QUANTA SOFFERENZA E QUANTE INOSSERVANZE
30/07/2019

Da quando ho cominciato ad interessarmi dell'uso indiscriminato del TSO per determinate persone bisognose di attenzioni per situazioni di stress emotivo, sono stato ''letteralmente subissato'' da telefonate e da e mail da parte di persone che hanno subito, a loro dire, delle gravi pressioni.
Il rischio più grosso che una persona può incontrare, quando si trova in situazioni di sofferenza emotiva, è quella di passare dallo stato di persona che soffre a causa dei suoi problemi, allo stato di paziente psichiatrico.
La sua sofferenza, invece di essere affrontata con i criteri idonei che accompagnano i momenti di crescita dell’essere umano, cade spesso in mano a professionisti che si servono di strumenti di valore scientifico inesistente. Infatti a ben analizzare le situazioni si evince che:
Non esiste una scienza della psicologia universalmente accettata.
La Psicologia non è fornita di principi o ‘fatti’ che abbiano la minima coerenza.
L’unica cosa che c’è è solo una grande confusione di idea frammentarie.
Di fronte all’evidenza che psicologia e psichiatria sono pratiche professionali molto diffuse elaborate ma che non sono fondate su alcuna scoperta scientifica valida, ci dobbiamo domandare perché queste professioni hanno raggiunto tanto potere negli ultimi anni.
La ragione principale è che nella sua stragrande maggioranza la psichiatria risponde alla necessità di riportare sotto controllo sociale gli elementi della società che cercano di vivere la propria esistenza secondo il loro proprio punto di vista, e non secondo quello che viene deciso da chi è al potere.
Di solito quando ci si trova di fronte ad una persona stressata e che ha bisogno di un aiuto la cura prescritta è la somministrazione di psicofarmaci che hanno già causato diverse morti nonché danni gravissimi alla salute psicofisica.
Se si riesce ad evitare un avvelenamento da psicofarmaci, si corre sempre il rischio di entrare nel vortice di una psicoterapia.
La spinta ad interessarmi del problema mi è venuta dalla richiesta di un noto personaggio cittadino, Roberto Berardocco, del quale ho scritto il dramma che sta vivendo e che continua a dover subire.
La legge 833 prevede, che si possa legalmente predisporre un T.S.O, solo nel caso in cui ci sia un rifiuto della terapia proposta da due medici. Nel momento della predisposizione del T.S.O, da parte del sindaco, il ricoverato ha diritto a ricevere una notifica, che molto spesso non arriva. Inoltre, nel caso di Berardocco e di altre persone che mi hanno parlato del loro caso, si arriva ad una sorta di sequestro sanitario anche con delle forzature tipo la impossibilità da parte del paziente di ricevere assistenza legale e di poter comunicare con l'esterno visto che il telefonino viene loro sequestrato.
E' imperdonabile che si calpesti i pochi diritti del paziente psichiatrico, sanciti da una legge che va rispettata. I miei articoli che potete trovare nell'archivio di Agenzianotizie.it e che sono stati inviati a decine di giornali nazionale, hanno suscitato un certo scalpore perché sono tante le persone che sono oggi in queste condizioni di sudditanza causa l'uso indiscriminato del TSO e l'avvocato che sta seguendo la pratica di Berardocco, che ha fatto suo tramite richieste di risarcimento danni, ha ritenuto opportuno prendere contatti epistolari e mi ha precisato che la sua attività è tutta protesa a ridare giusta credibilità al presidente Berardocco perché: ''Non capisco come possa essere trattato in Pescara in questo modo negativo, come disturbato psichiatrico, una persona che in Slovenia è considerata personaggio importante credibile fin da avere mandato per grandi appalti, scelto fra tanti concorrenti. Il presidente Berardocco è a capo di una holding con quasi 50 collaboratori, con contratti in tutte le lingue, ed è un imprenditore capace.''
Pertanto il lavoro del gruppo che fa capo all'avvocato Devenak ha preso di petto la situazione dell'imprenditore (a questo punto definiamolo iatolo-slovacco) e ha inviato una serie di lettere e contestazioni a chi è ''abituato a valutare il presidente Berardocco con pregiudizio e, quindi, ho rivolto denuncia contro amici, parenti, avvocati, commercialisti che risponderanno davanti alla legge del loro comportamento discriminante penalmente e risarcitoriamente. Io e il mio staff abbiamo spedito email a tutti gli avvocati di Pescara.''
L'operazione promossa dall'avvocato editor Devetak Cibej ha creato un certo interessamento nell'ambiente forense pescarese e molti avvocati mi hanno scritto, e per dovere di cronaca devo riportare a completamento dei miei servizi giornalistici, affermando, in buona sintesi che: ''lo spamming di fatto realizzato via Pec dal difensore sloveno del sig. Berardocco non ha nulla a che vedere con un mirato e sensato invio di diffide via Pec, cui fa cenno in uno dei Suoi articoli.
A titolo di esempio, io stesso non sono in alcun modo coinvolto nella ''querelle Berardocco'' come l'ha definita Lei, eppure compaio nel lungo elenco di avvocati destinatari della Pec del difensore sloveno, contenente citazione di diversi Suoi articoli.''
Prendo atto e pubblico ma è giusto anche sottolineare che l'operazione condotta dall'avvocato sloveno Devetak è servita, almeno, a far conoscere una situazione che non riguarda solo Berardocco, ma centinaia di altre persone in tutta Italia. (Gianni Lussoso)