ACQUISTI E CESSIONI FATTI SENZA PROGRAMMAZIONE
30/08/2019

Il Ferguson dei colli continua a prendere per i fondelli i tifosi presentando acquisiti fatti senza capo né coda ma non si rende conto che è stato abbondantemente scoperto e solo gli scherani aggreppiati gli tengono bordone.
I tifosi che ragionano e che si documentano, hanno capito bene che i vari movimenti non sono fatti in virtù di scelte oculate per costruire una squadra dignitosa, ma sono fatti per movimentare una serie di contratti che serviranno, poi, per camuffare, in qualche modo, le voci di bilancio.
Quei tifosi che si documentano hanno certezza che la difesa non è stata ben costruita e che presenterà dei vuoti paurosi nel corso delle gare; che a centrocampo ci sono doppioni e triploni (in numero industriale) e quindi ci sarà una carneficina al momento delle scelte e con quale criterio? Solo quello di addormentare, quanto più possibile, una piazza stanca che ha cominciato a disertare, intanto non abbonandosi, e poi scegliendo altre vie per le loro soddisfazioni di passione sportiva.
Poi, in attacco, non siamo riusciti ad avere una compattezza di valori tanto che, tra trequartisti, esterni dal piede ''sbagliato'' e centravanti che non sono né di costruzione, né di sfondamento, per il povero Zauri saranno ''pene di segugio'' al momento delle formazioni e delle scelte del modulo.
Insomma, quando la smetterà il Ferguson dei colli di giocare sulla passione dei tifosi?
Quando capirà che bisogna costruire le squadre un po' per volta confermando i buoni e prendendo, volta a volta, gli elementi, pochi, che servono e non le carrettate di giocatori buoni per il carrello dei bolliti?
Arriva il Pordenone, squadra appena arrivata da serie C e già cominciano a tremare le gambe del mister che teme, in caso di mancato risultato, di vedere accentrate sulla sua testa le ire dei tifosi che, troveranno in lui il capro espiatorio (del resto ha avallato le operazioni di mercato) o, per meglio dire, la vittima da sacrificare sull'altare dell'arroganza del Ferguson collinare.
Che il dio pallone (se esiste) ce la mandi buona. (Gianni Lussoso)