BERARDOCCO: ESSERE ARRESTATO DALLA PSICHIATRIA È PEGGIO DELLA GALERA.
15/06/2019

Ci sono situazioni, nella vita, che possono sconvolgere tutta una esistenza con un intervento sanitario non corretto. Soprattutto se si parla della mente umana, delle reazioni dell'uomo di fronte ad avvenimenti particolari che ti portano ad essere definito stressato.
Lo stress è un problema che può essere generato da una moltitudine di fattori; un lutto, una separazione, un cambiamento imprevisto, una scarsa capacità di reggere alle sollecitazioni esterne…Uno stress prolungato porta ad un eccesso di cortisolo nel cervello, e questo ti rende letteralmente più vulnerabile.
Una persona molto stressata vive in uno stato confusionale che lo porta a vedere le cose in maniera molto poco oggettiva e, quando prende delle decisioni, lo fa sulla base di percezioni del tutto errate e quindi il rischio di fare errori è altissimo! Uno stato di stress può portare all'aggressività, ad avere atteggiamenti provocatori, ad eccessivi di scatti di rabbia, ad azioni impulsive.
Quando Roberto Berardocco si è convinto che il figlio Luca, calciatore professionista, sia stato vittima di una serie di ingiustizie derivanti dal crac del Parma Calcio, la squadra in cui militava, con un gesto eclatante cerca di richiamare l'attenzione sul caso del figlio calciatore e per sollecitare la Magistratura ad interessarsi del calco specifico del Parma Calcio per far emergere eventuali responsabilità e ristabilire una situazione di giustizia nei confronti del figlio.
Sotto stress sia per il lavoro, sia per la situazione del figlio, sia per altri situazioni familiari, sempre legate ad uno stato di insoddisfazione professionale, Roberto pensa ad una dimostrazione efficace minacciando il suicidio.
Ma chi vuole uccidersi, non manda decine e decine di sms e di avvisi a tutti coloro che per un verso o nell'altro sono interessati al suo problema, né lo fa avvisando il Comando dei Carabinieri.
Da questo fatto eclatante, passare sotto la ''cura psichiatrica'', il passo è non solo breve, ma direi, naturale.
Il problema che schiaccia letteralmente Roberto Berardocco è che da subito gli vengono somministrati medicinali pericolosi e con effetti collaterali molto pesanti e ben conosciuti dagli psichiatri. Il tutto porta, inevitabilmente, a un vortice chiuso che aggrava sempre di più la posizione del paziente che è costretto, con l'intervento della Polizia Municipale, ad essere scortato in Pronto Soccorso ed essere sottoposto a iniezione di un farmaco di cui non sa né nome, né utilità, né eventuali effetti collaterali come prevederebbe, invece, la ''Legge di Legittima difesa'' del gennaio del 2018.
Si ritrova, quindi, sottoposto a TSO senza notifica scritta. Successivamente il signor Bernardocco viene sottoposto a flebo disintossicanti che dovrebbero alleviare il tremore da cui è preso proprio per l'uso dei quei medicinali, quali il Rivotril, il Risperdal, medicinali che sono costati ai loro produttori milioni di dollari di risarcimento per danni procurati ai ''pazienti'' che avevano subito la somministrazione.
Ma a questo punto ci si chiede: quanto sono precise le diagnosi e le cure somministrate dagli psichiatri?
Qual è il senso profondo della condizione umana?
Quali sono i limiti, le parole che definiscono la libertà e la dignità della persona umana?
Detto questo, si arriva al nocciolo della questione: c’è una psichiatria che si limita a descrivere, ad analizzare e a giudicare i comportamenti dei pazienti (ed è la psichiatria di Hoche e Forel, la psichiatria che tradisce e non capisce); c’è poi la psichiatria che, invece – da Freud in avanti- cerca di cogliere il significato che c’è dentro i comportamenti e cerca soprattutto di “cogliere i vissuti” del paziente.
Ci sono, questo è certo, degli psichiatri i quali ritengono di risolvere il problema della sofferenza mentale soltanto osservando quello che il paziente fa e poi, somministrando farmaci che, invece di curare, rendono molto più gravi le condizioni dei pazienti.
Berardocco ha presentato il 4 maggio 2019, regolare denuncia querela contro chi ritiene abbia abusato della sua posizione per imporgli dei trattamenti che lui considera estremamente nocivi e debilitanti e afferma, con il cuore in mano, che ''essere arrestato dalla psichiatria è peggio della galera. (Gianni Lussoso)