SABATO SI COMINCIA SUL SERIO
19/08/2019

Tra pochi giorni palla al centro e si comincerà a fare sul serio e andranno in soffitta le chiacchiere di queste settimane di attesa.
Chiacchiere, comunque, non fini a se stesse ma utile per capire e confermare alcune situazioni che vanno concretizzandosi e, a volte, stanno diventando perniciose.
Mi riferisco a tre situazioni particolari: rapporto stampa società, rapporto giornalisti e tifosi, rapporti tra tifosi nell'era dei social.
Mai come in questo periodo la stampa non ha aiutato il presidente a fare meno errori. Si sa bene che la stampa ha il compito primario della sfida per la verità ed è un dovere per quelli che fanno del mestiere una missione e che inseguono il profitto attraverso la qualità.
Si vince la partita arrivando prima del concorrente, ma soprattutto mettendo con le spalle al muro i “potenti” con le notizie, con le prove, con la verità raccontata.
Facendo bene il proprio lavoro, non solo si informano i lettori (quindi nel nostro caso i tifosi) ma si aiuta concretamente il padrone di turno a confrontarsi con le idee della stampa non cloroformizzata e a migliorarsi evitando la manfrina del tutto va bene, ''abbiamo fatto una squadra che sarà tra le protagoniste'' e dopo un mese riconoscere che serve tornare sul mercato per completare una squadra che è zoppa in alcuni settori rivalutando i commenti di chi era stato troppo superficialmente considerato ''nemico personale del padrone'' solo perché aveva detto e scritto, un mese prima, ciò che oggi essi scrivono con enfasi.
Avessero fatto prima il loro lavoro, in libertà di pensiero, probabilmente avrebbero fatto un piacere prima di tutto ai loro lettori e poi anche al presidente.
Rapporti giornalisti e tifosi:
E' storia risaputa che il giornalista è considerato bravo quando i suoi pensieri sono come quelli del tifoso che si propone in veste di critico storico-tecnico-letterario.
Non lo è quando i suoi servizi sono contrari.
Ma sarebbe buona norma considerare gli scritti per quelli che sono: ricerca della verità e non solo tentare di declassarli come lotta personale con il potere (e non si capisce l'utilità per il cronista che avrebbe tutto da guadagnare, invece, facendo da megafono del presidente). Assurdo dire che se un cronista, nella sua ricerca delle verità, evidenzia delle situazioni dubbie sulla base dei bilanci della società e personali del presidente, è un nemico er non si cerca di capire il messaggio implicito e chiaro che vuol far capire come certe operazioni di mercato siano dubbie e che possono sottintendere manovre personali e non utili per la società.
E quando un cronista con coraggio, rinunciando anche ai benefici delle benevolenza del padrone, mette in luce aspetti che sono criticabili, è assurdo sorvolare su certe verità dicendo che un presidente di una società di calcio fa quello che gli pare perché è il padrone, e basta che in qualche modo mantenga la categorie pu non sapendo giustificare come sono stati impegnati i tanti milioni incassati e non investiti per la crescita di un patrimonio calcistico che, al momento, è di poco superiore allo zero e che molte operazioni, tipo bond e prestito ingente della Fondazione, sembrano più operazioni per mettere le mani nelle tasche dei tifosi che per far crescere il valore della società sportiva nel suo insieme.
Terzo punto, il rapporto tra tifosi nell'era dei social.
La presenza di canali sempre aperti attraverso cui entrare in contatto con altri fan e con la propria squadra ha fatto sorgere esigenze nuove: maggiore frequenza di comunicazione e di aggiornamento pianificati, grande visibilità delle produzioni e dei discorsi dei tifosi, conseguente necessità di gestione delle loro conversazioni con tecniche specifiche.
Un mezzo eccezionale che dovrebbe promuovere la crescita culturale dei tifosi e che spesso, invece, diventa mezzo per offendere chi non le pensa allo stesso modo; non confronto di idee, ma scontro tra starnazzanti personaggi che usano il social solo per dimostrare a se stessi di essere vivi e, comunque, presenti.
Sarebbe così importante, invece, usare i social non per offendere, ma per acculturarsi a livello tecnico e non solo calcistico.
Comunque, come scritto in apertura, si va a cominciare.
L'allenatore ha evidenziato che gli mancano delle pedine. I giornalisti di parte hanno fatto marcia indietro e appoggiano le richieste del signor Zauri e pare che lo stesso Sebastiani, oggi, sia della stessa idea.
Buon campionato a tutti e sempre forza Pescara, anche se, personalmente, continuerò a cercare le verità utili per crescere tutti insieme. (Gianni Lussoso)