RIFLESSIONI ''CALCISTICHE''
26/08/2019

IMBARBARIMENTO DEL MONDO CALCISTICO
Passano gli anni e noto sempre di più un imbarbarimento del mondo calcistico. Avendo cominciato a frequentare il Rampigna dal 1948 ho potuto seguire le varie evoluzioni del tifo e dalla ''promiscuità'' dei primi anni con i tifosi delle due squadre mischiati nei vari ordini di posti, che a volte, ma non spesso, offrivano episodi di insofferenza alcuni dei quali portavano a delle ''salutari'' scazzottate, mitiche quelle dei ''marinari come Papiliione'', ho dovuto assistere alla ghettizzazione dei tifosi avversari in zone protette e alle tantissime manifestazioni di violenza espresse dentro e fuori del campo.
A sentire ''certi'' tifosi, che si definivano, e lo fanno ancora oggi, ultras, la loro è una filosofia del tifo che noi comuni mortali, innamorati del calcio, non possiamo capire. Secondo la loro logica, si va allo stadio per picchiarsi, già programmato, con gli avversarsi oppure dando vita a ''caroselli di tifo'' in curva senza preoccuparsi di seguire le vicende del gioco. Si canta, si balla, si fa di tutto fuorché vedere e capire la partita.
Guai a criticarli o a dire che quello non è tifo ma violenza gratuita approfittando del fatto che gli stadi sono delle ''zone franche'', sei subito etichettato come nemico.
Non ho mai capito, poi, come possa essere utile, per una squadra o per un singolo giocatore in difficoltà, urlare improperi e parolacce varie contro gli avversari... ho fatto sport per anni e quando e ro in difficoltà, specie quando ho tirato da dilettante di boxe, mi incoraggiavano le voci amiche che mi dicevano di spingere e attaccare perché stavo per superare la fatica e l'avversario, certo non mi avrebbero aiutato parolacce all'indirizzo del mio avversario.
Ma per i t tifosi di oggi gli altri sono nemici da abbattere, non appassionati di calcio che sono al seguito di un'altra bandiera... Ma questa è la crescita, l'evoluzione... e assistiamo alla diminuzione delle presenze in campo. Danno la colpa alle TV, ma se allo stadio ci si potesse andare in tutta tranquillità non ci sarebbero TV capaci di tenere l'appassionato del calcio chiuso in salotto...

STAMPA IMMATURA O SOLO FURBA.
Durante la campagna acquisiti e vendite della Pescara calcio, la stampa locale ha inneggiato spesso alla grande bravura del presidente capace di allestire una squadra di sicuro spessore e capace, a loro dire, di fare un ottimo campionato.
Il povero cronista che, come me, si era azzardato a dire che le vendite erano un po' azzardate anche perché le entrate relative non erano molto appetibili (per esempio, due milioni per Brugman...) e che cedere i migliori giovani del vivaio solo per pochi spiccioli e l'eccessivo ricorso ai prestiti significava non pensare al futuro e alla organizzazione di un patrimonio di base, era subito etichettato come nemico del presidente.
Orbene, che Sebastiani, a dire di alcuni suoi fedelissimi scherani, sia un mago perché fa con pochi soldi una squadra di Serie B, non mi pare di poterla considerare una verità assoluta da far gridare al miracolo del Ferguson nostrano.
Basterebbe, infatti, prendere un foglio e segnare tutte le vendite fatte dal 2012 a oggi; tutti i prestiti; i giocatori svenduti e che oggi sono tantissimi in formazioni ufficiali di A e di B; i vari costi di gestione ricavabili dai bilanci ufficiali, per chiedersi sommessamente, ma con forza, dove cavoli sono finiti i soldi?
Ma quando senti qualcuno che dice che nulla gl'importa di come siano stati utilizzati i soldi (molti) basta che il Ferguson nostrano garantisca la Serie B, allora sorridi commiserando chi trova gusto nel sentirsi preso per i fondelli.
Poi arriva il primo riscontro vero del campionato e gli stessi ''che inneggiavano'' alla bravura commerciale del presidente, scrivono a chiare lettere che mancano quattro elementi su undici per poter fare un campionato dignitoso...
Ma andate al mare e sciacquatevi bene alche, e soprattutto, la lingua marrone.
M;a a questo punto, per aver scritto e detto che il Ferguson nostrano finora ha solo pensato ai fatti propri e non a quelli della Pescara calcio, sono stato accusato da alcuni tifosi (pochi per la verità) di essere un nemico del Pescara, mi chiedo se dire la verità su Sebastiani e sulla sua gestione (preciso che al suo posto fa bene anche considerando che la Pescara Calcio è il suo lavoro primario) significhi non amare il Pescara come se Sebastiani fosse il Pescara... ma andatevene a... E, per chiudere, mi viene voglia di dire che la nostra stampa non è immatura, ma solo molto furba alla faccia di chi crede che Cristo sia morto di freddo. (Gianni Lussoso)