PROMESSE DA MANTENERE
25/06/2019

Mentre trattava del mantenere le promesse, Cicerone scrisse che non bisognava mantenere le promesse, se non sono utili coloro stessi ai quali sono state fatte...
Il 3 novembre 2018: Sebastiani ebbe a dire: “Il calcio è un mondo dove vanno di moda i chiacchieroni, gente che vende fumo e fa promesse che sa di non poter mantenere. Magari io sono meno simpatico di un presidente che apre il campionato dicendo che spacca il mondo e poi neanche arriva a metà campionato. Purtroppo il mondo del calcio adesso è così. Se andiamo a vedere in Italia i presidenti più contestati sono quelli che hanno il fior fiore di società: come Lotito alla Lazio, De Laurentiis al Napoli pur avendolo portato a livelli alti. Poi ci sono quelli che si sanno vendere meglio, ma l’importante è essere a posto con la propria coscienza”.
Eppure di promesse non mantenute Sebastiani ne può elencare parecchie, da Zeman a Pillon, da una serie di acquisti ventilati per cosa fatta e mai realizzati, per il lancio pubblicitario di interessi esteri sul Delfino 1936 e mai avvenuti, sulle tavole rotonde di iniziative faraoniche relative a centri sportivi, stadi da fare e realizzare entro il 2020, la creazione di una scuola per calciatori giovani e importanti sostenuta anche da un intervento a suo tempo molto chiacchierato della Fondazione Abruzzo che, per interessamento diretto di Mattoscio, gli fece avere un prestito obbligazionario di 5 milioni di euro da restituire in cinque anni, al tasso di interesse del 3,5 per cento. Un prestito che è difficile trovare nella storia di altre Fondazioni.
Che dire della grande promessa, mai mantenuta, di rilanciare le sorti del Pescara a livello di serie A, nel corso di un incontro a base di calcio e di pesce nel Trabocco di Marinelli, in cui erano stati messi insieme Carlo Toto, Enrico Marramiero, Luca Tosto, l' editore di Rete8 Luigi Pierangeli, il manager del gruppo Maresca Antonello Ricci, Renzo Di Properzio, l'allora presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, l'allora sindaco di Pescara Marco Alessandrini insieme a Guido Dezio.
Un parterre che avrebbe partorito il classico topolino utile solo a far contenti i tifosi e a portarli a sottoscrivere abbonamenti e bond per la felicità di Sebastiani e dei suoi mentori.
A rileggere i vari appunti registrati negli anni del Ferguson dei Colli ci vuole poco a fare un elenco di promesse fatte e non mantenute che farebbe vergognare anche il più incallito dei mentitori.
Non c'è bugia senza parole. La bugia ''si dice'', come la verità, insegnava il filosofo inglese J.L. Austin, il quale spiegava che il linguaggio serve, tra l'altro, a ''far cose''. Ed è così che il furbo Sebastiani, che di bugie ne ha dette a iosa, ha dovuto procurarsi un mezzo che facesse da eco alle sue parole e le spandesse nell'aere, ed ecco la funzione dei reggitori di microfono che gli mettono a disposizione, ogni volte che lo chiede, il microfono, appunto per dare credito solo alle parole gettate nel vento della credulità dei tifosi.
Sebastiani mente quasi per divertimento, e rifletto che, ad ogni modo, la bugia si configura come luogo privilegiato del desiderio e della sua difesa.
Si mente per sfuggire a una responsabilità, a un rimprovero, al biasimo altrui o per mille altre ragioni, ma essenzialmente si mente per conservare un margine di libertà, in cui ci sia consentito fare quello che desideriamo senza che ciò diventi motivo di rammarico.
E le promesse non mantenute e le menzogne sono servite, e serviranno, al grande reggitore delle sorti calcistiche pescaresi, per mantenere un potere che si fonda sul nulla considerando che il Pescara oggi è una società con un parco giocatori di proprietà di scarso valore, che non ha un suo centro per gli allenamenti, non ha un suo stadio, e ha debiti che fluttuano secondo gli umori e le necessità del nostro Ferguson che a volte si autocelebra, affermando che ha una delle società calcistiche in Italia più in regola e capace di presentare saldi attivi importanti, e a volte batte cassa, alzando lo spauracchio della necessità di trovare fondi attraverso i ''prestiti'' dei tifosi per iscriversi al campionato. (Gianni Lussoso)