GRAZIE PRESIDENTE SEBASTIANI...
05/08/2019

Folli di felicità per le tre vittorie consecutive in altrettanti incontri amichevoli, ebbri di gioia per il mercato finora fatto che ci ha tolto alcuni pesi come Brugman, Perrotta, Kanoutè, Monachello, Gravillon, Antonucci, Mancuso, Del Sole, Capone che correvano poco e pretendevano molto e che hanno reso, almeno dei bei soldini, affascinati dalla bravura del nostro Ferguson che ha saputo prendere fior di giocatori pagandoli un niente, come Brunori, Di Grazia, Busellato, Maniero, Chochev, Cisco, Tumminello, Galano, Ta Bi giusto per citarne a memoria alcuni che a conti fatti hanno reso sei milioni trecento mila per le cessioni e 500 mila per gli acquisiti come dire che il nostro presidente è un mago delle trattative e sa trasformare in oro ogni cosa che fa, quindi non ci resta che gridare viva il presidente e accorrere festanti allo stabilimento balenare per dividere con lui lo champagne offerto per festeggiare quello che sarà un nuovo anno meraviglioso della sua gestione.
Già c'è la fila dei clienti che si sono tassati per abbonarsi e che vanno a confermare la loro fede nel leader, unendosi a quei miti della stampa locale capaci di usare mille parole per dire il nulla ma che lo dicono così bene da meritarsi la carezza e la pacca sulle spalle da parte del loro mitico benefattore.
Nel mentre ascolto qualche beota che inneggia al presidente, perché ci ha fatto fare la Serie A (che i record negativi siano stati tutti dei biancazzurri è un dettaglio molto trascurabile) e ci ha confermati in Serie B penso che sono gli stessi ''Clienti'' a favorire e alimentare la forza e il potere di quei capi che sono più dannosi per le organizzazioni e per i singoli.
L'irresistibile fascino dei capi senza pregi e l'ambivalente rapporto che abbiamo con il potere ci fanno sentire più sicuri, quasi prescelti e ci accolgono in una comunità vincente. Ci offrono doni “pelosi” in cambio del nostro sostegno. Accrescono il loro potere quanto più immaturi sono i nostri comportamenti desiderosi di delegare responsabilità e alla ricerca disperata di conforto effimero.
In cambio lasciano la società senza un suo patrimonio concreto, con giocatori prestati e con la proprietà di alcuni che sono ultra maturi per il ''carrello dei bolliti''.
Ma il Ferguson dei Colli ha una abilità portentosa nel mettere gli uni contro gli altri e non alimentano altri leader, inclusi i loro potenziali successori. Anzi ne impediscono la crescita. E sono convinti di poter continuare a fare e disfare perché i clienti abboccano, forti della loro fede e ringraziano il presidente perché si impegna a regalare loro il divertimento settimanale al seguito di una formazione che, ancorché non sia di proprietà, garantisce la presenza in Serie B.
E un presidente che ha una sua natura “da pelo sullo stomaco”, che però per una specie di sortilegio fa strada, anche per colpa dei ''clienti'' che dimenticano facilmente le offese e i cattivi comportamenti subiti sulla base del ''però ci tiene in Serie B...''
E dunque se i ''clienti'' si ritrovano un capo che pensa più al suo guadagno personale che a rendere forte la società, che millanta progetti e li presenta come facilmente realizzabili con la sua bravura mostruosa e con i partner altolocati di cui si circonda, salvo poi farli dimenticare con la presentazione di altre faraoniche invenzioni, devono sapere che è anche colpa loro.
Esperti di studi sui comportamenti dei capi che ricevono consensi da ''clienti'' che, invece di reagire, accettano e spesso favoriscono chi li taglieggia e sono gli stessi ''clienti'', consapevoli o meno, a spingere il nostro Ferguson verso comportamenti molto utili per lui e per la sua cricca ma dannosi, alla lunga, per la società calcistica che, ripeto, non ha un suo parco di giocatori validi, non ha un programma di crescita se non quello relativo a ''prendi i soldi e vendi anche il quindicenne ottimo per la plusvalenza...''
Il fatto è che gran parte dei ''clienti'' sono dominati da una specie di perpetuo infantilismo irrisolto per colpa del quale finiscono per privilegiare, sostenere, tollerare il Ferguson dei Colli perché, intanto, ci dà la Serie B e, implicitamente, fa le sue promesse (che non mantiene tanto che i tifosi non clienti lo chiamano ''pinocchio'') e fa sentire speciali quegli operatori della disinformazione quotidiana che considerano successi le vendite di giocatori validi a quattro soldi, e grandi affari i prestiti di cui la società si vanta.
Tra le azioni concrete che si potrebbero attuare con il Ferguson nostrano ci sarebbe quella di confrontarsi con lui argomentando il più spesso possibile.
Ma ciò non è attuabile perché il grande presidente non si confronta, non dialoga, ma impartisce sermoni attraverso i canali mediatici aggreppiati e controllati e si ritiene al di sopra della critica di quelli che clienti non sono, ma che devono comunque subire la tirannia dei suoi illuminanti pensieri calcistici che lo pongono anche al di sopra anche dei tecnici che sono destinati solo a far da collaboratori passivi e accettare le ''intuizioni quasi divine'' del Ferguson nostrano. (Gianni Lussoso)