QUANDO IL PAZIENTE SI ''SPAZIENTISCE'' E DENUNCIA.
18/07/2019

Ho scritto diversi articoli sul caso del signor Berardocco, noto personaggio dello sport regionale, che da alcuni anni sta subendo il trattamento del TSO che ho già spiegato nei precedenti servizi che troverete nell'archivio di Agenzianotizie.it
Il Tso è un trattamento che sospende la libertà della persona. Non è chiaro chi debba somministrarlo, non sono chiare le modalità. E soprattutto si prende per una misura per limitare la pericolosità dell’individuo.
Si tratta di un provvedimento delicato, che sospende la libertà della persona. Esistono inoltre molte zone grigie nel procedimento: non è chiaro per esempio chi debba far eseguire materialmente l’ordinanza del sindaco: se la polizia, i carabinieri o i vigili.
Il TSO non è un mandato di cattura, non è un fermo di polizia e non è nemmeno il ricovero coatto dell’epoca manicomiale. Pensare che il TSO sia una misura per arginare la pericolosità sociale di un soggetto e non, come dice la legge, un dispositivo di tutela per il paziente, è un grosso equivoco.
Pensare che il TSO sia una misura per arginare la pericolosità sociale di un soggetto e non, come dice la legge, un dispositivo di tutela per il paziente.
Ufficialmente il TSO è disposto con un’ordinanza del sindaco del comune interessato su proposta motivata di un medico e convalidata da un altro. Entro 48 ore dal ricovero, il provvedimento deve essere trasmesso al giudice tutelare, che a sua volta ha 48 ore per decidere se convalidare o meno il trattamento, la cui durata massima è di sette giorni, rinnovabili.
Queste ambiguità procedurali rendono ogni TSO diverso dall’altro, a seconda della preparazione del personale, del comportamento del paziente, o anche solo di quale tra gli enti coinvolti arriva per primo sul posto. Gli equivoci principali sembrano essere due: il primo è considerare il TSO, anziché un provvedimento estremo ed eccezionale, un ordinario strumento di controllo, da esercitarsi nel modo più sbrigativo possibile. Così, anziché lavorare di mediazione, negoziare la cura e far di tutto per tranquillizzare il paziente, si preferisce farlo “catturare” dalle forze di polizia, portarlo all’ospedale, magari legato o ammanettato, per poi sedarlo con neurolettici e benzodiazepine.
A 40 anni da una legge rivoluzionaria e democratica come la Legge Basaglia, la salute mentale, che in Italia è ancora un tabù, continua a essere gestita in chiave emergenziale
A causa di questo fraintendimento, troppo spesso il personale che ha il sopravvento nell’azione non è quello medico ma quello poliziesco o militare.
Per una serie di circostanze il signor Berardocco si è trovato nella condizione di essere ''costretto'' a subire il trattamento TSO con l'aggiunta penalizzante di dover assumere medicine pericolose che gli sono state somministrate come da documenti ufficiali con grave pericolo per la sua salute fisica e psichica. Stanco di dover subire, il signor Berardocco è passato al contrattacco e tramite l'avvocato
Devetak Cibej di Ljubliana ha fatto pervenire al comandante della Polizia Municipale di Montesilvano la seguente mail certificata il cui testo integralmente dice: '' Per il comandante polizia
locale Montesilvano Marsili. Io sono Devetak Cibej studio legale - editor nato in Bratislava specializzato ''work compensation'' risarcitorie costituito ''units intent'' '' a tutela dei diritti
del signor Berardocco Roberto di Pescara, presidente Tv rete web - calciotelevision agenzia stampa - talent management group agenzia calciatori e sportivi.
Egregio comandante Marsili in data 08.05.2019 la coppia di vigili Marzoli Roberto e Lorenzo....... Eseguivano un trattamento aso 144/2019 prot 30560 del 08.05.2019 insieme ad ambulanza 118 guidata da Vincenzo Verdecchia e relativo staff medico al mio cliente per nome e per conto del quale scrivo il presidente Roberto Berardocco nato a Montesilvano il 16.11.1963 e domiciliato alla via Colle Vento 40, in primis da quanto riferito dal presidente voglio elogiare la grande professionalità, la discrezione e la riservatezza utilizzata dalla coppia di vigili che hanno eseguito l'aso assieme allo staff ambulanza, purtroppo cosi non è stato quando si e arrivati al pronto soccorso, abbiamo i documenti tratti da cartella clinica n 12111 n° 146 del 13 05 2019 dove la
proposta di tso a nome di dottor De Iuliis e Pace Annamaria risultano compilati in violazione legge 13 maggio 1978 n 180 che lo regolamenta, a tutto ciò hanno assistito direttamente i due vigili sopramenzionati, di tale tso è stato depositato in data 17.07.2019 giusto ricorso al Tribunale competente di Pescara e proprio a tal fine essendo un processo amministrativo e non essendo ammesse prove testimoniali a tal proposito sono a richiedere apposita relazione dei vigili in questione in forma scritta che rispondesse alle seguenti domande:
- E' vero che avete eseguito l'aso al presidente Berardocco ordinanza n 144/2019 del
08.05.2019?
E 'vero che una volta in pronto soccorso il presidente Berardocco è rimasto sempre nella stanza attigua quindi non è mai entrato nell'ambulatorio dei medici de Juliis e Pace?
E' vero che non gli è stata effettuata nessuna visita e nessuna domanda in quanto non era presente? E' vero che i due medici in questione hanno compilato autonomamente la proposta e la convalida tso senza che il presidente Berardocco avesse potuto dichiarare qualcosa perché non era
presente?
E' vero che avete accompagnato in ospedale di Giulianova il presidente Berardocco
E' vero che una volta a Giulianova il medico di Sante aveva già tutto compilato secondo i dettami dei medici di Pescara?
E' vero che il presidente Berardocco ha preteso con garbo e fermezza la visita dal dottor Di
Santo di Giulianova?
E' vero che dal prelievo a casa e per tutto il tempo di viaggio tra i due ospedali il presidente è stato sempre cordiale, mai una parola sopra le righe, ed era molto consapevole di se stesso tanto da dettare ai vigili stessi il documento firmato come impegno a riportarlo a casa dal signor Roberto Marzoli?
E' vero che non ha mai dato segni di supposte malattie mentali e sindromi strane a lui attribuite?
E ciò che hanno ancora da dichiarare in oggetto alla questione.
Tale relazione è indispensabile in fase di ricorso e in fase di indagine dei Nas di Pescara poiché è stata fatta una grave violazione alla legge con i comportamenti assunti dai due medici Asl Pescara e da quelli di Giulianova.
La suddetta relazione su carta intestata può essere inviata al mio indirizzo email devecibej@postecert.it o devecibej@tiscali.it
Provvederò io stesso a recapitarlo direttamente al presidente Berardocco, certo che il tutto avverrà
nel più breve tempo necessario e nel rispetto della legge 1° marzo 2006, n. 67''misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni'' pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 54 del 6 marzo 2006, inoltre mi preme ricordare a lei ai vigili ecc. che la disabilità presunta attribuita al mio cliente è di natura psichica quindi non riscontrata con esami
scientifici certi, ma attribuita da un gruppo di camici bianchi della Asl di Pescara e Teramo proprio a tal proposito sarà importante l'esito del ricorso pendente in Tribunale fin ad allora c'è la presunzione di innocenza come in qualsiasi processo fin al grado definitivo.
Colgo l'occasione per ringraziare anticipatamente della documentazione richiesta .
Cordiali saluti avv. Editor Devetak Cibej.