insomma per chiudere, considerando lo spazio disponibile, seguendo la cronaca e i relativi fatti, ho espresso quelle che erano gli aspetti concreti e quindi sono i fatti stessi a definire le caratteristiche di Sebastiani e di Iannascoli, ieri alleati oggi avversari.
Raccontando quei fatti ho espresso solo la mia attività di giornalista senza sostenere l'uno o l'altro. Se qualcuno vuol dire che sono nemico di Sebastiani, padrone di farlo, ma si dimostra incapace di capire ciò che è successo realmente nella Pescara Calcio e tra i due personaggi. (Gianni Lussoso)