PIOGGIA DI MAIL DELL'AVVOCATO DEVETAK PER IL CASO BERARDOCCO
28/07/2019

L'inchiesta che sto conducendo per l'Agenzianotizie sul trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e sulle sue possibili prevaricazioni a danno dei pazienti, mi sono ''imbattuto'' nel dramma personale di Roberto Berardocco di Montesilvano il cui caso ho trattato abbondantemente nei precedenti articoli che sono disponibili nell'archivio di www.agenzianotizie.it.
Il signor Berardocco, con una serie di denuncie, ha precisato come la sua reputazione, oltre alla sua libertà personale, siano state colpevolmente danneggiate dall'uso indiscriminato del TSO e per vedersi riconosciuto il diritto a un risarcimento per danni subiti si è rivolto all'avvocato Devetak Cibej studio legale-editor nato in Bratislava specializzato in ''work compensation'' risarcitorie costituito ''units intent'' ''unità intenti''p.i. SI70654409.
Nella sua opera diretta a vedere riconosciuti i diritti del signor Berardocco, l'avvocato Devetak con azione molto efficace ha letteralmente inviato una pioggia di email contro tutti coloro che, a suo dire, sono tenuti a rispondere dei danni subiti dal signor Berardocco.
In questi giorni, infatti, molti professionisti di Pescara e di Montesilvano che in un modo o nell'altro sono stati interessati al problema Berardocco hanno ricevuto dall'avvocato Devetak richieste di risarcimento.
A questo punto è bene ricordare, per chiarezza, che il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.) è il ricovero coatto e forzato del paziente che ha bisogno di cure psichiatriche immediate e che è ritenuto potenzialmente pericoloso per se stesso e per gli altri. La normativa attualmente vigente stabilisce che tale misura coercitiva sia disposta con ordinanza dal Sindaco del Comune dove risiede la persona nei cui confronti si vuole disporre il trattamento o del comune dove la persona momentaneamente si trova, che in qualità di autorità sanitaria emana il provvedimento.
Provvedimento emanato su proposta motivata di un medico, convalidata dalla ASL di competenza. Entro quarantotto ore dal ricovero il provvedimento deve essere trasmesso al giudice tutelare che, nelle quarantotto ore successive, deve provvedere convalidandolo o rigettandolo.
Se la misura richiesta non è convalidata, il Sindaco deve disporne l’immediata cessazione.
Il trattamento obbligatorio ospedaliero si effettua non solo sulla base della gravità del caso (per il quale si effettua un ricovero volontario), ma quando oltre alla gravità sussiste il rifiuto alle cure e non vi è possibilità di attuarle in ambito extra ospedaliero.
A tutela della persona il TSO non può essere superiore a sette giorni. Se si deve prolungare, è necessario acquisire nuovamente la convalida del Giudice Tutelare (a cura del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura).
Se durante la degenza, come generalmente avviene, il paziente accetta le cure, il TSO viene trasformato in ricovero volontario.
Nel caso di Berardocco e di altri ''pazienti'' che hanno preso contatti con la nostra redazione, ci sarebbero state delle irregolarità molto evidenti che hanno portato solo ad una sorta di ''arresto sanitario'' non essendoci le motivazioni che porterebbero al TSO. A tal proposito bisogna ricordare che la limitazione impropria della libertà personale, in particolare a persona incensurata e/o non socialmente pericolosa per le cose e persone altrui, è oggetto di risarcimento del danno patrimoniale (Corte Cass. Civ. Sezioni Unite, 5 dicembre 1987, n. 9096).
Orbene, l'avvocato Devetak precisa che: ''La comunicazione tramite lettera ordinaria o email o sms o watthsapp in Slovenia ha validità legale, quindi anche in Italia proveniente le comunicazioni da Slovenja e comunica di stare mandando contestazione a professionisti di Pescara che hanno ricevuto messaggi di denuncia da Berardocco quando era in tso in Slovenja punito l'omissione di segnalazione da 2 a 6 anni di carcere la legge antidiscriminazione è punita con sanzione pecuniaria minimo 2000,00 massimo 20.000,00 e obbligo di pubblicare su testata a tiratura nazionale articolo di scuse a disabile che ha subito discriminazione come sempre penale competenza Slovenia risarcimento Italia Pescara perché è dove e stata offesa la reputazione del paziente Berardocco.''
Questa la precisazione dell'avvocato Devetak.
Ma quale valore giuridico hanno le e-mail?
Ci si chiede, infatti, che valenza abbia una dichiarazione contenuta in un messaggio di posta elettronica, se quest’ultimo sia suscettibile di assurgere a prova in un eventuale giudizio e, prima ancora, cosa debba intendersi giuridicamente per e-mail.
Al fine di individuare possibili soluzioni alle rilevanti questioni sollevate, occorre innanzitutto rivolgere l’attenzione alla disciplina introdotta dal legislatore, il quale, preso atto dell’evoluzione tecnologica, ha inteso adeguare il dettato normativo a partire dalla L. n. 59/1997, riconoscendo e regolamentando la validità dei documenti formati e trasmessi con strumenti informatici.
Innanzitutto, tale normativa ci consente di sciogliere la preliminare questione relativa all’inquadramento giuridico dell’e-mail.
Quest’ultima, infatti, può senza ombra di dubbio, essere ricondotta nella categoria dei cosiddetti documenti informatici.
In quanto documento informatico dotato di firma “semplice”, il valore probatorio dell’e-mail è liberamente valutabile dal giudice, «tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità».
Non ci sono problemi laddove si utilizzi un sistema di posta elettronica certificata, ossia un sistema di comunicazione in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire ricevute opponibili ai terzi.
In tal caso, infatti, i gestori autorizzati del servizio PEC garantiscono l’invio e la ricezione del messaggio di posta elettronica certificata, attestando non solo l’avvenuta trasmissione e la consegna del medesimo ma anche certificandone data e ora. Inoltre, la busta di trasporto è sottoscritta con una firma digitale «che garantisce la provenienza, l’integrità e l’autenticità del messaggio di posta elettronica certificata.
Le relative ricevute, rilasciate dai suddetti gestori al mittente del messaggio, sono per tali motivi opponibili ai terzi, ai sensi dell’art. 48, 3° c., D. Lgs. 82/2005.
Sul piano probatorio, infine, la trasmissione del messaggio di posta elettronica certificata equivale a raccomandata con ricevuta di ritorno, perciò sostituisce a tutti gli effetti di legge la notificazione a mezzo posta.
Da quanto detto apparirebbe chiaro che le missive indirizzate a decine e decine ai professionisti di Pescara e Montesilvano collegati alla ''querelle Berardocco'' avrebbero legittimità e dovrebbero essere considerate nel giusto modo dai destinatari. (Gianni Lussoso)