LA LOTTA IMPARI DI UN ''PAZZO'': ROBERTO BERARDOCCO
20/08/2019

Naturalmente il titolo è solo provocatorio che propongo sulla base di una superstizione o credenza popolare per cui chi è stato soggetto a TSO è un pazzo e come tale va penalizzato in tutti i modi possibili e immaginabili.
Per chi non avesse seguito i miei precedenti servizi, succintamente, ricordo che il TSO è il ricovero coatto e forzato del paziente che ha bisogno di cure psichiatriche immediate e che è ritenuto potenzialmente pericoloso per se stesso e per gli altri.
Basta, per la legge ordinaria, che un assistente sociale, o un medico (anche senza visitare direttamente il paziente), solo sulla dichiarazione di un sindaco o di un agente della polizia municipale dichiari che il soggetto deve essere ricoverato perché venga di fatto ''arrestato'' e sottoposto a delle cure invasive con l'uso di medicinali a volte molto dannosi e spesso anche di quelli ritirati dalla circolazione per gli effetti negativi riscontrati.
Sarebbe necessario un rafforzamento del sistema di garanzie procedurali, introducendo per lo meno le basilari tutele previste per le persone in stato di arresto. Per quanto ci riguarda, a disporre il TSO dovrebbe essere il Pubblico Ministero e non il Sindaco. Il Sindaco assieme ai due medici di cui uno specialista in psichiatria devono solo proporre al P.M. il quale con apposito provvedimento chiede la convalida al Giudice tutelare.
Se il paziente non è preso con la forza, non ci dovrebbe essere nessuna necessità di altri interventi coercitivi. Ma nel caso specifico riguardante Roberto Berardocco, che aveva posto in essere un atto dimostrativo (finto tentativo di suicidio) per richiamare l'attenzione su un suo disagio relativo al trattamento riservato, a suo dire, al figlio calciatore, viene a trovarsi nella condizione di essere ritenuto pericoloso e quindi posto nella condizione di subire il TSO.
''Quando è stato disposto questo trattamento a suo riguardo?''
''Il 4 settembre 2015 alle ore 12,36 su proposta della dottoressa Bolino Francesca e convalidata dal dottor D'Incecco Antonio mi viene dato il primo TSO senza che potessi in alcun modo precisare la mia reale situazione psicologica e senza che potessi chiamare qualcuno di fiducia per potermi difendere dall'evidente sopruso. Da premettere che la sera precedente la dottoressa Renzetti Daniela in pronto soccorso, invece di farmi una visita medico psichiatrica per cui era stata chiamata, si consultò con le forze dell'ordine redigendo, poi, un verbale di arresto con evidenti errori di valutazione e senza che fossero precisati i reali momenti del mio atto dimostrativo.''
''Aver subito il TSO le ha procurato danni professionali?''
''Notevoli danni in quanto al 30 settembre 2015 la Talent Management Group di mia proprietà, con i suoi 49 addetti, aveva stipulato 443 contratti di valorizzazione e assistenza gestionale on line di calciatori. Naturalmente è facile intuire che la mia corposa attività desse fastidio nell'ambiente dei Procuratori e dei Direttori Sportivi e il primo ad approfittare del mio TSO fu Donato di Campli che per primo avvicinò Favilli Andrea che aveva firmato il contratto con Talent Management Group in data 15/08/2015 e poi Riccardo Orsolini che aveva firmato il contratto in data 16/09/2014 e a questi seguirono altri 21 calciatori. Subito dopo ci fu un'autentica caccia all'accaparramento dei miei assistiti e a farla da padrone furono la CDR & Palomba Management che mi presero circa 20 giocatori; Danilo Caravello altri 15; Reset Group altri 15; Pastorello una decina; e poi Pagliari, Zavaglia, Zampacorta, Magnani e tanti altri che si sono spartiti il pacchetto calciatori un po’ per uno e tra questi anche il dottor Trotta (padre di un calciatore passato poi a Di Campli), che ha gestito il mio ricovero, il mio primo TSO sottoponendomi a terapie ritenute lesive con iniezioni che erano state da tempo ritirate dal commercio.''
''In seguito cosa ha fatto per tentare di difendere la sua attività ormai ridotta a zero, o quasi?''
''Ho presentato denunce querela contro tutti coloro che mi avevano danneggiato al Presidente della Procura di Pescara per le azioni subite e che ritengo essere contrarie alla legge e ho chiesto fossero sentite le persone informate sui fatti descritti nella mia denuncia. Inoltre ho chiesto di essere avvisato ai sensi dell'art. 406 C.P.P. nel caso in cui il Pubblico Ministero avanzi formale richiesta di proroga delle indagini preliminari. Ho chiesto anche di essere avvisato nel caso in cui, ai sensi dell'art. 408 C.P.P., il Pubblico Ministero presenti richiesta di archiviazione se la notizia di reato dovesse rivelarsi infondata e ho allegato tutti i documenti utili e necessari.''
Questa in sintesi la impari lotta di ''un pazzo'' (in tal modo vengono giudicati in modo assurdo i colpiti da TSO) che cerca di difendere la sua vita, il suo lavoro e di riavere quella dignità sociale che gli è stata annullata in modo arbitrario e ingiusto e che è un diritto inalienabile sancito all'art. 3 dalla nostra Costituzione. (Gianni Lussoso).