IN ATTESA DEL CALCIO VERO
03/08/2019

CHI LA SPARA PIÙ GROSSA
In questi giorni di calcio parlato, in molti si divertono a commentare chi la spara più grossa e chi, per una volta che si avvera un movimento di mercato, si autocelebra con la solita stantia frase ''come avevo anticipato''... dimenticandosi che nei giorni precedenti aveva anticipato decine di nomi che poi, immancabilmente, sono finiti in altre squadre.
A farsi due risate sotto l'ombrellone è bastato rileggere l'elenco dei tanti giocatori che il Delfino stava per contrattualizzare e vedere, poi, che sono finiti in altre società e, per quanto riguarda le cessioni, a volte, sono stati ceduti giocatori, anche se hanno portato soldi nelle casse sociali, a società che disputano la serie B, per cui li avremo come avversari...
ALTAFINI E LA PENSIONE SOCIALE
Non fa ridere, invece, la notizia che un noto campione, Josè Altafini, osannato negli anni dal 1955 al 1980, due campionati del mondo con il Brasile, uno con l'Italia, ammirato e idolatrato con il Milan, la Juve, il Napoli facendo scrivere fiumi di parole a chi lo considerava un ''coniglio'' o un grande attaccante, passato poi a commentare le partite su Sky, che oggi vive con una pensione sociale di 700 euro al mese ed è dura farlo a più di ottant'anni specie per chi ha guadagnato, e speso, decine di milioni.
Ma perché non lo utilizzano più in TV dove pure aveva molti affezionati seguaci?
''Arrivarono dei personaggi che mi facevano la guerra per prendere il mio posto e io ho detto tanti saluti, amici. In Italia a volte è premiata la raccomandazione e non la competenza. Mettono i giovani che urlano senza fantasia. Quando li sento abbasso il volume. Io ho inventato il manuale del calcio, il golasso''.
E pur tra le mille delusioni di questi ultimi anni, dice di essere soddisfatto della sua vita: ''Una vita bellissima, tutto quello che sognavo mi è capitato. Ho fatto il lavoro che desideravo e non stavo tanto lì a guardare orari e diete come fanno adesso.''
Con il collega aquilano Dante Capaldi, abbiamo un ricordo che riguarda Altafini che era in ritiro all'Aquila con il Napoli che lo aveva acquistato insieme a Sivori. Per dirla in poche battute, il magazziniere napoletano, si mise d'accordo con il collega aquilano e fecero un buco nella rete, dopo di che, d'accordo con alcuni cronisti al seguito, fecero calciare Altafini e l'indomani uscì sui giornali sportivi la foto del grande goleador che avevva ''sfondato la rete''.
Il calcio cerca nuove soluzioni per evitare sia gli errori arbitrali, vedi il VAR, e sia la violenza di alcuni giocatori che fanno del ''fallo tattico'' una vera arte.
SOSPENSIONE A TEMPO
L'ultima proposta, che in questi giorni, nei tornei minori stanno provando in Inhilterra, si chiama sospensione a tempo.
Di fatto, con un cartellino arancione, che sostituisce il giallo, più grave di un' ammonizione e più clemente di un rosso, l'arbitro dirà ad un giocatore reo del fallo, di uscire dal terreno di gioco e rientrare dopo dieci minuti costringendo, quindi, la sua squadra, a giocare in inferiorità numerica.
Questa ''punizione'' è stata già da anni adottata nel rugby e in altre discipline con notevole successo.
A ben rifletterci sembra giusto che la squadra che ha subito il fallo ne tragga un parziale ''risarcimento'' potendo giocare con l'uomo in più anche se solo per dieci minuti.
Del resto, non sembra errato punire un giocatore con il cartellino giallo che poi, sommato ad altri, porta il giocatere ad una squalifica che va a favorire l'avversario di quella giornata calcistica, senza che abbia acquisito diritti per questa specie di ''gratificazione''.
Molto più giusto appare che, a trarne ventaggio, sia proprio la squadra che ha subito l'atto falloso nella stessa partita in cui è accaduto. (Gianni Lussoso)