PARLARE DI MENO E AGIRE DI PIÙ?
20/06/2019

All'inizio ufficiale del mercato estivo che è, come sapete, lunedì primo luglio, mancano esattamente undici giorni, eppure già i tifosi sono stati tempestati da nomi che avrebbero dovuto già prepararsi al trasferimento, salvo poi, rileggere e ascoltare gli stessi addetti ai lavori che dicono che quei giocatori non sarebbero arrivati perché le richieste erano al di fuori delle possibilità del sodalizio.
Non sarebbe meglio parlare di meno e agire di più?
Che significato ha dare in pasto alla curiosità dei tifosi dei nomi prima che si cominci davvero.
Al momento sono moltissime le voci che si rincorrono tra trattative reali e presunte. Nei giorni scorsi si è letto che il Pescara per rafforzare l'attacco guardava al Sassuolo: piacevano i giovani attaccanti Pierini e Scamacca, poi ho letto di Tutino e Gaetano, Galano, Dezi, Tuminello e di altri ancora che non perdo tempo ad elencare.
Ora, se il lanciare nomi ha la funzione di suscitare interesse nel nuovo Pescara e far sottoscrivere gli abbonamenti, potrebbe essere anche un metodo promozionale che, però, si ritorce contro la stessa società. Molto meglio tracciare le linee di movimenti sul mercato prossimo e dare solo le acquisizioni certe.
Piuttosto che dare nomi di giocatori che non verranno, sarebbe, forse, più opportuno precisare i programmi della società, in grandi linee, far sapere quali sono le richieste dell'allenatore e come la società intendere soddisfarle o se, per caso, si ha l'intenzione di ricadere nel solito errore di prendere i giocatori che il mercato propone a basso prezzo, in prestito, e se accontentarsi ancora di atleti buoni ''per il carrello dei bolliti'' con l'incarico di fare da chiocce ai ''pulcini'' da far crescere per altri sodalizi.
Ho sentito qualcuno vicino alla società e mi ha detto che la colpa è di noi giornalisti che ci avventuriamo in fantasiose digressioni solo per scrivere qualche articolo di richiamo ma che la società è estranea a questa vetrina posta come zuccherino per i tifosi che non vogliono restare senza il ''richiamo'' quotidiano.
E' vero che ognuno sceglie di lavorare come gli detta la coscienza e la cultura calcistica che ha e secondo le sue reali competenze, e non è opportuno da parte mia giudicarle, ma i tifosi hanno, però, il diritto di pretendere di non essere considerati dei pollastrelli da batteria ai quali servire granaglia di valore solo di nome e poi, di fatto, lasciarli quasi a secco.
Temo, però, che fino al 24 di agosto, ne sentiremo delle belle e, soprattutto, vivremo ancora la risibile situazione di un campionato che comincia quando il mercato deve ancora chiudere i suoi battenti...
Insomma, prepariamoci ad assitere al solito valzer di giocatori che si preparano con una società e con un allenatore, per poi giocare il campionato sotto altra bandiera. (gialus)