LASCIAMO RIFLETTERE I TIFOSI
06/09/2019

Approfitto della pausa del campionato di serie B e mi godo come tutti coloro che amano il calcio la Nazionale. Buono il risultato contro l'Armenia ma insieme ai tifosi rifletto che, se uno legge il risultato, senza aver visto la partita, pensa che l'Italia abbia schiantato l'Armenia sotto il 3 a 1. Se analizzi la partita, invece, dici che gli azzurri hanno meritato la vittoria ma non hanno stravinto...
Così come quando il Pescara ha battuto il Pordenone personalmente ho detto che il Pescara ha meritato la vittoria ma non ha stravinto e pur avendo visto alcuni elementi che possono migliorare e crescere nel tempo (peccato che sono dei prestiti e non sono facenti parte del patrimonio biancazzurro), ho ribadito il concetto che il Pescara di oggi ha troppi doppioni e triploni in alcune fasce del campo ma non ha un complesso ben equilibrato.
Una squadra che ha sicuramente dei margini di miglioramento, ma questo non significa ''adottare'' le operazioni di mercato fatte e avallarle. Così come, dire che ci sono degli elementi che hanno delle qualità e che possono crescere in modo anche decisivo (ma è tutto da dimostrare e, soprattutto, se dovesse veramente fare il salto di qualità ci peserebbe ancora di più il fatto che sono dei prestiti).
Amando il calcio, studiandolo e vivendo anche materialmente con le riflessioni e i giudizi espressi in TV e su testate di vario genere, mi rendo conto che, a volte, vado oltre e divento più un tifoso che non un cronista. Ma come rifletto io (e lo trovo necessario) così sarebbe bene anche lasciar riflettere i tifosi e portarli a darsi delle risposte significative senza dover subire l'indottrinamento di chi ha interesse a fare della passione dei tifosi un business capace di solo di creare soldi.
Nelle mie riflessioni mi chiedo: Perché il calcio è così importante? La risposta può apparire banale, ma il calcio è così importante perché attira l’attenzione di tante persone, in senso psicologico potremmo dire che il calcio fa massa. Sicuramente i tifosi che seguono il calcio, potranno elencare una lunga lista di motivi per i quali si può dire che il calcio è lo sport più bello del mondo, ma, soprattutto è uno sport che fa parlare, e lo fa in modo particolare, spinge le persone.
a parlare il linguaggio della passionalità, alimenta affetti, emozioni, eccitazioni mentali….il calcio è come una grande storia, che continuamente inventa se stessa, una storia in cui ognuno può contribuire con una propria parola, un proprio argomento.
Il calcio è un esempio di ciò che in psicoanalisi si definisce come identificazione. Ci si identifica nel calciatore, nel campione, nel presidente di successo, nel giornalista (anche se in misura molto ridotta) che fa opinione.
E qui nasce la dicotomia, cioè la divisione di un'entità (la critica) in due parti che non necessariamente si escludano dualisticamente a vicenda ma che possono essere complementari. E parlo della critica giornalistica e di quella del tifoso.
Sono convinto che, lasciando riflettere il tifoso, e proponendoci in un rapporto di analisi del fenomeno calcistico, al di là delle culture di base, ma rapportandoci sulla stessa fede e sullo stesso amore per una disciplina che non dovrebbe creare nemici ma solo avversari uniti dalla stessa passione, però, anche se per colori diversi, troveremmo molti punti in comune.
E' per questo motivo che mi piace il confronto con i tifosi, anche se a volte capita di dover dare parità polemica a chi non sa discutere e vuole solo la rissa dialettica, ma è istruttivo anche per me giornalista confrontarmi con il tifoso che sa ragionare e portare con educazione avanti il suo discorso calcistico.
Da sempre ho ammirato e amato i due colori della mia squadra, in essi mi sono ritrovato in tante occasioni ed è per questo che non mi piace la ricerca affannosa delle società nel far disegnare dagli stilisti maglie sempre più strane, e a volte dimenticando i colori sociali, solo per fare business (ho letto che delle società importanti hanno una voce di bilancio molto interessante relativa alla vendita delle casacche, o magliette che dir si voglia.
Lasciamo riflettere i tifosi, è il titolo di questo servizio in attesa di quelli che scriverò alla ripresa del calcio giocato, e potrei chiudere dicendo... lasciamo riflettere i giornalisti affinché capiscano che la propria attività professionale è quella di informare, sulla base delle proprie esperienze e non quella di ''camuffare'' delle verità solo per far piacere al ''conductor'' del momento. (Gianni Lussoso)