CHI VORRESTI ALLORA?
12/07/2019

E' naturale che, quando scrivi e prendi posizioni chiare, susciti delle reazioni che possono essere favorevoli, perché suscita l'interesse di chi la pensa nello stesso modo; oppure reazioni negative se il tuo scritto incontra persone che hanno idee diverse.
Spesso mi capita di essere preso come portabandiera di certe posizioni critiche e la cosa non mi entusiasma, come, però, nemmeno mi avviliscono le critiche alla ... mia critica (anche perché, giuro, sono davvero poche).
Chi mi rimprovera un atteggiamento critico nei confronti di Sebastiani cerca di provocarmi chiedendomi: Allora chi vorresti per presidente? Chi c'è disponibile al suo posto?
Rispondo con estrema correttezza e con piena sincerità: Vorrei come presidente del Delfino 1936 Daniele Sebastiani.
Mi sta bene la sua posizione e mi stanno bene, dal punto di vista giornalistico, le sue esternazioni, il suo essere scorretto nei confronti della stampa non allineata e coperta, il suo essere strafottente con i tifosi (visto che glielo consentono), il suo mettere in circolazione tanti movimenti di mercato che poi non sono veri, il suo dire bugie con una naturalezza che ha del patologico.
In questi anni ne ha dette così tante che mi sorprende come i tifosi stiano ancora ad ascoltarlo senza fare almeno la classica ''pernacchia'' scarica tensione.
Un bugiardo patologico, è una persona che mente senza motivi particolari e senza fini specifici. Ciò che un bugiardo patologico fa è tessere una rete di bugie convincenti al fine di aumentare il proprio senso di sé e quindi di benessere. Le menzogne che “confeziona“ ad arte sono verità plausibili che possono essere accolte dagli altri con facilità senza destare sospetti.
Ed ecco che hai una lista di giocatori che ''interessano e interessavano'' e che non sono arrivati, né arriveranno. Ogni giorno leggiamo di giocatori che dovevano essere nostri e poi sono andati al Perugia, all'Ascoli... Leggiamo di giocatori che non si muoveranno da Pescara e che poi leggi sono stati contrattualizzati da altre società.
Un presidente come Sebastiani, per un giornalista che fa il suo lavoro senza i paraocchi, è una manna caduta dal cielo.
Semmai è da tifoso del Pescara, e da sostenitore dal 1948 dei colori biancazzurri, che mi piacerebbe vedere in lui una signorilità che non ha e non avrà mai; una senso del rispetto nei confronti della tifoseria e della città; la capacità e l'onestà intellettuale di dire faccio queste operazioni perché non posso fare diversamente; sarebbe stupendo se certi movimenti fossero almeno per il settanta percento a beneficio del Pescara e della sua crescita... mi piacerebbe che avesse rispetto per i grandi interpreti del calcio pescarese del passato e che lui e i suoi collaboratori nemmeno conoscono o che dimenticano con una facilità da persone che non hanno cultura calcistica. Un esempio per tutti? Il modo in cui ci si è dimenticati di Vincenzo Zucchini.
A chi crede di provocarmi chiedendomi chi vorrei per presidente, rispondo che da giornalista professionista, non cerco, non scelgo e non propongo presidenti. Prendo in esame chi è al comando e plaudo se il suo operato mi piace (pur nei miei limiti professionali, che comunque sono relativi a 53 anni di attività svolta in campo regionale, nazionale e non solo) e critico, sempre nei tempi e nei modi sopra precisati.
Del resto, al ''provocatore'' dico chiaramente che un presidente furbo, senza scomodare l'intelligenza assoluta, dovrebbe far buon uso della critica costruttiva e fidarsi molto meno dei servitorelli sciocchi che credono di poter fare meglio il loro lavoro leccando piuttosto che cercandosi le notizie...
La mia critica è sempre rivolta al raggiungimento del massimo dell'efficacia per indurre la persona, oggetto e soggetto del mio interessamento giornalistico, alla riflessione e, quindi, alla possibilità di crescere nella stima altrui e in autostima.
E per chiudere, fossi in Sebastiani, mi chiederei come mai in questi anni si è guadagnato l'etichetta di dirigente più antipatico e meno amato dalla gran massa dei tifosi, e cercherei di darmi una risposta da solo, non con l'ausilio dei ''signorsì'' pronti a battere le mani al ''SIGNOR PRESIDENTE''. (Gianni Lussoso)