LA NAIADI NON PRIMA DI FERRAGOSTO, DI CHI LA COLPA?
05/08/2019

Torno a scrivere delle Naiadi dopo che riuscito con i miei servizi a far esplodere il bubbone che stava letteralmente spolpando le Naiadi e aver lasciato campo libero ai colleghi che, prima mi accusavano di condurre una ''fantasiosa inchiesta'' e poi, a cose fatte si misero all'opera come se avessero loro scoperto tutto il malessere delle Naiadi.
Il guaio di questa stampa locale è che fa giornalismo da ''scrivania'' e si accontenta della telefonata fatta al potente di turno per farsi ragguagliare (stessa cosa fanno nel calcio quando, invece di scoprire le realtà del Delfino, telefonano al presidente chiedendo le novità che ci sono...)
In questo modo ci hanno detto, pomposamente, che l'assessore al Bilancio e Patrimonio, Guido Quintino Liris, ha consegnato il 13 giugno le chiavi dell'impianto natatorio Le Naiadi di Pescara al nuovo raggruppamento di imprese che si sarebbe occupato della riapertura dell'importante complesso sportivo. Non poteva mancare il nuovo presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
La struttura fu affidata alla società mandataria Pinguino Nuoto S.S.D. che rappresenta la Società Pescara Nuoto e Pallanuoto S.S.D., l’ASD Club Aquatico Pescara e la Gollum Climbing Academy.
Il direttore generale del raggruppamento di imprese è Nazareno Di Matteo ex candidato alla carica di Sindaco alle ultime elezioni comunali di Avezzano, presidente della Pinguino Nuoto di Avezzano.
Una gestione provvisoria affidata dagli uffici della Regione in tempi strettissimi, grazie alla collaborazione di tutti gli attori coinvolti, nel tentativo, fallito, di garantire la riapertura delle Naiadi già dal 30 giugno, in occasione di una manifestazione sportiva, e dal 1 luglio al pubblico.
Tutte le promesse fatte in occasione della ''inaugurazione'' dai vari politici sono saltate per colpa di un acquazzone e di una violenta grandinata e il nubifragio del 13 luglio (stesso giorno un mese dopo della inaugurazione), ha creato nuovi disagi alle piscine Le Naiadi, per problemi ai trasformatori e un blackout elettrico.
Nessuno che abbia detto come la Pinguino nuoto si sia assicurata la gestione delle Naiadi pur avendo presentato una offerta inferiore a quella di Serraiocco di molte decine di migliaia di euro e abbia vinto solo in virtù di un miglior ''punteggio tecnico'' e che la stessa Società si era vista assegnare con un bando raffazzonato e preparato in pochi giorni, quando la concessione esistente era scaduta, da ben dieci anni, a gennaio e, colpevolmente, gli organi regionali, avevano dimenticato di preparare in tempo utile un bando a livello, non solo nazionale, in modo da poter avere dei gestori di alto livello.
Comunque, se il bando fosse stato fatto in tempo utile, si sarebbe evitato prima di tutto il fallimento della Progetto sport e tutte le difficoltà sorte dopo proprio a causa del fallimento condotto anche in maniera troppo superficiale come già denunciai con i miei articoli.
Detto questo, quei politici che di fatto hanno creato e favorito la situazione di grave disagio della struttura, ora, da opposizione politica, cercano una verginità ''pelosa'' addossando le colpe a chi, ha fatto, proprio con il loro appoggio, il comodo loro con notevoli guadagni anche personali.
Infatti, (e la raccolta dei miei articoli su Agenzianotizie.it sta a dimostrarlo) le Naiadi non possono essere riaperte, se non dopo ferragosto, perché ora, dico ora, si sono accorti che mancano quelle certificazioni da me evidenziate da più di un anno e che riguardano impianti elettrici, antincendio e idraulici.
Al momento attuale, quindi, i danni del maltempo sono stati quasi completamente annullati ma, senza le certificazioni, Di Matteo non può ripartire.
Altro caso da redimere è quello relativo ai 25 dipendenti della struttura che, al momento, sono indennità di disoccupazione e hanno realizzato un accordo sindacale che, però, non può essere ufficializzato se la Regione non procura le relative obbligatorie certificazioni.
Per finire, cosa hanno deciso per il bassorilievo di Giuseppe Di Prinzio, Le Naiadi, abbandonato fra le erbacce molti anni senza alcuna cura e manutenzione nonostante il noto esperto d'arte milanese, Carlo Ariosto, avesse fatto notare il grave danno di quella trascuratezza indice di ''ignoranza'' e di poco rispetto per la famiglia Di Prinzio donatrice dell'opera. (Gianni Lussoso)