LUCA BERARDOCCO UN TALENTO BRUCIATO DA VAMPIRI DEL CALCIO
08/08/2019

Ci deve essere una legge non scritta nel calcio che dice come un ragazzo di talento, se non rientra nelle ''grazie'' di un presidente o di un allenatore, e anche di un procuratore, può vedere distrutte le sue possibilità di carriera e doversi accontentare di società di categorie inferiori alle sue possibilità tecniche pur di giocare. Uno di questi talenti è Luca Berardocco.
I suoi dati tecnici dicono che è alto 174 cm, è un centrocampista, un piede sinistro che disegna geometrie inarrivabili per molti, la sua squadra attuale è il FC Sudtirol. Una carriera fatta di tanti cambiamenti di società e non sempre decisi per il suo bene da chi avrebbe dovuto difenderne gl'interessi.
Partito dall'Under19 della Pescara calcio nel 2011 passa nella rosa titolare della prima squadra nel mese di maggio, ma viene ceduto subito al Pisa nel luglio dello stesso anno. Il Pisa lo presta al Viareggio, lo riprende per poi farlo tornare a Pescara nel giugno del 2012. Nel gennaio 2013 il Pescara lo dà in prestito al Feralpisalò e lo riprende a fine stagione.
Passa al Parma a titolo gratuito nel luglio 2013 e viene ceduto in prestito al ND Gorica e ripreso sempre dal Parma per fine prestito nel 2014 che lo gira sempre in prestito nel mese di luglio al Crotone. Rientra a Parma per dine prestito e nel gennaio del 2015 passa in prestito al Como che lo ridà al Parma per fine prestito nel giugno del 2015. A titolo gratuito dal Parma passa alla Carrarese e siamo nell'agosto 2015.
Nel 2016 passa sempre a titolo gratuito alla Sambenedettese e che poi lo cede al Padova. Il 31 agosto del 2017 si accasa sempre a titolo gratuito al Sudtirol.
Un talento si vede da lontano così come un piede magico e l'istinto particolare che fa di un calciatore un campione. Ma questo talento Luca Berardocco non ha potuto mai a metterlo a frutto, non è mai riuscito a fare l’ultimo step, e non per colpa sua.
La storia di Luca Berardocco è la storia di un urlo strozzato in gola. Di un sogno sfiorato da riporre nel cassetto. Di quello che poteva essere e non è stato. E' la storia di un calciatore destinato a diventare famoso ma che, davvero famoso, non lo è mai diventato per colpi di alcuni personaggi che sfruttano calcio e calciatori con una disinvoltura ed una cattiveria che dovrebbero essere non solo censurati ma puniti, penalmente, con un risarcimento danni.
Luca Berardocco, talento assoluto, tutto estro, tecnica, genialità, dribbling, corsa, insomma, bello da vedere sul campo.
La storia di Luca parte da lontano: cresciuto nelle giovanili della S.S. Montesilvano suo allenatore storico il professore Luigi Di Giandomenico suo grande estimatore, passa agli Esordienti sotto la cura di mister Marco Mosca, ma il primo che si accorge che quel ragazzo ha la stoffa del campione è il mister Roger Mendy che in quell'anno allena la prima squadra e al pomeriggio si diletta con i ragazzini.
Roger Mendy era un ex calciatore senegalese, di ruolo difensore. Era arrivato a Pescara nel 1992 giocando sedici partite in Serie A e l'anno dopo 11 partite in Serie B. Dopo il ritiro è diventato allenatore di calcio giovanile a Montesilvano, dove si è stabilito al termine della carriera, per poi tornare a Dakar per allenare la squadra locale.
Al termine di una partita di allenamento Mendy si rivolse al padre di Luca Berardocco, Roberto, e gli disse: ''Ho fatto fare una esercitazione particolare ai ragazzi a diversi gradi di difficoltà e solo Luca ha superato pure il livello 4, e dei ragazzi che ho allenato è la prima volta che mi capita, Luca ha una marcia in più.
La squadra Esordienti giocò una partita contro la Pescara Calcio che le aveva vinte tutte. Inutile dire che il Pescara perse dopo una partita molto combattuta e molto ben giocata da Luca che segnò, marcato da Capuano, scartando pure il portiere.
A fine partita il mister del Pescara, Marcello Rosato, entrò nel nostro spogliatoio e, dopo aver fatto i complimenti a tutta la squadra si rivolse all'intimidito Luca e gli disse:'' Ti aspetto al Pescara'', lo salutò con un abbraccio e se ne andò.
Infatti il Pescara cominciò le trattative per avere Luca e inviò a Montesilvano, Silvano Crisante che già conosceva Luca per averlo allenato quando aveva 6 anni e da bambino timido e introverso trovò Di Berardino che gli disse di andare al campo portandosi le scarpette perché lo avrebbe fatto giocare. I compagni di Luca erano tutti più grandi di lui ma appena ebbe il pallone tra i piedi dimostrò fin da allora (aveva solo sei anni) tutto il suo naturale talento e cosi iniziò l'avventura a 12 anni, il primo mister Marcello Donatelli, molto bravo, ci sapeva fare con i ragazzi, al primo torneo che fecero a Pasqua a Roma lo vinsero e successivamente il campionato Giovanissimi Nazionali dove Luca fece molto bene, e poi l'anno degli Allievi ebbe il miglior mister, Tonino Di Battista. Mitica la partita contro il Milan e c'era pure in campo Marco Verratti, Luca fece un partitone dando un saggio della sua bravura mettendo anche in ombra il piccolo genio Verratti, e poi il giorno dopo, sul Centro uscì la notizia che il Milan era interessato a Luca Berardocco.
Da quel giorno i procuratori cominciarono a circolare attorno a Luca e, tra questi, il lancianese Donato Di Campli.
Consigliato dal padre Roberto, Luca aspettò pazientemente che arrivasse la sua ora per migliorare la sua posizione di calciatore e il momento arrivò presto con il fallimento del Pescara e del suo presidente Gerardo Soglia di Salerno, su suggerimento di Cetteo Di Mascio, importante talent scout pescarese, decisero, padre e figlio, di prendere un procuratore perché nel fallimento potevano succedere cose strane. Consigliato da Di Mascio e anche per la sua amicizia con Giuseppe Adolfo De Cecco, arrivò l'avvocato Maurizio Levante che al signor Roberto disse: ''Se le fa piacere seguo Luca, ma senza che firmiamo niente, cosi nel frattempo ci conosciamo.''
Il Pescara fallì e niente successe, intanto il papà Roberto si preoccupò di sostenere il figlio in tutti i modi anche assicurandosi le prestazioni di un nutrizionista per meglio far crescere il talentuoso figlio.
A quel tempo alla Berretti c'era come allenatore Di Francesco che, al primo allenamento, dopo l'effettuazione dei test di Cooper, chiese a Luca di rifarli. Visti i risultati disse che mai gli era capitato di vedere un giocatore della sua età così forte fisicamente.
In quel tempo accadde qualcosa di particolare e di molto importante per la carriera di Luca.
Il papà Roberto, incontrò Giorgio Repetto ex biancazzurro e osservatore per squadre nazionali, che, invitandolo a bere un caffè gli fece uno strano discorso chiedendogli di investire circa cinquanta mila euro per facilitare la carriera del figlio Luca che, essendo bravo, aveva, però, bisogno di una spinta nell'ambiente e che lui si sarebbe interessato avvicinando i procuratori Delli Carri e Di Campli che in quel periodo aveva la procura di Marco Verratti.
Di Campli esaltò le sue capacità e la sua bravura nel gestire i giocatori e portava sempre avanti come fiore all'occhiello Marco Verratti e denigrò l'avvocato Levante dicendo che non aveva peso specifico nel settore calcistico.
Per fortuna Luca e Roberto Berardocco lasciarono perdere con grande scorno di Di Campli.
La storia di Luca Berardocco è per certi versi simile a quella di Marco Verratti ma con un finale diverso.
Cresciuti entrambi nei dintorni di Pescara, i due ragazzi hanno giocato insieme nelle giovanili del Delfino con Berardocco che ricopriva proprio il ruolo in cui il talento di Manoppello si è poi consacrato, ovvero regista e costruttore di gioco, mentre Verratti giocava da trequartista.
Il destino ha voluto che proprio nell’estate che fece da preludio all’esplosione di Verratti nel Pescara delle meraviglie di Zeman, Berardocco passasse al Pisa in prestito e il tecnico boemo decise di “abbassare” il gufetto ora al Psg in cabina di regia.
Se Berardocco sarebbe potuto diventare Verratti, non lo sapremo mai.
In ogni caso la vita non è stata troppo lusinghiera con Berardocco, ma il talento c’è sempre stato. Basti pensare, per quel che vale e più che altro per un esercizio di fantasia più che di giornalismo, che il ragazzo negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2013 era considerato anche un “fenomeno virtuale” visto che il famoso gioco Pro Evolution Soccer gli regalava valori tecnici piuttosto alti.
10 giugno 2013 Piccola diatriba tra la Pescara calcio e il giocatore Luca Berardocco che aveva chiesto la risoluzione del contratto.
Nel 2013 Stroppa lo convoca in prima squadra e lo considera molto bene. Il talento del giocatore si esprime sempre al meglio ma accadono fatti strani che portano alla rescissione del contratto di Luca: che è successo?
Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani fa sapere che nella lettera inviata dal legale del giocatore alla società, non c’è richiesta di risoluzione contrattuale tra le parti: pertanto la mancata risposta non è da attribuirsi a un’inerzia della società, ma al contenuto della lettera stessa dalla quale non si evince alcuna volontà del giocatore di risolvere o proseguire il rapporto in essere.
Lo stesso presidente è disponibile da subito ad avere un colloquio con il padre del calciatore precisando che non c’è alcun motivo ostativo alla risoluzione contrattuale e che il calciatore Luca Berardocco sarà libero di scegliere il club che riterrà più opportuno per la prosecuzione della sua formazione professionale.
1/7/2013 Finisce l'avventura al Pescara di Luca Berardocco, che attraverso un comunicato sul proprio sito ufficiale ci ha tenuto a ringraziare la società e il presidente Sebastiani: ''Si comunica che, in data odierna, il calciatore Berardocco Luca, con l'assistenza del Prof. Avv. Guglielmo Flacco e del Procuratore Sportivo Pari Fausto, ha risolto consensualmente il contratto che lo legava alla società sportiva Pescara Calcio Delfino 1936 srl.
Dicevamo che la vita non ha sempre regalato gioie al giovane di Montesilvano, che dopo l’avventura col Pescara, passata più che altro in prestito qua e là, è finito al Parma, senza mai scendere in campo, nell’enorme “giro” di compravendite della scellerata gestione Ghirardi che alla fine ha toccato le 1400 operazioni di mercato. Proprio in quel periodo il padre del ragazzo finì sulle cronache con una minaccia di suicidio, finita su diversi giornali, e strumentalizzato in modo estremamente e colpevolmente negativo, senza chiedersi il perché di un gesto dimostrativo, gesto ventilato dal genitore proprio per le conseguenze del fallimento dei ducali sulla vita professionale e personale del figlio.
Dopo Parma anche un’esperienza in Slovenia per il ragazzo prima del Como e della Carrarese.
In Slovenia, al Nova Gorica, Luca giocò quasi tutto il campionato vincendo la Coppa di Slovenia e in estate si trasferì al Crotone.
Dopo passa alla Sambenedettese nel 2017 dove fu allenato da Ottavio Palladini che lo aveva in grande considerazione, Luca passò al Padova. ” In quella occasione Luca ebbe a dichiarare:
Il 23 dicembre quando c’è stata Padova-Sambenedettese non sapevo nulla di un interessamento del Padova. San Benedetto è una bella piazza, c’è tanto pubblico e tanti tifosi, devo ringraziare tutti e anche il presidente Fedeli per avermi concesso di essere qui a Padova”
2 settembre 2017 Luca Berardocco, acquistato due giorni fa dal Südtirol-Alto Adige, ha rilasciato una intervista attraverso i canali ufficiali del club. “Sono contento di essere arrivato in questa squadra, una realtà ben vista da tutti. C’è organizzazione, sono felice. Sono a disposizione del mister. Avevo diverse offerte, ma la chiamata del Sudtirol mi ha stuzzicato di più. Ho deciso subito di accettare per fare bene in questa stagione.''
12 aprile 2019 Luca Berardocco, centrocampista del Sudtirol, ai microfoni del sito ufficiale biancorosso ha così commentato il rinnovo contrattuale che lo legherà agli altoatesini anche per la prossima stagione con opzione al 2021: “Sono felicissimo di questo rinnovo di contratto. Rimanere al Südtirol era per me una priorità: posso e voglio dare ancora molto a questo Club col quale ho sin qui vissuto due stagioni bellissime, fra le migliori della mia carriera. Questo rinnovo è per me uno stimolo in più per disputare un grande finale di stagione con i miei compagni di squadra”.
In chiusura di questo servizio è da porre in evidenza che ci sono personaggi del calcio che hanno sulla coscienza la mancata realizzazione a livelli altissimi di Luca Berardocco. Il papà Roberto, che ha seguito la sua crescita da Montesilvano ad oggi è deciso a chiamare in causa chi dovrà rispondere e lo farà con l'apporto professionale dell'avvocato Devetak Cibej che sta curando tutta la pratica. (Gianni Lussoso)