TRA CONFERME E SMENTITE
16/07/2019

Arriva Sottil? No, Tutino. Arriva Melchiorri? No, Stoian. Bunino confermato? No, sta per essere ceduto in prestito, pare, alla Triestina. Abbiamo cercato Iemmello? No, arriva Tuminello. Arriverà Palmerio? Si certo, certissimo, anzi probabile (alla Flaiano) e via di questo passo...
Capisco che i colleghi abbiano quasi tutti la fregola di dare per primi la notizia, ma sparare nomi così e poi doverseli rimangiare non è peggio?
Così com'è brutta quell'espressione usata spesso con una certa dose di vanagloria: ''Come avevamo anticipato...''
Insomma, tutti a cercare il colpo giornalistico, cioè dare la notizia sensazionale che un giornalista riesce ad avere e un giornale a pubblicare in esclusiva precedendo la concorrenza.. ma come si può parlare di scoop in un settore in cui si lanciano nell’aria tanti nomi con la speranza di azzeccarne uno e poi dire con enfasi: Come avevamo anticipato...
Ma non sarebbe meglio pretendere che la società facesse funzionare il suo ufficio stampa dando per certi i movimenti che realmente realizza, senza costringersi a fare i contorsionisti della notizia per poi azzeccarne solo una su dieci... se pure?
In questo periodo del mercato, e durerà ancora per diverse settimane, si andrà avanti tra anticipazioni, conferme e smentite e con il dubbio gusto di esaltare le doti del giocatore che si pensa arrivi solo per dare maggiore enfasi allo ''scooppetto'', cioè al piccolo scoop.
Suvvia, invece di correre dietro alle fantasticherie di mercato, perché non si comincia ad analizzare sul concreto i movimenti societari?
Perché non si comincia a mettere in evidenza che ci sono troppi giocatori in un settore, fascia destra, pochini al centro e sulla fascia sinistra, e che a centrocampo bisogna bloccare i due giocatori Brugman e Memushaj senza correre dietro le improvvisazioni di mercato atte solo ad eventuali operazioni di plusvalenze future tutte da verificare?
Ci sono, poi, i fatti concreti proposti da Zauri, che dice di avere una squadra incompleta e che spera arrivino dei giocatori pronti da utilizzare.
Ci sono i giocatori che stanno già lavorando e che sono pronti a offrire il meglio di se stessi perché finalmente hanno raggiunto il sogno di arrivare a Pescara... almeno così ha detto Galano e così hanno fatto da eco i soliti che non si sono preoccupati di dire se Galano oggi è quello che abbiamo cercato inutilmente anni or sono, e non vanno a controllare sul campo, quanto reale possa essere la promessa che il ragazzo sta facendo a se stesso prima che al pubblico?
Il mestiere del giornalista, di per sé è difficile e ricco di responsabilità, sta confermando che è in crisi.
L’avvento dei social ha letteralmente distrutto il giornalismo come lo conoscevamo.
Con la presenza dei social network, infatti, sia in termini generali che sportivi, è venuta meno una componente importantissima dell’informazione: quella dell’hype, del dover aspettare per potersi informare e costruirsi un parere davvero completo su qualsiasi tema.
Il giornalista e il lettore di oggi pagano un minore approfondimento a fronte di una maggiore immediatezza che però non sempre è sinonimo di qualità.
La ricerca della velocità, del sensazionalismo a tutti i costi, il voler battere la concorrenza per arrivare prima degli altri, sono dinamiche che vanno però accettate con il beneficio di inventario.
Il giornalismo sportivo sta andando in malora a causa della mancanza atavica di coraggio nell’incalzare, proporre domande scomode, e sacrificare uno scoop o la ricerca della verità a fronte di un contatto positivo, un’amicizia in un club o un rapporto fiduciario nei confronti di personaggi in vista. La regola aurea è che bisogna cercare la notizia e non aspettare il suggerimento del padrone di turno.
A prima vista appare più facile il lavoro quando ti arriva l'imbeccata del presidente o di chi per lui, ma questo è fare giornalismo o fare gl'interessi di chi ha il potere? Vale la pena di ''ridursi a semplice reggitore di microfoni'' solo per non sacrificarsi a cercarsi le notizie vere che servono al lettore che vuole essere informato e che, invece, spesso, con i social, se le cerca da solo irridendo il ''professionista'' che fa solo la figura del ''signorsì signor padrone?'' ( Gianni Lussoso)